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Archivio di Senza categoria

VEN. 23-02 – SULLE TRACCE DI FERMOR A CRETA

“Sulle tracce di Fermor a Creta” è l’argomento di cui si parlerà, con supporto di immagini, venerdì, 23 febbraio alle ore 17, nella sala Paolo Alessi (corso Italia 13, primo piano) del Circolo della Stampa che organizza l’incontro con l’Associazione “Trieste-Grecia “Giorgio Costantinides” e la Fondazione Ellenica di Cultura in Italia. Protagonista Spiro Coutsoucos, architetto, giornalista, guida escursionistica ed autore di “Viaggiare a piedi” per i tipi del Touring Club Italiano (2012). Allo scoppio della II guerra mondiale, Patrick Leigh Fermor, autore di magnifici libri di viaggio, allora scapestrato giovanotto di 24 anni che aveva da poco attraversato l’Europa fino a Istanbul, si arruolò volontario. Inquadrato nel SOE (Special Operations Service), il servizio segreto britannico creato da Churchill nel 1940, venne paracadutato nella Creta occupata dai nazisti per organizzare una rete di intelligence con il supporto dei partigiani cretesi. Dopo l’armistizio dell’ 8 settembre entrò in contatto con il generale Angelo Carta che comandava il territorio orientale di Creta ed era in aperto contrasto coi tedeschi per la loro brutalità. Fermor organizzò la fuga di Carta attraverso le montagne dell’ isola e via mare fino in Egitto. Rocambolesco fu poi il rapimento del generale tedesco Heinrich Kreipe. La notte del 26 Aprile del ’44 Fermor e il suo luogotenente Stanley Moss, travestiti da poliziotti tedeschi, fermarono l’auto del generale e lo rapirono con l’aiuto di una banda di partigiani cretesi. Con Moss al volante, Fermor che indossava il cappello del generale e due cretesi che tenevano fermo Kreipe sotto i sedili posteriori attraversarono miracolosamente indenni ventidue posti di blocco, abbandonarono l’auto nelle vicinanze di Rethimno e proseguirono a piedi verso il Monte Ida per attraversare l’isola verso sud. Radio Londra, che avrebbe dovuto dar notizia del rapimento come avvenuto, li tradì per sbaglio annunciando che il rapimento era in corso. Seguirono diciotto giorni di rocambolesca fuga attraverso le maglie dell’esercito tedesco. Scamparono alla caccia all’uomo grazie alla rete di supporto dei clan cretesi e all’aiuto della popolazione civile che li ospitava di notte nei suoi villaggi, a volte a pochi passi dai tedeschi. Il rischio di essere scoperti fu enorme. “Centinaia di cretesi sapevano esattamente dove eravamo – ebbe a dire Fermor – ma nessuno ci tradì.” La notte del 14 maggio, sulla spiaggia di Peristères, vicino al villaggio di Rodàkino, sotto il naso di una guarnigione tedesca, finalmente il gruppo si imbarcò su una motovedetta inglese e tutti raggiunsero sani e salvi l’Egitto.

La vicenda è stata in seguito narrata da Moss nel libro “Ill met by Moonlight: The Abduction of General Kreipe” e in un film omonimo del 1957 (“Colpo di mano a Creta”) con Dirk Bogarde nel ruolo di Fermor. Nel 1972 una memorabile trasmissione televisiva greca riunì intorno a un tavolo rapito e rapitori. Infine, nel 2014 è stato pubblicato postumo “Abducting a General: The Kreipe Operation and SOE in Crete”, il diario del rapimento, scritto dallo stesso Fermor.

Spiro Coutsoucos guiderà i presenti lungo l’itinerario della fuga, da lui ripercorso, nel 2013, con due guide cretesi ed un gruppo di amici.

GIOV. 22-02 – FONDAZIONE VERONESI

La Fondazione Umberto Veronesi avrà un’antenna attiva anche a Trieste.

La presentazione della rinnovata Delegazione e della sua attuale responsabile, Isa Amadi, avrà luogo al Circolo della Stampa, giovedì 22 febbraio alle 11.30, nel corso di un incontro con la stampa aperto al pubblico a cui parteciperanno anche Monica Ramaioli e Agnese Collino, rispettivamente direttore generale e supervisore scientifico della Fondazione.

Nel corso dell’evento verranno presentate le manifestazioni e le iniziative finalizzate all’attuazione dei progetti che la Fondazione intende attuare sul territorio.

Secondo Amadi, la ritrovata interazione con il capoluogo giuliano servirà ad incrementare, anche nell’estremo Nordest d’Italia, la diffusione dei principi e delle linee guida finalizzate alla salute, alla prevenzione ed alla ricerca in campo oncologico che costituiscono il più importante lascito di Umberto Veronesi.

 

 

 

 

MER. 21-02 – MEDIOCREDITO: ULTIMI SVILUPPI

 Mercoledì 21 febbraio ore 17.30 al Circolo della stampa (corso Italia, 13, primo piano) l’Associazione “Tina Modotti” invita al Terzo incontro sullo scandalo del Mediocredito in FVG, a cura di Giorgio Decola, responsabile de “La Gazzetta giuliana”. In questo terzo incontro si seguiranno le più recenti vicende dell’istituto di credito regionale che vedono in atto problemi relativi alla trasparenza, a 300 milioni di euro di cui non si conosce il destino e a un silenzio di tomba della stampa locale. Democrazia vorrebbe che le sorti di un istituto di cui la Regione Friuli Venezia Giulia controlla quote importanti venissero discusse e controllate pubblicamente: così non è. Questo incontro vuole portare l’attenzione dell’opinione pubblica su quello che abbiamo chiamato uno “scandalo (enorme) che non fa scandalo”. Spetta alle cittadine e ai cittadini riprendere in mano le funzioni del controllo democratico, in questo come in altri campi.

 

LUN. 19-02 – “LA GRANDE AVVENTURA” DI BIAGIO MARIN

Si terrà lunedì 19 febbraio, alle 17.30 al Circolo della Stampa corso Italia 13, primo piano, la presentazione del volume “Biagio Marin – La grande avventura – Diario 6 febbraio 1950-31 agosto  1951” a cura di Ilenia Marin con la prefazione di Edda Serra. Il volume è pubblicato dalla EuT (Edizioni università di Trieste) e dal centro studi  Biagio Marin l’anno scorso nella collana dell’Archivio degli scrittori e della cultura regionale diretta da Anna Storti.  Interverranno Cristina Benussi, docente dell’ateneo triestino, Edda Serra, del centro studi Biagio Marin e Gianni Cimador, dell’università di Trieste. Il titolo del libro rimanda ad un breve periodo dell’esistenza di Marin compreso tra il febbraio 1950 e il 31 agosto 1951. Sono mesi intensi di vita e la scrittura di Marin emerge dal bisogno di fare chiaro in se stesso, di fare i conti quotidianamente con l’io profondo e insieme con gli accadimenti esterni civili, sociali e famigliari.

Sono pagine godibili di narrazione di sé – e del contesto – in cui Marin ci immette nel mondo privato della famiglia e degli affetti, delle amicizie, ci fa condividere le relazioni epistolari, come quella con Arturo Carlo Iemolo; e si abbandona alla riflessione religiosa, riferisce di uomini e incontri, e l’intimo suo giudizio, talora  prendendo le distanze da sé, talora rispondendo alla logica cogente del momento e a fili di discorso presenti e sottintesi, provenienti “dalla matrice oscura dei propri pensieri”, restando  però sulla soglia della tentazione letteraria. Il coinvolgimento del lettore è assicurato; ma il giudizio sull’autore tutt’altro che facile. Per cui altre pagine dei suoi quaderni di diario andrebbero lette.

Sono gli anni della prima pubblicazione dei Canti de l’isola (1951), da cui non gli viene l’atteso riscontro di pubblico e popolarità.  Sono anche gli anni impegnati nella pubblicazione degli scritti del figlio Falco sotto il titolo de “La traccia sul mare”.

La pubblicazione è curata da Ilenia Marin, che vanta con questo la pubblicazione di tre quaderni di diario mariniani; ed ha il corredo di una postfazione di Edda Serra, che ricollega il titolo ad un’altra opera di Biagio Marin, in versi, pubblicata nel 1983 in cui il poeta dà un giudizio sulla vita e un testamento poetico e intellettuale.

VEN. 16-02 – NUOVI SCENARI PER LA FERRIERA DI SERVOLA

Il Circolo della stampa di Trieste in collaborazione con Legambiente, l’associazione Sinistra per Trieste, l’associazione NoSmog organizza il dibattito pubblico su “Ferriera: verso un nuovo accordo di programma” che si terrà venerdì 16 febbraio alle 17 nella sede di corso Italia 13 (primo piano). La collocazione in ambito portuale, che vede un forte sviluppo dei traffici commerciali, potrebbe aprire nuovi percorsi di riconversione sia nella logistica che in attività manifatturiere alternative e innovative negli ampi spazi disponibili anche all’interno di aree free zone.

Presenta e modera Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa. Relazione introduttiva di Waldy Catalano dell’Associazione Sinistra per Trieste. Interventi di Mario Sommariva, Segretario generale dell’Autorità portuale di Trieste; Alda Sancin dell’Associazione NoSmog e di Lino Santoro di Legambiente. Segue il dibattito. Sono invitati a partecipare le autorità regionali e comunali.

Partendo dall’affermazione di Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità portuale, secondo il quale “il valore si fa con l’attività logistica e la manipolazione delle merci”, l’incontro analizzerà le possibilità offerte da un sempre maggiore utilizzo della ferrovia, e dei punti franchi, ovvero zone dell’area portuale triestina dove si può operare, e fare attività industriali, in regime extradoganale (free zone). Sviluppi che permettono di stimare un forte incremento dell’occupazione di mano d’opera.

In questo interessante contesto è possibile immaginare un futuro per la Ferriera in cui sia prevista la dismissione dell’area a caldo, risolvendo da una parte l’impatto ambientale e dall’altra prevedendo spazi occupazionali per i lavoratori della Siderurgica Triestina.

 

MERC. 14-02 – LE POESIE DI UNA VITA

Le poesie scritte lungo tutta una vita vengono svelate in un libro “Con occhi di tempesta” (Lint Editore) che sarà presentato mercoledì 14 febbraio alle 18 al Circolo della Stampa (corso Italia 13, sala Paolo Alessi, primo piano). L’autore è Giorgio Pison, giornalista di lungo corso, assunto nel 1958 da Chino Alessi al Piccolo, dove ha percorso tutta la sua carriera professionale, dagli esordi in cronaca nera alla conclusione come inviato speciale, ma per lunghi anni è stato notista politico. Ha svolto un’ampia attività sindacale ed è stato presidente regionale dell’Associazione della Stampa. E’ autore con Ezio Martone del libro-intervista “Quei 1254 giorni rossi. Quando a Trieste governò la sinistra”, uscito nel 2014 per i tipi della Lint. E adesso Pison rivela un suo lato sconosciuto, quello del poeta, con liriche che vanno dal 1957 al 2004. La prefazione è di Elvio Guagnini, critico letterario e saggista, professore emerito all’Università degli Studi di Trieste, il quale guida il lettore alla scoperta dei significati racchiusi in questi versi scritti da Pison. Nota Guagnini: “Pison, mentre dà conto, o dopo aver dato conto – ai lettori del suo giornale – degli accadimenti della sua città o di altre questioni che segue per il suo incarico, nei suoi versi dà conto a se stesso (in primo luogo, a prescindere da eventuali pubblicazioni) di accadimenti esterni o interni che hanno segnato la formazione e lo sviluppo della propria personalità”.

All’incontro di mercoledì Elvio Guagnini illustrerà il volume e dialogherà con l’autore. Introdurrà il presidente del Circolo, Pierluigi Sabatti.

 

 

 

 

 

 

MERC. 7-2 – DEDICATO A FRANCO PANIZON

Sarà dedicata a Franco Panizon la serata di mercoledì 7 febbraio al Circolo della Stampa: inizio ore 17 (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13). Panizon fu con Sergio Nordio il fondatore della rivoluzionaria medicina umanizzata all’ospedale infantile Burlo Garofolo, da dove, negli anni Settanta, partì  una nuova cultura, che metteva al centro delle cure il bambino e la mamma e introduceva per i piccoli il day hospital allora inesistente. Laureato in Medicina a Padova nel 1949, era arrivato dopo Padova stessa e Sassari, Ferrara, Pavia, nella sua città natale che gli parve “una bella addormentata” (disse poi), dove la forza del rinnovamento poteva però trovare per questo facile spazio, anche sulla spinta delle contemporanee “rivoluzioni” di Franco Basaglia nella psichiatria. Al grande medico, Marco Coslovich, insegnante, studioso e ricercatore di storia contemporanea, con all’attivo diversi saggi sui Lager nazisti e sui temi della memoria e della storia, della violenza dei totalitarismi, delle persecuzioni antiebraiche e del Regime fascista, vuole dedicare un video che ne perpetui il ricordo e l’insegnamento.

L’iniziativa sarà illustrata dallo stesso Coslovich e da Alessandro Ventura direttore del Dipartimento di medicina pediatrica e dei trapianti al Burlo, Coordinatore del dottorato di ricerca in medicina materno infantile e del Master in Infant Observation dell’Università di Trieste, oltre ad aver ricoperto insegnamenti all’ateneo triestino e a quello di Pisa ed essere autore di studi e ricerche.

Interverrà il figlio di Franco, Ettore Panizon. Nato a Trieste nel 1955, ha vissuto in altre città italiane fino al 1968. Ha frequentato il liceo Petrarca (sezione C, con Mercante Verzegnassi e Pesante) e si è laureato a Bologna (con Eco). Lavora all’Immaginario Scientifico dal 1985, cioè da prima che diventasse un museo. Nel 1995 ha conseguito il Master in Comunicazione della scienza alla Sissa. Nel 2014, assieme ad altri credenti evangelici, ha fondato l’associazione culturale cristiana “Il Tesoro Nascosto”.

Sarà proiettato in anteprima il trailer del video dedicato a Franco Panizon.

 

VEN. 2-2 – LA CULTURA GASTRONOMICA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

“Luoghi e storie di gusto nel cuore dell’Europa”: è questo il titolo del volume, che sarà presentato venerdì 2 febbraio alle 17.30 al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13). Con questa opera l’Accademia Italiana della Cucina intende contribuire alla valorizzazione della gastronomia e delle tradizioni alimentari e culinarie della nostra regione. In esso viene raccolto il “corpus” di testi di alto livello scientifico, che racconta non la cucina del Friuli Venezia Giulia, ma “le” cucine di quel crocevia di popoli, di usanze, di costumi e di lingue che è la regione: un vero “giacimento” di studi, ricerche, testi e documentazione iconografica, di alto livello scientifico e culturale. Dalla presa di coscienza dell’esistenza di questo vero e proprio “tesoro”, è nata il progetto: raccogliere e organizzare questo materiale in un volume, un “viaggio” attraverso l’intero territorio regionale. Un itinerario – meglio, una serie di itinerari – dove la gastronomia è protagonista, dando però spazio anche agli aspetti geografici-turistici e a quelli storico-culturali. Il giornalista (e accademico della cucina) Bepi Pucciarelli ha sviluppato la “scaletta” del volume, per la realizzazione del quale è stato fondamentale l’apporto del direttore del Centro studi territoriale regionale dell’Accademia della Cucina, Giorgio Viel, e del delegato di Gorizia, Roberto Zottar, con la collaborazione di tre laureate in storia dell’arte (Anna Turchet, Carlotta Kovatsch e Cristina De Zorzi) autrici di un blog dal titolo “Vienichetiporto”.  Dall’assemblaggio di questo materiale è nato il volume (192 pagine oltre alla copertina), affidato per la stampa da Aviani&Aviani editore alle Poligrafiche San Marco di Cormòns. Di “Luoghi e storie di gusto nel cuore dell’Europa” parleranno venerdì il delegato per Trieste dell’Accademia Italiana della Cucina, Paolo Penso e il giornalista Alfonso Di Leva presenterà il volume dialogando con gli autori.

 

 

MART. 30-01 – IL BENESSERE PSICOFISICO DELL’ANZIANO

“Il benessere psicofisico dell’anziano”: questo il tema dell’incontro che si terrà martedì 30 gennaio alle 17.30 al Circolo della stampa (corso Italia 13, sala Paolo Alessi, primo piano). Interverranno Giuliano Ceschia, direttore della geriatria dell’Asuits (Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste) e la psicologa Deanna Fornasier. L’iniziativa è promossa dall’Aris (Associazione ricerca interventi studi sull’invecchiamento, che ha come scopo di aiutare le persone anziane ad affrontare i cambiamenti che comporta l’invecchiamento, per poter mantenere un benessere sia psicologico che fisico migliore possibile. Un argomento sul quale viene posta sempre maggiore attenzione in qualunque fascia di età.

Negli ultimi anni è andata sempre più avanzando l’idea che nell’invecchiamento sia sano che patologico (nello specifico nelle demenze) le componenti emotive che quelle cognitive fossero strettamente correlate. Già sappiamo da molti decenni che in alcuni casi gli anziani possono presentare dei sintomi che sembrano demenza ma che in realtà sono una depressione, che viene definita pseudo demenza e molti anziani, pur non avendo sintomi di demenza, lamentano problemi cognitivi, come di memoria o di attenzione e concentrazione. Perché?

Molti studiosi, tra cui anche un gruppo di ricerca italiano dell’università di Padova, hanno individuato che lo stato di benessere psicologico è correlato con la predisposizione a ricordare. Gli studiosi hanno visto come molto spesso gli anziani in una situazione di mancato benessere psicologico hanno anche meno sensibilità alla memoria e sono meno disposti a memorizzare. Quindi, pur avendo le capacità cognitive integre, in realtà non riescono a ricordare perché la loro situazione psicologica influisce sulle capacità cognitive. Nell’incontro si parlerà di come affrontare questi problemi.

 

 

 

 

MERC. 24-01 – LA POETICA DI CAROLUS CERGOLY

Mercoledì 24 gennaio alle 17 il Circolo della Stampa, in collaborazione col Circolo Amici del dialetto triestino, organizza nella propria sede di corso Italia 13 (sala Paolo Alessi primo piano) un incontro sul tema “Carolus Cergoly e il suo dialetto mitteleuropeo” per ricordare lo scrittore triestino a 110 anni dalla nascita. Introduzione di Liliana Bamboschek, letture dal vivo con gli attori Maria Teresa Celani e Paolo Dalfovo. Carlo Luigi Cergoly Serini (1908-1987) apparteneva a un casato di nobiltà ungaro-slava con radici in vari Paesi dell’impero austriaco. L’esperienza fondamentale per la sua formazione fu quella futurista con le “parole in libertà” che lo porterà a creare un proprio linguaggio originale partendo dal dialetto triestino e con molti elementi presi dagli altri idiomi dell’impero. Un autentico collage linguistico di forte impatto espressivo. Dopo le prime raccolte di poesie (Il Portolano, Le clandestine, Inter pocula) Pasolini lo scopre presentandolo alla critica italiana. Nel 1976 esce “Ponterosso” con Guanda; il successo arriva col romanzo “Il complesso dell’imperatore” e nel 1980 Mondadori pubblica nello Specchio la raccolta completa delle sue poesie col titolo “Latitudine Nord”. Giudizi favorevoli su questo nostro “poeta mitteleuropeo in lessico triestino” vengono da voci qualificate come Andrea Zanzotto, Giovanni Giudici, Natalia Ginzburg; Claudio Magris definisce la sua opera “una Spoon River triestina”. Dai versi di Cergoly emerge la Trieste asburgica dei primi anni del ‘900 che riconosce il suo centro pulsante nel Ponterosso ricco di traffici, suggestioni e colori, autentico “ombelico del mondo”. Ma nel suo mondo poetico trovano vita anche molti elementi del nostro paesaggio, specchio di sentimenti ritagliato fra Carso e mare. Drammatiche, infine, le vicende di personaggi triestini strettamente legati alla “finis Austriae” e lapidari i ritratti di ebrei e partigiani scomparsi nello sfondo cupo del secondo conflitto mondiale.



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