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GIOV. 20-12 – “QUALESTORIA” PRESENTA STUDI E RICERCHE NUOVE

Giovedì 20 dicembre,  alle ore 17, al Circolo della stampa (corso Italia 13, primo piano) Gloria Nemec, Luca Giuseppe Manenti e Raoul Pupo, presenteranno il numero 1, 2018 di “Qualestoria”, un numero miscellaneo ricco di studi e ricerche nuove. E’ previsto l’intervento di alcuni autori.

Questo numero ripropone la rivista dell’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia (Irsrec) come consolidato luogo d’incontro tra diverse generazioni di studiosi, giovani ricercatori così come storici “più esperti”. Il volume contiene una ricca panoramica di nuove indagini, documenti e recensioni, che spaziano dall’area danubiano-balcanica a quella istro-quarnerina per offrire  una  storiografia  aggiornata e localizzata ma tutt’altro che localistica.

Vediamo alcuni titoli: Marco Cuzzi “La nuova Europa dei Fratelli: il congresso massonico di Parigi (28-30 giugno 1917)”. Lisa Masolini        “Irredentismo a Trieste, irredentisti a Roma. Il caso dello scultore Attilio Selva”. Tommaso Chiarandini «Gli slavi cisalpini per l’Italia». Guido Podrecca, il «Popolo d’Italia» e gli slavi del Sud (1917-1921). Lorenzo Ielen ”Frontier incidents: il confronto tra alleati e jugoslavi lungo i confini della Venezia Giulia e del Territorio Libero di Trieste, 1945-1949”.  Marco Abram “Nazionalità, lingua e territorio nel socialismo jugoslavo: il bilinguismo a Fiume (1947-1955)” . Fulvio Senardi      “L’Austria-Ungheria e la Serbia” di George Macaulay Trevelyan. Silva Bon “L’organizzazione delle Scuole Ebraiche. Valutazioni e valori (1938-1940)” Federico Tenca Montini “La Jugoslavia e la questione del TLT dopo le elezioni italiane del 1953”. Nevenka Troha “La minoranza italiana nel distretto di Capodistria (Okraj Koper) dopo il memorandum di Londra”.

La rivista ospita inoltre le recensioni di Gianluca Volpi “Il fascino discreto della duplice monarchia. Rassegna bibliografica sull’Impero degli Asburgo a un secolo dalla sua dissoluzione”. Aurelio Slataper “L’arte sacra come strumento di lotta politica”. Alessandro Cattunar ”Donne della Resistenza. Esperienze e narrazioni tra Italia, Slovenia e Croazia”. Fabio Verardo recensione a Antonio Grilli “Tra fronda e collaborazione. Magistrati nell’Italia occupata (1943-1945)”. Luca G. Manenti recensione ad Alessandro Volpi “Fare gli italiani, a loro insaputa. Musica e politica dal Risorgimento al Sessantotto” e dello stesso autore: recensione a Fulvio Conti, “Italia immaginata. Sentimenti, memorie e politica fra Otto e Novecento”. Euro Ponte    recensione a Luca G. Manenti, «Dove gli ammalati hanno tutti i benefici. Storia del Sanatorio Triestino dal 1897 ad oggi”.

MERC. 19-12 – AMORE E ODIO: L’AFFASCINANTE RAPPORTO CUORE-RENI

Il cuore ha bisogno del rene, il rene del cuore. Il cuore soffre se il rene è affaticato, il rene patisce quando il cuore non ce la fa più.

Un connubio adeguato è essenziale per la nostra salute e ne parleranno mercoledì 19 dicembre, a partire dalle 17,  Andrea Di Lenarda e Giuliano Boscutti, rispettivamente direttore del Centro Cardiovascolare e della Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi di Trieste.

La sede dell’incontro con la cittadinanza, come sempre libero e aperto a tutti, è la Sala Alessi del Circolo della Stampa (corso Italia 13 – I° piano) e i due primari saranno a disposizione del pubblico per illustrare l’attività delle strutture che dirigono.

“Il cuore è l’organo che pompa il sangue nel nostro organismo, irrorando tutti gli organi, incluso il rene – spiega Di Lenarda – permettendo così il suo funzionamento”.

In presenza di diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, il cuore si ammala ma lo fa anche in caso di insufficienza renale, che aumenta tantissimo il rischio di sviluppare una malattia aterosclerotica.

Il cuore ed i polmoni soffrono se il rene è stanco, perché la congestione che ne deriva si accumula nei polmoni impedendo alla persona di respirare decentemente durante gli sforzi.

Il rene depura il sangue ed il nostro organismo, eliminando l’acqua e le scorie in eccesso e si ammala in presenza di patologie che danneggiano anche il cuore.  Il rene soffre se la pompa cardiaca è stanca, perché senza un adeguato apporto di sangue non riesce a fare il suo lavoro e le scorie (misurate con la “creatinina”) si accumulano.

Un tipico rapporto di amore ed odio tra due organi che non possono funzionare se non come coppia indissolubile, ma che soffrono tremendamente quando l’altro comincia a cedere.

Dobbiamo salvaguardare quest’unione con grande attenzione, fare i controlli e le cure che i medici suggeriscono e non sottovalutare mai, per alcun motivo, i segnali di allarme.

 

 

VEN. 14-12 – FULVIO MUIESAN POETA DELLA “CITTADELLA”

Venerdì 14 dicembre 2018 alle ore 17.30 al Circolo della Stampa (corso Italia 13, primo piano) incontro dedicato a Fulvio Muiesan che il 6 luglio 2018 avrebbe compiuto 100 anni. Scomparso a 97 anni, finché fu in vita poté vantare la tessera n.1 dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia. Il Circolo della Stampa renderà omaggio alla sua figura di giornalista e poeta attraverso il ricordo di Elvio Guagnini, professore emerito dell’Università di Trieste, che gli aveva dedicato un saggio per l’Archeografo Triestino. Muisan, noto al pubblico per le poesie dialettali che comparivano settimanalmente sull’inserto del Piccolo, “La Cittadella”, ha lasciato diversi volumi, anche in prosa, pubblicati dalla casa editrice Italo Svevo e una raccolta di liriche in francese, Paese che lo considerava uno dei suoi poeti contemporanei. Introdurrà la serata il consigliere del Circolo, Luciano Santin. Marina Silvestri parlerà dell’attività giornalistica di Fulvio Muiesan, iniziata come direttore del giornale dei prigionieri italiani negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale, poi all’Associated Press, alla RKO Radio Film, e a seguire come responsabile pubbliche relazioni ed editoria per la Finmare, i Cantieri Riuniti dell’Adriatico e l’IRI.

 

 

GIOV. 13-12 – LA TASSA DISCRIMINATORIA SULLE RIMESSE DEGLI IMMIGRATI

Le rimesse verso l’estero degli immigrati residenti in Italia sono tornate improvvisamente d’attualità dopo l’introduzione nel decreto fiscale di un’imposta dell’1,5% sulle transazioni finanziarie superiori a 10 euro effettuate tramite i money transfer verso i paesi extra-Ue. Tra le proteste degli operatori che, dietro la nuova tassa, vedono il rischio di una nuova spinta al sommerso come accaduto dopo un intervento analogo del governo Berlusconi nel 2011 poi eliminato da Monti. In un settore su cui peraltro anche la Guardia di finanza ha di recente acceso un faro. Dalla tassa dell’1,5% il governo conta di incassare 63 milioni da utilizzare per coprire la detassazione sulle sigarette elettroniche. Il dato è contenuto nella relazione tecnica all’emendamento approvato al Senato, da cui emerge che il calcolo è stato fatto su una massa “imponibile” di 4,2 miliardi. A questa cifra si arriva depurando i 5 miliardi di rimesse verso l’estero censite da Bankitalia dai movimenti che riguardano i Paesi europei. La novità non piace al Money transfer working group (Mtwg) che in un paper rivede al ribasso le stime a 12-15 milioni, considerate anche le minori imposte sui guadagni che saranno versate dagli agenti del settore.

L’argomento verrà trattato giovedì 13 dicembre al Circolo della Stampa (corso Italia 13) con inizio alle 17 nell’incontro dal titolo “La tassa discriminatoria sui money transfer”, organizzato da UnitedColtures CultureUnite, con l’adesione del Circolo Che Guevara e contributi dei sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Parteciperanno Buba Assy, amministratore del gruppo UnitedColtures, Luigi Gaudino, professore di diritto comparato all’università di Udine, Alessandra Fantin, avvocato collaboratrice dell’Ics (Consorzio italiano di solidarietà). Modera Maria Luisa Puglia, amministratrice del gruppo UnitedColtures.

MERC. 12-12 – SETTANT’ANNI FA NASCEVA LO STATO DI ISRAELE

Mercoledì 12 dicembre, alle 17.30 al Circolo della Stampa (corso Italia 13) il dottor Claudio Vercelli, docente di storia contemporanea, parlerà su “Israele la rinascita di una nazione”. L’incontro è organizzato dall’associazione Italia-Israele, dall’Adei-Wizo (Associazione donne ebree d’Italia) di Trieste e dal Circolo della Stampa in occasione della ricorrenza del settant’anni dalla nascita dello stato di Israele.

Lo stato d’Israele venne proclamato dal leader David Ben Gurion il 14 maggio 1948 ed è ufficialmente entrato in essere il 15, quando, alla mezzanotte, terminò il precedente mandato Britannico. L’idea di restituire agli ebrei la loro terra promessa era già presente nel sedicesimo secolo. Nel diciannovesimo secolo, i politici inglesi videro un nuovo valore legato a questa terra: riuscire ad avere nel Medio Oriente una comunità ebraica in buoni rapporti con l’impero britannico. Due fenomeni resero reali e concrete le aspirazioni di ritorno per gli ebrei: il nazionalismo europeo che andava allora germogliando, e da cui gli ebrei si sentivano esclusi, ed i massacri, o pogrom, eseguiti dagli Zar Russi. Un giornalista visionario, Theodore Herzl, chiarì e diede definitivo peso politico al concetto di nazionalismo ebraico, o sionismo, e di una casa nazionale per gli ebrei in Palestina. Ciò avvenne durante il primo Congresso Sionista tenuto a Basilea, in Svizzera, nel 1897.

Claudio Vercelli (Torino, 1964), storico contemporaneista, è docente a contratto all’Università Cattolica di Milano, ha svolto attività di ricerca di storia contemporanea all’Istituto di Studi Storici Salvemini di Torino per il quale ha condotto il programma didattico pluriennale “Usi della storia, usi della memoria”. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine del Piemonte, è collaboratore, tra gli altri, di Pagine ebraiche, Moked, Bet Magzien-Mosaico, Patria Indipendente e delle testate online Doppiozero e Nazione Indiana, nonché del periodico Prometeo. E’ autore di una vasta bibliografia sull’argomento, sul quale ha scritto “Israele 70 anni, nascita di una nazione” (il Capricorno, Torino 2018)

MART. 4-12 – FESTE DE UNA VOLTA A TRIESTE

Martedì 4 dicembre alle ore 17.30 il Circolo della Stampa, in collaborazione col Circolo Amici del Dialetto Triestino, organizza nella sede di corso Italia 13 (sala Paolo Alessi, primo piano) la presentazione del nuovo libro di Liliana Bamboschek “Feste de una volta – Ricorrenze e tradizioni popolari triestine”, illustrazioni di Manuel Zuliani (Edizioni Il Murice). Il lavoro sarà animato da “I Commedianti” di Ugo Amodeo, compagnia diretta da Luciano Volpi.

Quali sono le feste più amate e quelle più autenticamente nostre? San Nicolò, caro ai bambini ma anche agli adulti, si festeggia sempre con gioia fra le luci di cui si veste la città e con tutta l’allegria che porta la celebre fiera. E’ un santo che abbiamo importato dalla comunità greco ortodossa e dai baresi, la sua fiera ha qualche secolo di vita e si è svolta in sedi diverse, prima in via Nuova (oggi Mazzini) poi in via Santa Caterina per poi trasferirsi dopo la prima guerra in viale XX Settembre dove rimane ormai di diritto. Le tradizioni popolari si legano a molte festività e ricorrenze come quella del gioco della tombola, passatempo preferito nelle serate in famiglia a Natale e Capodanno. Qui il divertimento maggiore era legato ai numeri stessi accompagnati sempre da un detto o da un motto di spirito tutto nostrano con rime e doppi sensi (66 “i persuti soto i travi”, 22 “Matilde e Clotilde via del marì”,79 “Giovanin che vendi scove”). Ma le ricorrenze del calendario non erano tutte festose anzi… il giorno più scalognato dell’anno era il 24 agosto, definito proverbialmente “bruto come un mostro”. A Trieste era il giorno degli sfratti, in cui scadevano i contratti d’affitto e per la città si vedeva un andirivieni di carri a carretti pieni di masserizie con file interminabili di persone che si trasferivano da una casa all’altra ma anche un momento di incidenti e baruffe poiché per le strade non mancavano i contrattempi.

 

VEN. 30-11 – TRACCE E MEMORIA DELLA GRANDE GUERRA

Venerdì 30 novembre, a partire dalle 16.30, il Circolo della Stampa di Trieste ospiterà la prima sessione del convegno “Adriatico in fiamme – Tracce e memoria della Grande Guerra negli scrittori giuliani”, organizzato dall’Istituto Giuliano di Storia Cultura e Documentazione e dal Centro Studi Scipio Slataper.

La seconda sessione si svolgerà nella mattinata del giorno seguente alla Biblioteca Statale Stelio Crise. Chiudendo simbolicamente la riflessione sulla Grande Guerra il convegno affronterà il tema della memoria della guerra negli scrittori giuliani, senza distinzione di lingua o di bandiera, quasi a risarcimento di una stagione sanguinosamente fratricida. Prenderanno la parola Cristina Benussi, Stefano Carrai, Fabio Todero, Remo Castellini e Fulvio Senardi. Nella seconda giornata Giovanni Capecchi, Roberto Todero, Miran Košuta, Roberto Norbedo e Lorenzo Tommasini. Con particolare attenzione a scrittori poco o affatto noti, si seguiranno le tracce della guerra nell’opera di Saba, Svevo, Aloizij Res, Federico Pagnacco, France Bevk, Carlo e Giani Stuparich, Julius Kugy, Quarantotti Gambini, Giulio Camber Barni.

GIOV. 29-11 – GIORNATA ONU DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE

Giovedì 29 novembre, in occasione della Giornata Onu di solidarietà con il popolo palestinese, alle 17.30, al Circolo della Stampa (corso Italia 13) la situazione nel vicino oriente verrà analizzata con particolare riferimento al volume “Esclusi. La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento”. Alla manifestazione, organizzata da “Salaam i ragazzi dell’olivo” di Trieste, parteciperanno Enrico Bartolomei e Diana Carminati, che, insieme ad Alfredo Tradardi, sono i curatori di questo libro, che affronta il tema dell’attuale logica neoliberista di eliminazione delle popolazioni sottomesse.

Diana Carminati, già docente all’Università degli Studi di Torino è autrice di numerose pubblicazioni sulla Palestina ed ha curato progetti nella Striscia di Gaza.

Enrico Bartolomei, dottore di ricerca all’Università degli Studi di Macerata, si occupa di pensiero arabo contemporaneo e di storia della Resistenza Palestinese.

Coordinerà il professor Fulvio Salimbeni, docente all’Università degli Studi di Udine, dove insegna storia contemporanea e delle comunicazioni di massa.

 

 

 

 

 

LUN. 26-11 – RICORDO DI MARINO LAPENNA

Se a Trieste abbiamo la facoltà di medicina, lo si deve anche a Marino Lapenna, radiologo, che diede vita negli anni durissimi della guerra a una Scuola Medica Ospedaliera, che offrì aggiornamento e preparazione ad assistenti e studenti, impediti dal conflitto a seguire le lezioni universitarie. Lapenna, discendente da un’illustre famiglia dalmata, fu anche commissario dell’Associazione Medica Triestina, che aveva rallentato l’attività nel periodo bellico con la sospensione del Bollettino. La sua iniziativa, come rilevato dallo storico della medicina Loris Premuda, realizzò a Trieste un istituto medico del livello degli Istituti clinici di perfezionamento di Milano. Da qui la Facoltà di Medicina. A Lapenna si deve l’organizzazione nel ’46 del primo Convegno medico giuliano che acquisirà la denominazione di Giornate mediche triestine, gestite dal 1973 dall’Associazione medica triestina, rinata pure essa lo stesso anno. Lapenna, che dirigerà la Scuola fino agli Anni Settanta,  venne incaricato dal Governo militare alleato di dirigere gli Ospedali Riuniti e provvide a completare gli organici medici mediante concorso.

Alla sua figura è dedicato il convegno che Conservatorio di storia medica e sanitaria Alto Adriatica organizza per lunedì 26 novembre, con inizio alle 18 al Circolo della Stampa (corso Italia, 13, primo piano).

Interverranno: la storica Diana De Rosa che modererà l’incontro arricchendolo con testimonianze dell’ambiente triestino nell’era di Lapenna, specie riguardanti i suoi interessi artistici. Mauro Melato (titolo “Il Medico”) tratterà sinteticamente di Lapenna quale medico impegnato anche nella politica sanitaria (e non solo) dell’epoca. Luigi Milazzi (titolo “Una vita ombrosa”) presenta il Lapenna Libero Muratore. Marina Nemeth (titolo “Mio nonno”) fornisce un quadro personale di Lapenna anche alla luce dei documenti inediti di cui dispone. Concluderà Diana De Rosa

VEN. 23-11 – SPALATO, LA FABBRICA GILARDI & BETTIZA

La storia della prima fabbrica dalmata di cemento Portland delle famiglie Gilardi e Bettiza sarà raccontata venerdì 23 novembre, alle 17.30, al Circolo della Stampa di Trieste (corso Italia, 13, primo piano).

La manifestazione è organizzata dal Comitato provinciale di Udine dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, dall’associazione Giuliani nel Mondo in collaborazione con il Comitato provinciale Anvgd di Trieste e con il Circolo della Stampa.

La Gilardi & Bettiza era la più importante industria della Dalmazia i cui cementi, ceramiche ed elementi decorativi contraddistinguono tuttora i palazzi di Spalato. Le imprese di due tra le più prestigiose famiglie della città, i Gilardi e i Bettiza, saranno raccontate dall’ultimo discendente dei Gilardi, Stefano. Sullo sfondo le vicende economiche, politiche e storiche della comunità italiana di Spalato e della Dalmazia.

Introdurranno il presidente del Circolo, Pierluigi Sabatti, e la presidente del Comitato provinciale di Udine dell’Anvgd, Bruna Zuccolin. Ingresso libero



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