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VEN. 19-10 – RICORDO DI CIRIL ZLOBEC, POETA E TRADUTTORE

“Accompagnare Dante a Lubiana: ricordo di Ciril Zlobec italianista” questo il titolo dell’incontro che si terrà venerdì 19 ottobre, alle 17, al Circolo della Stampa (corso Italia 13, primo piano, coordinato da Marija Mitrović, slavista, dell’Università di Trieste. Interverranno Martina Ožbot, italianista, dell’Università di Lubiana; Miran Košuta, slovenista, Università di Trieste, Darja Betocchi, traduttrice e insegnante, e Roberto Dedenaro, poeta e insegnante. L’incontro, che vuole ricordare il grande lavoro e la passione che Ciril Zlobec nutrì per tutta la vita verso la letteratura italiana, sarà introdotto da Pierluigi Sabatti. Zlobec, nato vicino a Sežana nel 1925, venne espulso nel 1941 dal ginnasio italiano perché scriveva versi nella lingua materna. Fu confinato negli Abruzzi e prese parte alla guerra partigiana. Redattore e direttore di riviste letterarie, esordì insieme ad altri tre autori con l’antologia Pesmi štirih (“Poesie di quattro”, 1953), che segnò il distacco della poesia slovena dal realismo socialista. Sorretti da uno slancio vitalistico che trasforma in coraggiosa accettazione la disperante consapevolezza dei limiti dell’esistenza, i suoi versi si segnalano per la varietà dei ritmi, l’uso insistente della suddivisione strofica, la concretezza delle immagini (Pobeglo otroštvo ”L’infanzia fuggita”, 1957; Pesmi jeze in ljubezni ”Poesie d’ira e d’amore”, 1968; Kras ”Carso”, 1976; Nove pesmi ”Nuove poesie”, 1985; Moja kratka večnost , 1990, trad. it. La mia breve eternità: antologia personale, 1950-1990, 1991). Ha svolto un’importante attività di traduttore dall’italiano (Dante, Leopardi, Ungaretti, Sciascia, Moravia, ecc.). Tra le pubblicazioni successive ricordiamo l’antologia Dvom, upanje, ljubezen (“Dubbio, speranza, amore”, 2005).

 

MERC. 17-10 – CENTO ANNI DI GRANDE GUERRA – QUINTO ANTONELLI

Presentazione_Antonelli_Trieste

MART. 16-10 – FERRIERA: QUALI PROSPETTIVE?

Si svolge martedì 16 ottobre, con inizio alle 17, al Circolo della Stampa (corso Italia 13, primo piano) l’incontro con Maria Maranò della segreteria nazionale di Legambiente sul tema “La siderurgia dell’area a caldo in Italia: Taranto, Piombino, Trieste. Ricomporre lavoro e ambiente, la prospettiva per Trieste”. La manifestazione è promossa dal circolo Verdeazzurro Legambiente della nostra città. Parteciperà all’incontro Mario Sommariva, Segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale.

“La Procura – sottolinea il circolo Verdeazzurro – ci dice che a Servola l’inquinamento da sostanze chimiche, da polveri fini e da rumore è tanto contenuto da non rappresentare più un problema sanitario. In realtà la percezione negativa rappresentata dai depositi di polveri nei balconi degli abitanti del rione continua a essere un problema. Sul rumore poi è assente la zonizzazione acustica comunale per il problema della stretta connessione fra fabbrica e abitazioni. E non è un problema marginale. Sarà percezione, ma basta dire questo per tranquillizzare?

“La tecnologia dell’area a caldo in Italia – continua la nota degli organizzatori – è sostanzialmente quella del primo novecento, e Trieste ne è testimone con impianti fatti e rifatti ma tecnologicamente retrivi. La stretta vicinanza fra fabbrica e territorio è poi il vero problema.

“La dismissione dell’area a caldo di Siderurgica Triestina non rappresenta una sconfitta per la città, ma, invece, una promessa per il futuro.

“Lo sviluppo delle attività portuali, le promesse della via della seta, possono rappresentare un diverso futuro per Trieste basato sull’attività logistica? Darebbe sufficienti risposte occupazionali – conclude la nota -. Su questo quadro e su queste prospettive ragioneremo con l’Autorità portuale, i sindacati dei lavoratori e i comitati degli abitanti del rione, dopo aver inquadrato il caso Trieste nel contesto nazionale della siderurgia a caldo”.

 

 

GIO. 11-10 – I “BAGNI” A TRIESTE

Frutto della collaborazione del Circolo della Stampa col Circolo Amici del Dialetto Triestino è l’incontro che si svolgerà giovedì 11 ottobre nella sede di Corso Italia 13 (Sala Alessi, I p.) alle 17 e avrà come tema centrale il mare in omaggio alla Barcolana 50. Liliana Bamboschek proporrà il suo ultimo libro “Ocio, col bagno. Storia degli stabilimenti balneari a Trieste” (Il Murice) attraverso una carrellata di foto storiche dal 1800 fino a oggi e scene in dialetto triestino dal vivo con gli attori Maria Teresa Celani e Ruggero Torzullo. E’ motivo d’orgoglio per noi triestini sapere che siamo stati fra i primi a inaugurare uno stabilimento galleggiante in Italia (1824 “Soglio di Nettuno”) dando l’esempio a Venezia che creò bagni su barconi lungo il Canal Grande all’inizio degli anni ’30. E la passione per il bagno in mare dilagò: a Trieste fiorirono i galleggianti nel nostro golfo fino ai primi del ‘900 alternati a lussuosi stabilimenti di spiaggia. Ecco allora il Bagno Fontana sul molo della Lanterna (1890) e l’ Excelsior a Barcola. Ma un violento fortunale scatenatosi sulla città fuori stagione (11 giugno 1911) segnò la fine dei galleggianti ancorati su zattere di legno lungo le  rive, in equilibrio precario su botti: la furia del vento e della pioggia fece strage di tutte le imbarcazioni sbattendo due grandi vascelli sulla Diga e provocando una ventina di morti. Ma si stavano intanto sviluppando le spiagge popolari a cominciare dal Bagno Lanterna, l’amato Pedocin, e più tardi il polo natatorio si allargò verso la riviera di Barcola con la costruzione del bagno comunale Cedas e della catena dei Topolini che gradualmente si estese in direzione di Miramare. Oggi da Muggia a Portopiccolo la città offre un susseguirsi di bagni e spiagge invitanti e adatte a tutte le esigenze.

MERC. 10-10 – LO STRAORDINARIO TALENTO DI EMILIO CECCHI

Mercoledì 10 ottobre, alle 17, al Circolo della Stampa (corso Italia, 13, primo piano) verrà presentato il volume “Emilio Cecchi – L’etica del visivo e lo Stato liberale con appendice di testi giornalistici rari” di Paolo Leoncini (edizioni Milella, 2017), a cura dell’Istituto Giuliano di Trieste e Gorizia. Interverranno Luca Manenti dell’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia e Fulvio Senardi dell’Istituto Giuliano. Introdurrà Pierluigi Sabatti. Sarà presente l’autore Paolo Leoncini, docente di letteratura italiana a Ca’ Foscari dal 1970 al 2008. Leoncini si è occupato fin dagli anni ’70 dei rapporti tra letteratura e critica, in riferimento, in particolare, a Emilio Cecchi e a Gianfranco Contini, sui quali ha pubblicato i volumi “Cecchi e D’Annunzio”, Bulzoni, 1976 (finalista Premio Viareggio); e “L’onestà sperimentale. Carteggio di Emilio Cecchi e Gianfranco Contini” (Adelphi, 2000), oltre a numerosi saggi in Riviste e volumi collettanei.

Si è occupato di letteratura veneta del ’900, con saggi su Valeri, Piovene, Noventa, Tomizza, Facco de Lagarda; e su Paolo Barbaro, autore al quale ha dedicato tre saggi (pubblicati in “Italianistica”, in “Esperienze letterarie” e nel volume “L’opera di Paolo Barbaro”, edito da Marsilio nel 2001, e comprendente gli Atti del Convegno sullo scrittore veneto tenutosi il 25 gennaio 2000 all’Università di Padova). Dal 2005 condirige “Ermeneutica letteraria. Rivista internazionale”.

Emilio Cecchi (1884-1966), straordinario talento di scrittore, accompagna tutta la storia del Novecento letterario italiano. «C’è un’alterità essenziale di Cecchi», spiega Paolo Leoncini, «nei confronti della letteratura e della storia novecentesca: si tratta di una parola non suscettibile di canoni, di convenzioni, di codificazioni». E Enrico Falqui: «Cecchi tocca l’immaginazione prima di aver fatto breccia sulla comprensione».

MART. 9-10 – RAZZISMO IERI. E OGGI?

“Razzismo ieri. E oggi?” Questo il tema dell’incontro di stringente attualità che si terrà martedì 9 ottobre, alle 17, al Circolo della Stampa (corso Italia 13, primo piano), organizzato dal Comitato per la Difesa della Costituzione e dal Circolo stesso. Le parole di Liliana Segre, senatrice a vita “Ho visto le parole d’odio trasformarsi in dittatura. E poi in sterminio” saranno il filo conduttore della manifestazione cha sarà introdotta da Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa. Interverranno: le storiche Marta Ivašič e Tullia Cattalan e Mauro Barberis, docente di diritto. Porterà la sua testimonianza l’artista marocchina Wissal Houbabi.

La riflessione che verrà proposta martedì nasce dall’allarme che hanno creato alcuni fatti di cronaca e alcuni provvedimenti governativi. A partire dall’odissea della nave Diciotti della nostra Guardia Costiera, dove viene imposto di infliggere ulteriori sofferenze a dei naufraghi, ed esseri umani che chiedono aiuto vengono ingiuriati e derisi chiamandoli “naufraghi palestrati” e “profughi vacanzieri”, per riandare agli episodi di Macerata, Vibo Valentia, Caserta, Napoli, Firenze, Forlì, Latina, dove cittadini ed ospiti di colore vengono fatti segno di colpi di pistola, alcuni dei quali mortali. Movimenti neofascisti e neorazzisti alzano la testa, e organizzano convegni, manifestazioni di piazza, ronde e aggressioni, confidando nell’immunità.
Il Governo predispone un decreto anticostituzionale che criminalizza gli immigrati, nega le funzioni di accoglienza dei Comuni e trasforma tutto in “ordine pubblico”; anticostituzionale perché per loro prevede provvedimenti punitivi dopo un solo grado di giudizio, e fra le “punizioni” prevede la revoca della cittadinanza.
“Se noi fossimo quel pubblico che 80 anni fa ha assistito in piazza Unità al discorso da brividi di Mussolini, come reagiremmo? Con entusiasmo e applausi, come allora, o con orrore?” ha affermato Noemi Di Segni, presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Riflettiamoci, perché la risposta non è scontata.

MERC. 3-10 – CRETA TRA MITO, STORIA ED ARCHEOLOGIA

Mercoledì, 3 Ottobre, alle ore 17, al Circolo della Stampa (Corso Italia 13, sala Paolo Alessi, I piano), in collaborazione con l’Associazione Trieste-Grecia “Giorgio Costantinides” e la Fondazione Ellenica di Cultura in Italia, Adriana Obersnel parlerà di “Creta tra mito, storia ed archeologia”. Adriana Obersnel condurrà i presenti attraverso la civiltà minoica, affascinante labirinto e radice profonda della cultura occidentale, evidenziando come, in questa terra, tutto reca il segno della raffinatezza e dell’intelligenza di quegli antichi costruttori di palazzi (verso il 2000 a.C. nasceranno i primi imponenti palazzi-santuari, centri  nevralgici di tutte le attività interessanti la gestione dello stato, la giustizia e la religione) che, usciti dallo stato di cavernicoli, fondarono una civiltà evoluta, con leggi chiare ed un’arte di raro pregio, destinata a passare il testimone alle popolazioni ache del continente verso il 1450 a.C.
Ma sarà dal 1700 al 1450 a.C., epoca che rappresenta il momento più alto della civiltà cretese, che si potranno ammirare i capolavori realizzati da valenti artigiani, oggi conservati  nel  museo archeologico di Iraklion: gioielli preziosi, vasi dipinti e straordinari affreschi che ornavano il palazzo di Cnosso, ricordato dalla tradizione greca come il labirinto del Minotauro, ed il palazzo di Festo, reggia di Radamanto, fratello di Minosse, meno appariscente di Cnosso ma di enorme valore scientifico.

VEN. 28-9 – PREMIO CERGOLY

Premio Cergoly: si svolgerà venerdì 28 settembre alle 17.30 al Circolo della Stampa (corso Italia, 13) la cerimonia premiazione di alcuni lavori pervenuti al concorso. La caratteristica degli elaborati è quella di avere un carattere a-nazionale, pluriculturale e plurilinguistico che contraddistingue Trieste e il Litorale Austriaco. La cerimonia si svolge nella ricorrenza del 110° anniversario della nascita del poeta e scrittore triestino.

La giuria, presieduta da Alessandro Radmilovich (it. Ramillo) ha vagliato lavori di tipo testuale o audiovisivo di carattere storico, politico, culturale, sociologico, etnografico, linguistico, poetico e similari che hanno evidenziato queste caratteristiche del nostro territorio, e che sono stati prodotti nelle seguenti lingue: croato, friulano, italiano, sloveno, tedesco, triestino.
La Commissione giudicatrice 2018 è formata inoltre da Paola Alessandra Alzetta, Piero Purini Purič, Luciano Santin e Duna Viezzoli. Nell’ambito della premiazione potranno intervenire singole persone che hanno cara la memoria di Carolus L. Cergoly Zrinyi e delle sue opere. Nell’occasione verrà presentato il francobollo commemorativo per il 110° di Carolus Cergoly realizzato dalle Poste Slovene su ordinazione del Club Touristi Triestini in base ad una fotografia di Sergio Ferrari e grazie all’elaborazione di Luca Wieser.

VEN. 21-9 – PRESENTAZIONE CD “VALVOLE E VINILE” DI GINO D’ELISO

Venerdì 21 settembre 2018 alle ore 18 al Circolo della stampa di Trieste, Corso Italia 13, I piano, alla presenza dell’autore verrà presentato il nuovo cd “Valvole e vinile” del cantautore triestino Gino D’Eliso. Il nuovo album di inediti esce in occasione del cinquantenario di attività dell’artista che, nell’occasione ripercorrerà 5 decadi di musica attraverso parole, ricordi, aneddoti e musica, eseguendo dal vivo in versione acustica alcuni estratti del nuovo album e alcuni dei suoi maggiori successi. L’incontro sarà presentato dal presidente del Circolo della stampa di Trieste, Pierluigi Sabatti. Modererà il critico musicale e presidente di Assostampa FVG Carlo Muscatello. Interverranno i giornalisti musicali Furio Baldassi e Gianfranco Terzoli. L’ingresso è libero e aperto a tutti fino a esaurimento posti.

GIOV. 20-9 – IL POPOLO DEL DILUVIO

Sarà presentato giovedì 20 settembre alle 17 al Circolo della Stampa (corso Italia 13) il libro “Il popolo del diluvio” di Predrag Finci (Bottega Errante Edizioni, Udine). Da Sarajevo a Londra, il racconto della fuga di un grande filosofo e scrittore. La testimonianza del doloroso distacco dalla propria terra di origine e la riflessione sull’esilio come condizione umana. Una corriera nel 1992 parte dalla città bosniaca, poco prima dell’inizio dell’assedio e porta con sé donne, bambini, uomini, vecchi: un intero popolo è seduto su quel bus durante quel lungo viaggio notturno che li porterà ad attraversare i check point per dirigersi chissà dove. Torneranno? Saranno accolti da qualcuno? Riconosceranno ancora la loro terra martoriata? Ha inizio l’esilio, parola usata e abusata, su cui Finci costruisce una narrazione dolorosa e nostalgica, ma anche ricca di speranza che ci conduce verso un epilogo dove da qualche parte, nascosta ma ben visibile, può apparire la felicità. Predrag Finci (Sarajevo, 1946) è stato professore ordinario di Estetica alla facoltà di filosofia della capitale bosniaca fino al 1993, anno dell’inizio del suo esilio a Londra dove attualmente vive e lavora come scrittore.

Il volume sarà presentato da Božidar Stanišić docente e scrittore e dalla traduttrice Alice Parmeggiani. Stanišić vive in Friuli dopo aver rifiutato di partecipare alla guerra nella ex Jugoslavia. Ha pubblicato romanzi, racconti e diverse prose e poesie sono sparse in numerose antologie italiane e straniere. Le sue opere sono tradotte in francese, inglese, sloveno, albanese, giapponese e cinese.

Alice Parmeggiani ha insegnato Lingue serba e croata e Letterature serba e croata presso le università di Udine e di Trieste. Oltre a diversi saggi (sui rapporti fra avanguardie letterarie russe, serbe, croate e italiane, sulla mediazione linguistica) nel 2005 ha pubblicato il volume Scritti sulla pietra. Voci e immagini dalla Bosnia ed Erzegovina fra Medioevo ed Età moderna. Attualmente si occupa di traduzioni. Ne ha pubblicate una quarantina, fra romanzi, raccolte narrative e poetiche di autori moderni e contemporanei serbi, bosniaci e montenegrini

 

 



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