MART. 4-12 – FESTE DE UNA VOLTA A TRIESTE

Martedì 4 dicembre alle ore 17.30 il Circolo della Stampa, in collaborazione col Circolo Amici del Dialetto Triestino, organizza nella sede di corso Italia 13 (sala Paolo Alessi, primo piano) la presentazione del nuovo libro di Liliana Bamboschek “Feste de una volta – Ricorrenze e tradizioni popolari triestine”, illustrazioni di Manuel Zuliani (Edizioni Il Murice). Il lavoro sarà animato da “I Commedianti” di Ugo Amodeo, compagnia diretta da Luciano Volpi.

Quali sono le feste più amate e quelle più autenticamente nostre? San Nicolò, caro ai bambini ma anche agli adulti, si festeggia sempre con gioia fra le luci di cui si veste la città e con tutta l’allegria che porta la celebre fiera. E’ un santo che abbiamo importato dalla comunità greco ortodossa e dai baresi, la sua fiera ha qualche secolo di vita e si è svolta in sedi diverse, prima in via Nuova (oggi Mazzini) poi in via Santa Caterina per poi trasferirsi dopo la prima guerra in viale XX Settembre dove rimane ormai di diritto. Le tradizioni popolari si legano a molte festività e ricorrenze come quella del gioco della tombola, passatempo preferito nelle serate in famiglia a Natale e Capodanno. Qui il divertimento maggiore era legato ai numeri stessi accompagnati sempre da un detto o da un motto di spirito tutto nostrano con rime e doppi sensi (66 “i persuti soto i travi”, 22 “Matilde e Clotilde via del marì”,79 “Giovanin che vendi scove”). Ma le ricorrenze del calendario non erano tutte festose anzi… il giorno più scalognato dell’anno era il 24 agosto, definito proverbialmente “bruto come un mostro”. A Trieste era il giorno degli sfratti, in cui scadevano i contratti d’affitto e per la città si vedeva un andirivieni di carri a carretti pieni di masserizie con file interminabili di persone che si trasferivano da una casa all’altra ma anche un momento di incidenti e baruffe poiché per le strade non mancavano i contrattempi.