LUN. 26-11 – RICORDO DI MARINO LAPENNA

Se a Trieste abbiamo la facoltà di medicina, lo si deve anche a Marino Lapenna, radiologo, che diede vita negli anni durissimi della guerra a una Scuola Medica Ospedaliera, che offrì aggiornamento e preparazione ad assistenti e studenti, impediti dal conflitto a seguire le lezioni universitarie. Lapenna, discendente da un’illustre famiglia dalmata, fu anche commissario dell’Associazione Medica Triestina, che aveva rallentato l’attività nel periodo bellico con la sospensione del Bollettino. La sua iniziativa, come rilevato dallo storico della medicina Loris Premuda, realizzò a Trieste un istituto medico del livello degli Istituti clinici di perfezionamento di Milano. Da qui la Facoltà di Medicina. A Lapenna si deve l’organizzazione nel ’46 del primo Convegno medico giuliano che acquisirà la denominazione di Giornate mediche triestine, gestite dal 1973 dall’Associazione medica triestina, rinata pure essa lo stesso anno. Lapenna, che dirigerà la Scuola fino agli Anni Settanta,  venne incaricato dal Governo militare alleato di dirigere gli Ospedali Riuniti e provvide a completare gli organici medici mediante concorso.

Alla sua figura è dedicato il convegno che Conservatorio di storia medica e sanitaria Alto Adriatica organizza per lunedì 26 novembre, con inizio alle 18 al Circolo della Stampa (corso Italia, 13, primo piano).

Interverranno: la storica Diana De Rosa che modererà l’incontro arricchendolo con testimonianze dell’ambiente triestino nell’era di Lapenna, specie riguardanti i suoi interessi artistici. Mauro Melato (titolo “Il Medico”) tratterà sinteticamente di Lapenna quale medico impegnato anche nella politica sanitaria (e non solo) dell’epoca. Luigi Milazzi (titolo “Una vita ombrosa”) presenta il Lapenna Libero Muratore. Marina Nemeth (titolo “Mio nonno”) fornisce un quadro personale di Lapenna anche alla luce dei documenti inediti di cui dispone. Concluderà Diana De Rosa