MART. 20-11 – ARRESTO CARDIACO, INFARTO ED ICTUS: IL TEMPO E’ VITA

Arresto cardiaco, infarto ed ictus: il tempo è vita

Sinagra, Manganotti e Peratoner al Circolo della stampa

Ogni anno in Italia ci sono 160.000 nuovi casi di infarto miocardico. A Trieste l’incidenza annuale è di circa 500 nuovi casi d’infarto miocardico acuto e 200 arresti cardiaci. Ad ogni 30 minuti di ritardo, l’incremento del rischio relativo di mortalità a 1 anno è del 7.5 per cento.

Il tema è importante e riguarda tutte le fasce d’età, ma in particolar modo chi ha superato gli “anta”.  A parlarne in un incontro aperto al pubblico saranno, martedì 20 novembre a partire dalle 17 al Circolo della Stampa, Gianfranco Sinagra, direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare, Paolo Manganotti direttore della Clinica Neurologica e Alberto Peratoner, Responsabile Sistema 118 dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste.

 

L’iniziativa rientra nel progetto di Amici del Cuore e Circolo della Stampa per informare la cittadinanza sulle problematiche cardiache e la loro prevenzione con una serie di conferenze, che coinvolgono medici e specialisti attivi all’interno delle strutture sanitarie triestine con l’obiettivo, nel caso specifico, di sensibilizzare tutti al precoce riconoscimento dei sintomi d’allarme in presenza di infarto o ictus, alla precoce valutazione ed al trattamento con massaggio cardiaco in caso di necessità.

Il professor Sinagra sottolinea infine l’importanza dell’efficienza delle organizzazioni per l’efficacia degli esiti, rilevando che, per ogni minuto di arresto cardiaco non rianimato, il paziente ha il 10 per cento di probabilità in meno di sopravvivere

Al momento il tempo medio di latenza all’attivazione dei sistemi sanitari in caso di infarto miocardico è di 50 minuti, anche se, una volta giunti in ospedale, ce ne vogliono meno di 40 per riperfondere la coronaria. Allo stesso tempo però, ogni 15 minuti di ritardo alla ricanalizzazione dell’arteria responsabile di un ictus diminuisce le probabilità di esito favorevole del 10 per cento.  La celerità dell’azione, anche da parte di chi fornisce il primo soccorso in attesa dell’arrivo di un medico, può quindi essere fondamentale.