VEN. 9-11 – GRANDE GUERRA: ITALIANI D’AUSTRIA TRA DUE DIVISE

Le storie dei nonni e bisnonni di tanti triestini, istriani, friulani e trentini che dovettero fare migliaia di chilometri per tornare a casa, che dovettero scegliere tra la patria plurilingue in cui erano nati e la nazione che parlava la loro stessa lingua, che si trovarono coinvolti tra i Rossi e i Bianchi della rivoluzione russa.  Sono questi uomini che animano il  libro “Tra due divise” di Andrea Di Michele (editore Laterza) che sarà presentato venerdì 9 novembre, alle 17.30, al Circolo della Stampa dalla storica triestina Marina Rossi, alla presenza dell’autore, ricercatore di storia contemporanea alla Libera Università di Bolzano. La manifestazione è organizzata insieme all’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia.

Si tratta, come spiega il sottotitolo, della “Grande Guerra combattuta dagli italiani d’Austria”; da quei centomila italofoni originari del Trentino e del Litorale, arruolati nelle file dell’esercito imperial regio. Soldati che parlavano la stessa lingua del nemico. Il libro, scritto magistralmente, si avvale di un vasto impianto di indagini negli archivi austriaci e italiani, dei lavori degli storici della nostra zona (Angelo Ara, Marina Cattaruzza, Lucio Fabi, Marina Rossi, i fratelli Todero, Marta Verginella) e della vastissima massa di lettere, cartoline, diari scritti dai protagonisti dell’immane tragedia, che rendono stati d’animo, dubbi, tormenti, difficoltà e ingiustizie subite da quei coscritti.

Marina Rossi, già docente di Storia dei Paesi Slavi delle Università di Trieste e Venezia, con cui continua a collaborare attivamente, ricercatrice all’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia. Autrice di numerosi saggi ed articoli riguardanti la storia del lavoro e del movimento operaio organizzato nelle provincie meridionali dell’impero asburgico e la lotta politica nel Nord-est d’Italia dal primo dopoguerra alla fine della seconda guerra mondiale, è particolarmente nota, anche all’estero, per gli studi riguardanti il fronte orientale e le prigionie in Russia nel corso dei due conflitti mondiali.