GIO. 11-10 – I “BAGNI” A TRIESTE

Frutto della collaborazione del Circolo della Stampa col Circolo Amici del Dialetto Triestino è l’incontro che si svolgerà giovedì 11 ottobre nella sede di Corso Italia 13 (Sala Alessi, I p.) alle 17 e avrà come tema centrale il mare in omaggio alla Barcolana 50. Liliana Bamboschek proporrà il suo ultimo libro “Ocio, col bagno. Storia degli stabilimenti balneari a Trieste” (Il Murice) attraverso una carrellata di foto storiche dal 1800 fino a oggi e scene in dialetto triestino dal vivo con gli attori Maria Teresa Celani e Ruggero Torzullo. E’ motivo d’orgoglio per noi triestini sapere che siamo stati fra i primi a inaugurare uno stabilimento galleggiante in Italia (1824 “Soglio di Nettuno”) dando l’esempio a Venezia che creò bagni su barconi lungo il Canal Grande all’inizio degli anni ’30. E la passione per il bagno in mare dilagò: a Trieste fiorirono i galleggianti nel nostro golfo fino ai primi del ‘900 alternati a lussuosi stabilimenti di spiaggia. Ecco allora il Bagno Fontana sul molo della Lanterna (1890) e l’ Excelsior a Barcola. Ma un violento fortunale scatenatosi sulla città fuori stagione (11 giugno 1911) segnò la fine dei galleggianti ancorati su zattere di legno lungo le  rive, in equilibrio precario su botti: la furia del vento e della pioggia fece strage di tutte le imbarcazioni sbattendo due grandi vascelli sulla Diga e provocando una ventina di morti. Ma si stavano intanto sviluppando le spiagge popolari a cominciare dal Bagno Lanterna, l’amato Pedocin, e più tardi il polo natatorio si allargò verso la riviera di Barcola con la costruzione del bagno comunale Cedas e della catena dei Topolini che gradualmente si estese in direzione di Miramare. Oggi da Muggia a Portopiccolo la città offre un susseguirsi di bagni e spiagge invitanti e adatte a tutte le esigenze.