MERC. 6-6 – ESSERE BIPOLARI OGGI

ll disturbo bipolare colpisce, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, circa 60 milioni di persone in tutto il mondo. Si tratta di un disturbo psichiatrico sicuramente debilitante con gravi conseguenze per le persone colpite e per le loro famiglie, anche perché non esiste una cura dimostratasi efficace in tutti i pazienti. Questo il tema della conferenza che il professor Maurizio De Vanna terrà al Circolo della stampa (corso Italia 13, primo piano) mercoledì 6 giugno con inizio alle 17.30.

Per fronteggiare questa malattia è importante una diagnosi più rapida e più accurata possibile, ma spesso la malattia è sottovalutata anche dal medico di base. Eppure si tratta di una malattia nota fin dai tempi di Ippocrate.

Le persone affette da questo disturbo spesso descrivono esperienze positive. Il caso è particolare poiché si tratta dell’unica malattia nella quale, talora, sono riconoscibili anche dei vantaggi. Esso è comunque generalmente considerato una condizione grave e cronica: ad esempio i tassi di disoccupazione a lungo termine sono più alti per questi pazienti, le relazioni sociali presentano un alto carico per i familiari e per gli amici, i tassi di suicidio sono venti volte più alti che nella popolazione generale. Nella società postmoderna la patologia bipolare è aumentata di frequenza nella popolazione generale: tra le possibili cause la diminuzione delle ore di sonno in età infantile e adolescenziale, la maggiore esposizione alla luce artificiale, l’alimentazione poco sana, il frequente ricorso a sostanze psicostimolanti, lo stile di vita frenetico.