MART. 15-5 – MARTEDI’ DEDICATO ALLE DONNE

Donne e informazione 

“Donne e informazione”: questo l’argomento dell’incontro che si svolgerà martedì 15 maggio, dalle 10 alle 13, al Circolo della Stampa (primo piano, corso Italia 13), aperto al pubblico. L’incontro, organizzato dall’Ordine dei giornalisti Fvg in collaborazione con Articolo 21 Fvg, Assostampa Fvg e Circolo della Stampa di Trieste, partirà dal Manifesto di Venezia e i comportamenti deontologici per il rispetto e la parità di genere nell’informazione per sottolineare il ripudio dei toni sensazionalistici nelle cronache legate a casi di violenza nei confronti delle donne. Il Manifesto di Venezia è il documento che racchiude le linee guida per una corretta informazione nel fenomeno della violenza di genere e nell’ottica delle implicazioni sociali, giuridiche e culturali.
Relatori: Alessandra Mancuso (vice caporedattrice a Speciali TG1, presidente Commissione Pari Opportunità Fnsi, past president GiULiA rete giornaliste italiane), Monica Andolfatto (cronista de Il Gazzettino e segretaria del sindacato dei giornalisti del Veneto), David Daris (psicologo e psicoterapeuta, presidente dell’associazione “InterPares” associazione che propone percorsi per uomini autori di violenza contro le donne).

Donne in Iran

Un “ritorno al passato”, scrive Luciana Borsatti in “L’Iran al tempo di Trump” un libro che ripercorre gli eventi dell’ultimo anno per raccontare come l’avvento del nuovo presidente negli Usa abbia cambiato la scena anche in Iran.  Il libro sarà presentato martedì 15 maggio alle 17.30 al Circolo della Stampa (primo piano, corso Italia 13) da Luciano Ceschia, giornalista e scrittore e già direttore de “Il Piccolo”, che dialogherà con l’autrice. Luciana Borsatti spiega che “quell’accordo, che ha rappresentato un terremoto geopolitico sulla scena mediorientale, in Iran aveva acceso aspettative enormi: la speranza comune era che finito l’isolamento internazionale, cadute le sanzioni, le attività economiche sarebbero rifiorite e un clima internazionale più disteso avrebbe favorito anche nuove aperture interne. Aspettative fin troppo grandi, probabilmente. Le sanzioni sono in effetti finite e il commercio del petrolio è ripreso (gli idrocarburi sono la principale fonte di reddito dello stato iraniano), ma le banche iraniane restano bandite dal sistema finanziario americano: e questo è un forte deterrente anche per le banche europee, che rischiano di essere penalizzate dagli Usa se lavorano con Tehran. Così qualche ripresa c’è stata, ma gli iraniani non hanno visto il cambiamento che aspettavano. L’avvento di Trump ha dato un colpo alle residue speranze”. E le ultime decisioni del presidente americano le affossano.

Luciana Borsatti, laureata in Storia moderna e contemporanea all’Università di Venezia, da giornalista dell’Ansa ha lavorato come corrispondente dal Cairo e da Teheran. Ha scritto “Le indemoniate. Superstizione e scienza medica, il caso di Verzegnis” (Confine 2002); “Oltre Tahrir. Vivere in Egitto con la rivoluzione” (Eir 2013) e il libro che verrà presentato al Circolo “L’Iran al tempo di Trump” (Castelvecchi 2018).