MART. 8-5 – PROFUMO DI LIBRI

“Profumo di libri: vent’anni di esperienza e ricordi in biblioteca” è l’argomento della conferenza organizzata dal Circolo della Stampa, martedì, 8 maggio, alle 17.30 in sala Paolo Alessi (corso Italia 13, primo piano).

Il dottor Roberto Scrignari, per anni in servizio alla biblioteca dei Civici musei di storia ed arte di Trieste, dipanerà il filo dei suoi ricordi, tra immagini videoproiettate, sull’esperienza quotidiana di lavoro, ora nell’impegno sul front line, cioè nell’attività al servizio dell’utenza, ora in quella della catalogazione e della conservazione del libro come bene comune, patrimonio di tutti. Spiegherà come questo è reso possibile dalla condivisione del lavoro con i colleghi, il cui prodotto è il catalogo informatizzato on line: quello della biblioteca specializzata dei Civici musei di storia ed arte, una tra le poche nel panorama culturale cittadino che presenti queste caratteristiche. E continuerà spiegando la nascita di questa singolare biblioteca, nata in origine a supporto soprattutto degli studi dei conservatori e dei direttori del Museo civico di antichità, che nel progredire del tempo si è sempre più aperta al mondo dell’università, degli studiosi e dei lettori attenti principalmente all’archeologia, alla storia dell’arte e alla storia cittadina avendo come utile ritorno il moltiplicarsi di donazioni di libri, e non solo, da parte di privati o di istituzioni culturali cittadine, già a partire dai primordi ad oggi.

Proprio l’esperienza con gli utenti offrirà lo spunto per raccontare alcuni dei tanti episodi capitati nel percorso professionale di bibliotecario: talvolta un incontro con persone schiette e pragmatiche, talaltra con altre più nervose ed esigenti; talvolta con persone capaci di regalare un’inaspettata utile informazione.

Un’esperienza quella del bibliotecario vissuta con la convinzione che lavorare per la cultura, fondamentale bene immateriale di cui ognuno di noi ha bisogno anche se a volte non ne avverte la necessità, è lavorare per il benessere della comunità, per riconoscere le tracce della nostra memoria, per identificarsi con il territorio in cui viviamo e infine per sapersi confrontare con gli altri (e vivere meglio).