MERC. 21-3 – STRADE E TOPONOMASTICA

Mercoledì 21 marzo alle 17.30 nella sede di corso Italia 13 (sala Paolo Alessi, primo piano) il Circolo della Stampa in collaborazione col Circolo Amici del Dialetto Triestino presenta “Strade de Trieste. Viaggio nella toponomastica triestina” a cura di Liliana Bamboschek e Livia de Savorgnani Zanmarchi. La conversazione ricca di notizie storiche e spiegazioni linguistiche sarà accompagnata dalla proiezione di foto inedite e rare tratte dal libro omonimo pubblicato da “Il Murice” nella collana “Iera una volta Trieste”.

C’è molta storia nei nomi delle vie, non sempre quella dei grandi avvenimenti ma ciò che emerge è il vissuto quotidiano di una città. Gli antichi toponimi triestini sono molto interessanti e rivelano l’aspetto della città specialmente dall’epoca comunale in poi ma anche con testimonianze del mondo romano. Possiamo ricostruire l’aspetto di un piccolo centro urbano come Trieste cresciuto fra mare e colline, dalle strade strette e spesso in salita, chiusa dentro le mura antiche in un andirivieni di porte e scalette, circondata da boschi e terreni coltivati. Una città che cominciò a ingrandirsi appena nel ‘700 con l’interramento di paludi e saline dando luogo con la sua espansione sul mare al primo sviluppo urbanistico e trasformandosi a poco a poco in un emporio vivace e cosmopolita.

Fra i nomi che caratterizzano il paesaggio incontriamo fitonimi (Boschetto, Castagneto, Farneto), oronimi (Montebello, Moncolano), idronimi (Roiano, piazza tra i Rivi), riferimenti alle fonti (Settefontane), ai ponti (Pondares, Ponticello), a pozzi e cisterne (Cisternone), ad acquedotti (Cunicoli). I prediali riguardavano le proprietà immobiliari dall’epoca romana in poi (Grignano), altre denominazioni erano legate al mare (Mandracchio), alle strutture difensive (Bastione, Tor Cucherna), alla vita economica e ai mestieri (Apiari, Beccherie) o avevano riferimenti alla tipologia stradale (Lavareto, Malcanton, Costalunga). Molte strade di ieri hanno cambiato nome e morfologia: via del Torrente (oggi Carducci e Ghega), la più lunga e spaziosa di Trieste, prese nome dal torrente grande o Klutz che vi scorreva in mezzo e, provenendo dalla valle di Rozzol, si univa a quello dello Scoglio al ponte di Chiozza. La Corsia Stadion, attraversata dal torrente scoperto dello Scoglio, fu risanata per iniziativa del governatore di Trieste Conte Stadion e in ricordo portò il suo nome fino al 1918. In Piazza dei Negozianti (oggi Tommaseo) fu interrato l’ultimo tratto del Canal Piccolo  (1818) e divenne centro per il commercio.