MART. 20-3 – UNIVERSITA’ CASTRENSE E BURLO GAROFOLO

Un capitolo poco conosciuto della Grande Guerra e le travagliate vicende vissute dalla classe medica triestina nell’arco di tempo che va dall’emanazione delle leggi razziali al ritorno di Trieste all’Italia sono gli argomenti di cui si parlerà martedì 20 marzo, alle 17.30 al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano). Gli autori delle due opere Euro Ponte e Mauro Melato illustreranno l’uno il volume dell’altro, introdotti da Daniela Baldo. Il primo volume “Gli eroi dell’Università Castrense” (edito dall’Università di Padova) è un recupero storiografico, che fa luce su una istituzione didattica, appunto l’Università Castrense di San Giorgio di Nogaro, che operò nelle retrovie del fronte isontino e che vide coinvolti tutti gli aspiranti medici del V e VI anno accademico sotto leva. Un diploma di laurea che fu conseguito in un periodo storico particolare, in circostanze irripetibili e con modalità di apprendimento che superavano di gran lunga quanto previsto dagli studi regolari, e non solo per l’ampia casistica clinico-chirurgica di cui questa Scuola medica era dotata, ma anche per un organico di eccellenti docenti militarizzati che provenivano da tutte le Facoltà del Regno. Fu un’esperienza universitaria significativa che contribuì al progresso della sanità pubblica italiana del primo Novecento, ma che per molti dei suoi allievi si concluse sui campi di battaglia nel compimento del proprio dovere. Fu l’Università Castrense, questa Sezione staccata di medicina, a contare il più alto numero di caduti delle Facoltà del Regno nella Grande Guerra. Gli autori sono Daniela Baldo, ricercatrice storica e autrice di numerose pubblicazioni ed Euro Ponte, già docente di malattie cardiovascolari e Storia della medicina del nostro ateneo, che svolge un’intensa attività congressuale e divulgativa. Ponte ha pubblicato più di 250 lavori scientifici.

Il secondo volume “Medici a Trieste in un periodo difficile: 1938-1954” (edito dall’Ordine dei medici di Trieste) di Mauro Melato parla di come la classe medica triestina, fortemente caratterizzata da una cultura internazionale dovuta alla provenienza etnica degli iscritti ed alla loro formazione, avvenuta prevalentemente in sedi universitarie del defunto Impero, affrontò l’applicazione delle famigerate leggi razziali del 1938, subendo la cancellazione dall’Ordine di ben 55 medici ebrei e di un odontoiatra. A ciò seguirono l’occupazione tedesca, i bombardamenti degli Alleati ed infine il primo maggio 1945: mentre in Italia tornava la pace, a Trieste l’occupazione dell’esercito jugoslavo portò ad un ulteriore periodo tragico, durante il quale però alla classe medica vennero riservati incarichi di particolare rilievo, tanto che un medico fu nominato Presidente del Comitato Esecutivo Antifascista Italiano Sloveno. Il 12 giugno 1945 le truppe alleate occuparono la città dando luogo al Governo Militare Alleato, destinato a governare Trieste fino al 1954. Tra i primi provvedimenti venne deliberata l’epurazione di tutti coloro che per meriti fascisti avessero avuto vantaggi di carriera in Enti pubblici e privati, o fossero stati collusi, anche come liberi professionisti, con il regime nazifascista: risultarono quindi sospesi, per lo più per brevi periodi, 24 sui quasi 500 iscritti all’Ordine.