MERC. 24-01 – LA POETICA DI CAROLUS CERGOLY

Mercoledì 24 gennaio alle 17 il Circolo della Stampa, in collaborazione col Circolo Amici del dialetto triestino, organizza nella propria sede di corso Italia 13 (sala Paolo Alessi primo piano) un incontro sul tema “Carolus Cergoly e il suo dialetto mitteleuropeo” per ricordare lo scrittore triestino a 110 anni dalla nascita. Introduzione di Liliana Bamboschek, letture dal vivo con gli attori Maria Teresa Celani e Paolo Dalfovo. Carlo Luigi Cergoly Serini (1908-1987) apparteneva a un casato di nobiltà ungaro-slava con radici in vari Paesi dell’impero austriaco. L’esperienza fondamentale per la sua formazione fu quella futurista con le “parole in libertà” che lo porterà a creare un proprio linguaggio originale partendo dal dialetto triestino e con molti elementi presi dagli altri idiomi dell’impero. Un autentico collage linguistico di forte impatto espressivo. Dopo le prime raccolte di poesie (Il Portolano, Le clandestine, Inter pocula) Pasolini lo scopre presentandolo alla critica italiana. Nel 1976 esce “Ponterosso” con Guanda; il successo arriva col romanzo “Il complesso dell’imperatore” e nel 1980 Mondadori pubblica nello Specchio la raccolta completa delle sue poesie col titolo “Latitudine Nord”. Giudizi favorevoli su questo nostro “poeta mitteleuropeo in lessico triestino” vengono da voci qualificate come Andrea Zanzotto, Giovanni Giudici, Natalia Ginzburg; Claudio Magris definisce la sua opera “una Spoon River triestina”. Dai versi di Cergoly emerge la Trieste asburgica dei primi anni del ‘900 che riconosce il suo centro pulsante nel Ponterosso ricco di traffici, suggestioni e colori, autentico “ombelico del mondo”. Ma nel suo mondo poetico trovano vita anche molti elementi del nostro paesaggio, specchio di sentimenti ritagliato fra Carso e mare. Drammatiche, infine, le vicende di personaggi triestini strettamente legati alla “finis Austriae” e lapidari i ritratti di ebrei e partigiani scomparsi nello sfondo cupo del secondo conflitto mondiale.