MERC. 17-01 – MONASTERO DI SANTA CATERINA

Mercoledì, 17 gennaio, alle ore 17 al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, I piano, corso Italia 13), l’archimandrita, padre Gregorio Miliaris parlerà del “Monastero di Santa Caterina” (in greco antico: Μονὴ τῆς Ἁγίας Αἰκατερίνης ) del VI secolo, dedicato a Santa Caterina d’Alessandria. E’ il più antico monastero cristiano ancora esistente; sorge alle pendici del monte Horeb, a 1500 metri d’altitudine, nella regione desertica del Sinai, in Egitto, dove, secondo la tradizione, Mosè parlò con Dionell’episodio biblico del roveto ardente(3,2-6) e dove  ricevette i Dieci Comandamenti. La zona, di grande interesse ambientale ed archeologico, si trova a breve distanza dal sito preistorico di Abu Madi.

Dichiarato nel 2002 patrimonio dell’umanità dall’Unesco, custodisce una preziosa collezione di icone e  la più grande raccolta di codici ed antichissimi manoscritti che costituiscono la più vasta e meglio conservata biblioteca di testi antichi bizantini, superata soltanto dalla Biblioteca Apostolica Vaticana.

La biblioteca è costituita da circa 4.500 volumi in svariate lingue antiche, tra cui greco, copto, arabo, armeno, ebraico, georgianoe siriaco. I testi più rilevanti di questo immenso patrimonio culturale sono stati filmati o digitalizzati per consentirne la consultazione. Tra questi figura la più antica Bibbia conservata risalente al IV secolo. Nel monastero sono inoltre presenti opere d’arte quali mosaici, paramenti religiosi, calici, reliquiari e circa 2.000 icone bizantine risalenti al V e VI secolo, realizzate con la tecnica dell’encausto, tra cui la  famosa icona di Cristo Pantocratore del V secolo; con un codice in mano, la folta barba leggermente decentrata, i capelli fluenti, un piccolo ciuffo sulla scriminatura e i baffi «alla mongola» divenne una rappresentazione canonica per tutta l’epoca bizantina.

Il monastero di Santa Caterina è considerato un luogo sacro dalle tre maggiori religioni monoteiste: il Cristianesimo, l’Ebraismoe l’Islam.