GIOV. 15-6 – L’AUSTRIA NELL’EUROPA DEGLI ANNI TRENTA

I vent’anni tra la fine della Grande Guerra e l’Anschluss sono un periodo di eccezionale sviluppo culturale e di enormi contrasti politici e sociali che contrassegnano la Erste Republik austriaca. Una storia complessa e affascinante che offre molti spunti per comprendere la situazione in cui viviamo oggi. Una storia che è stata oggetto di convegni e studi raccolti nel volume “L’Austria nell’Europa degli Anni Trenta” a cura di Francesco Saverio Festa, Erich Fröschl, Tommaso La Rocca, Luigi Parente e Angelo Maria Vitale (edizioni Lit, Roma, 671 pagine, 33 euro) che si avvale di ben 40 contributi di studiosi delle varie discipline. Il volume sarà presentato dai curatori giovedì, 15 giugno, alle 17, all’Auditorium del Museo Rivoltella in una  manifestazione organizzata dall’Associazione Italia-Israele e dal Circolo della Stampa con il contributo del Comune.

Il volume si articola in cinque parti: Filosofia e politica; Filosofia, cultura e società; Storia e economia; Testimoni del tempo e una tavola rotonda su “L’Austria e l’Europa”. I nodi centrali che vengono dipanati sono: l’identità, l’antisemitismo, i fascismi e  le questioni nazionali e sociali.

L’identità è uno degli argomenti centrali che vengono esaminati sotto vari profili: culturale, politico, sociale ed anche economico. Un’identità che gli austriaci devono costruirsi: la dissoluzione dell’impero e la caduta della dinastia li ha lasciati senza punti di riferimento, mentre il Paese ribolle.  Paradossalmente è l’avvento di Hitler in Germania a  rinforzare l’identità austriaca. Un altro aspetto è l’antisemitismo che priva l’Austria delle sue menti migliori e una delle vie di fuga dall’orrore è Trieste, che diventa la “Porta di Sion”.