GIOV. 1-6 – IL TALLERO TERESIANO, UNA LUNGA STORIA

 

 

Chi l’avrebbe mai detto che, centocinquant’anni dopo la morte della Kaiserin, l’Italia avrebbe ottenuto dall’Austria il diritto di coniare i talleri di Maria Teresa? Accadde nel 1935, alla vigilia della guerra d’Africa: Benito Mussolini si rese conto che, se voleva avere credito presso le popolazioni dell’Etiopia, era meglio non usare la lira. Inizia così, una produzione sistematica di talleri “italiani” (18 milioni di pezzi solo nei primi due anni), che proseguirà sino al 1951 anno di cessazione del diritto.

Che si trattasse di valuta il cui pregio sopravanzava il contenuto in argento, se n’era del resto accorta la Repubblica di Venezia già nel ’700, e aveva chiesto lumi a Giacomo Casanova, spia della Serenissima.

Poi aveva provato a copiare la moneta, sostituendo il leone marciano all’aquila asburgica, e mettendo una prosperosa fanciulla al posto di Maria Teresa. La cosa non funzionò, perché era proprio l’effigie della sovrana a dare garanzie.

Due aneddoti nella vicenda della più famosa moneta centroeuropea, sulla quale giovedì primo giugno, alle 17.30 nella sede del Circolo della Stampa (corso Italia 13), il numismatico Giovanni Paoletti terrà una conversazione dal titolo “Il tallero teresiano, una lunga storia”.