GIOV. 23-2 – LA LEGIONE CECO-SLOVACCA

Un capitolo a lungo trascurato dalla storiografia italiana sulla Grande Guerra sarà raccontato dal professor Francesco Leoncini, già docente di Storia dei Paesi Slavi a ca’ Foscari. Si tratta della costituzione di un “Esercito Czeco-Slovaco unico ed autonomo posto dal punto di vista nazionale, politico, giuridico, sotto l’autorità del Consiglio Nazionale dei Paesi Czeco- Slovachi” di Parigi. Se ne parlerà giovedì 23 febbraio al Circolo della stampa (17.30 sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano). E’ il secondo incontro promosso dal Circolo sul tema della prima guerra mondiale. Passata in sordina alla fine del conflitto, sovrastato dalla rinnovata ostilità nei confronti degli jugoslavi e dalla pretestuosa invenzione della “vittoria mutilata”, la costituzione della legione cecoslovacca rappresenta il risultato più rilevante della svolta nella politica estera italiana a favore della dissoluzione della Monarchia asburgica e per il riconoscimento dell’indipendenza delle nazionalità che avrebbero dato vita agli Stati della Nuova Europa. In tal modo riprende vigore quel filone liberal-democratico volto a un’alleanza strategica con i movimenti di rinascita nazionale dell’Europa centrale quale era stata prefigurata nel corso del Risorgimento da Giuseppe Mazzini. La vicenda è trattata nel volume “Il Patto di Roma e la legione ceco-slovacca”, curato da Leoncini ed edito da Kellermann, in cui trova ampio spazio un passaggio decisivo della storia dei cechi e degli slovacchi che vede come protagonista, in campo diplomatico e militare, lo slovacco Milan Rastislav Štefánik, personalità poliedrica, astronomo ed aviatore, naturalizzato francese ma particolarmente legato all’Italia.