LA GRANDE GUERRA

Il Circolo della stampa avvia una serie di incontri su argomenti legati alla Grande guerra. Il primo, dal titolo, “1914-18, dispacci da Trieste”, si terrà venerdì 3 febbraio alle 17.30 e avrà quale relatore il professor Stefan Wedrac, storico presso l’Accademia delle Scienze a Vienna. Si parlerà dello sguardo della capitale sulla “città fedelissima”, che era formalmente il motivo dell’entrata in guerra del Regno d’Italia contro l’Impero d’Austria. All’inizio delle ostilità il Comune, dove erano in maggioranza i liberalnazionali di orientamento irredentista, era stato sciolto, ed era stato insediato quale commissario il conte Hans Krekich-Strassoldo. I rapporti sulla nostra città, che periodicamente l’alto funzionario inviava a Vienna, saranno il punto di partenza per riflettere sulla percezione che nella capitale imperiale si ebbe degli umori e dei moti triestini, delle misure conseguentemente adottate attraverso il commissario e la Luogotenenza, dei problemi della città in guerra e della finis Austriae nel Litorale.

Nelle settimane successive seguiranno altre iniziative: due incontri con il professor Francesco Leoncini dell’Università di Venezia, il primo, il 23 febbraio, sarà dedicato alla “Legione cecoslovacca”. Si tratta di disertori dell’esercito austroungarico e prigionieri di guerra che si aggregarono all’esercito italiano, con il beneplacito governativo, grazie all’opera organizzatrice di Milan Rastislav Štefánik, politico slovacco, uno degli artefici – sul piano sia militare sia diplomatico – della Cecoslovacchia indipendente nel 1918, che era  giunto in Italia all’inizio del 1916.

Il secondo incontro sarà incentrato sul “Patto di Roma“, il documento varato dal Congresso delle nazionalità oppresse dall’Impero austro-ungarico soggette agli Asburgo svoltasi nella capitale italiana nel 1918. La conseguente  dichiarazione (appunto il Patto) per l’abbattimento della Monarchia danubiana e per  un’intesa italo–jugoslava, costituiscono l’atto di nascita di quella che sarebbe stata la Nuova Europa. Questo passaggio venne rimosso al momento delle trattative di pace, travolto dalla pretestuosa invenzione della “vittoria mutilata”, ed è stato a lungo trascurato dalla storiografia.

Seguirà, a data da destinarsi, l’incontro della professoressa Paola Schulze, dell’università di Trieste, su “Pittura e poesia nella prima guerra mondiale”. Concluderà il ciclo una conversazione con letture dal titolo “L’orfana di Trieste. A parlare dell’omonimo libro di Carolina Invernizio (della quale nel 2017 ricorrono i cent’anni dalla morte) sarà Luciano Santin. Il romanzo, scritto d’amblé, nel 1915 dalla prolificissima autrice di feuilleton, è finalizzato alla propaganda bellica: descrive una Trieste immaginaria e improbabile, in cui agisce Teresa Prandi, sorta di Mata Hari irredentista, che fugge poi in Italia per andare a combattere nelle file grigioverdi fingendosi uomo.