VEN. 27-01 – SIRIA E IRAQ: LA TRAGEDIA VISSUTA DA VICINO

Venerdì, 27 gennaio 2017 – ore 17.30, Sala Alessi del Circolo della Stampa Trieste, Corso Italia 13

in collaborazione con Dialoghi Europei

 Siria e Iraq: la tragedia vissuta da vicino

 Relatore: Marzio Babille – Collaboratore del Ministero Affari Esteri già UNICEF Representative in Iraq

Introduce: Pierluigi Sabatti, Presidente del Circolo della Stampa

Coordina: Giorgio Rossetti, Presidente di Dialoghi Europei

Il relatore: rappresentante dell’Unicef a Bagdad per oltre 4 anni, Marzio Babille, è stato a capo della task force umanitaria che si occupava in particolare della sorte dei minori. Concluso l’ultratrentennale impegno con l’Unicef, Babille è stato chiamato dal Ministero Affari Esteri a collaborare proprio per la sua esperienza e la sua conoscenza dell’Iraq (dove ha tuttora la sua base operativa) e della Siria. Laurea in medicina, Babille è triestino, ed è stato insignito del San Giusto d’oro nel 2006 proprio per il suo impegno in Medio Oriente e soprattutto in Iraq, dove è diventato un punto di riferimento per molti, ed è considerato interlocutore privilegiato delle autorità curde e irachene, ma anche dei Peshmerga, delle autorità civili e religiose e della gente.

L’attualità del tema.

I governi di Russia, Iran e Turchia, dopo gli accordi presi a Mosca lo scorso dicembre 2016, si rivedono il 23 gennaio ad Astana, la capitale khazaka, per riavviare il negoziato fra le parti siriane. Forse al posto del processo di Vienna nascerà un processo di Astana. Il vertice e le sue possibilità di successo si basano su una novità: la Turchia ha cambiato politica e priorità. Assad cessa di essere il nemico numero uno e la lotta, gomito a gomito con Russia e Iran, si concentra contro il ‘terrorismo’ jihadista e salafita – in qualche misura assieme al regime. Perciò Ankara non chiede più che Assad esca pregiudizialmente di scena. In cambio dai suoi nuovi alleati si aspetta un deciso contenimento delle ambizioni dei curdi siriani, la fine della Federazione del Nord della Siria e, dietro tutto questo, una sua influenza a nord di Aleppo, nella zona dell’attuale operazione ‘Scudo dell’Eufrate’.

Ma esistono le condizioni perché il vertice di Astana abbia successo? Due nodi potrebbero non sciogliersi: la metabolizzazione di Assad da parte delle opposizioni siriane non jihadiste e dei loro patroni nel Golfo; l’accettazione da parte dell’Iran degli obiettivi di Ankara, in particolare l’influenza che si propone di poter esercitare non solo verso Aleppo ma anche verso Mosul.”

Queste righe aprono la nota firmata da Roberto Aliboni, apparsa sulla rivista on-line Affarinternazionali del 20 gennaio scorso. Roberto Aliboni è attualmente consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali, di cui è stato direttore generale e vice presidente. Il 16 maggio del 2016 è stato ospite di Dialoghi europei