LUN. 12-12 – TITO E I SUOI COMPAGNI – PRESENTAZIONE LIBRO DI JOZE PIRJEVEC

Il libro dello storico triestino Jože Pirjevec dedicato al maresciallo Tito sarà presentato lunedì 12 dicembre alle 18.15 nella sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa (corso Italia13, primo piano) a cura del Circolo stesso e della Sezione di storia ed etnografia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi.

Ne parleranno con l’autore gli storici Štefan Čok e Gorazd Bajc, della Biblioteca nazionale slovena. L’incontro verrà introdotto dal presidente del Circolo della Stampa, Pierluigi Sabatti.

Si tratta dell’“unica biografia di Tito e del suo apparato di potere: una monumentale opera di ricerca storica e un racconto incalzante nel cuore di tenebra del Novecento.”

Jože Pirjevec nel corso della sua cinquantennale carriera ha affrontato i rapporti fra Italia e Slavi meridionali nel 19° secolo, la storia russa nella seconda metà del 19° secolo e la storia della Jugoslavia e delle nostre terre. Il suo libro “Tito in tovariši” ha avuto uno straordinario successo in Slovenia ed è già stato tradotto in croato, serbo (con un’edizione specifica per il Montenegro), tedesco, francese, polacco, inglese e macedone. In Italia è edito da Einaudi, che ha già pubblicato in passato Le guerre jugoslave e Foibe.

Štefan Čok ha ottenuto la laurea triennale e magistrale in Storia della Società e della Cultura contemporanea all’Università di Trieste, ottenendo poi il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Europa e del Mediterraneo alla Facoltà di Studi Umanistici dell’Università del Litorale. Dal 2015 collabora con la Sezione Storia ed Etnografia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste.

Gorazd Bajc, si occupa della storia dei Servizi Segreti e delle relazioni internazionali. Come professore associato insegna Storia europea contemporanea e Storia dei Balcani dopo il 1914 all’Università di Maribor e svolge ricerche nella Sezione storia e etnografia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste, l’istituto Zavod za humanistiko Inštituta Nova Revija a Lubiana e l’Irris di Capodistria.