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GIOV. 23-11 – TRAFFICO ILLEGALE DI ANIMALI

“Traffico illegale di animali da compagnia, benessere animale e malattie trasmissibili all’uomo”, questo è il titolo della conferenza con presentazione multimediale organizzata dal Circolo della Stampa e dal Progetto Europeo Interreg Italia Austria “Bio-crime” (www.biocrime.org ), al fine di sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche del mercato nero di animali da compagnia e sui rischi sanitari che tale attività criminale genera. La conferenza si terrà il 23 novembre alle ore 17.30 nella sede del Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano).

Interverranno i referenti del progetto Bio-crime, Paolo Zucca e Alessandro Bremini della Direzione centrale salute, integrazione sociosanitaria, politiche sociali e famiglia della Regione che descriveranno le attività di prevenzione del traffico di animali da compagnia e di tutela della salute umana connesse a questa attività criminale, messe in atto dal Friuli Venezia Giulia assieme agli altri partner di progetto.

Il Friuli Venezia Giulia e la Carinzia sono sia rotte di transito, sia paesi di destinazione del traffico illegale di animali da compagnia proveniente dai paesi dell’Est Europa. Sequestri di animali da compagnia di ogni genere, età e specie sono eseguiti oramai con cadenza settimanale sui territori delle due regioni.

Le malattie trasmesse dagli animali all’uomo sono definite zoonosi. La diffusione di queste malattie nella popolazione umana è spesso legata all’attività antropica e il traffico illegale di animali da compagnia è un’importante via di trasmissione delle zoonosi. Infatti, gli animali comperati sul mercato nero non sono soggetti ad alcun controllo sanitario e possono provenire da aree infette.

L’impatto di questa attività criminale, come evidenziato dalla Comunità Europea, genera almeno 4 effetti negativi su:

1. salute delle persone  (con particolare riferimento ai pubblici ufficiali, Forze dell’Ordine e bambini);

2. salute e benessere degli animali;

3. protezione del mercato;

4. frode del consumatore.

 

Di recente si è aggiunto un altro effetto negativo la cui portata è ancora sconosciuta, ovvero il bioterrorismo attuato mediante l’introduzione volontaria di agenti zoonosici all’interno di un paese bersaglio.

Il Progetto “Bio-Crime” Interreg Italia Austria, di cui la Direzione Centrale Salute della Regione Friuli Venezia Giulia è Lead Partner, vuole ridurre i rischi sopra menzionati attraverso lo sviluppo di una strategia comune di azione contro il traffico illegale di animali da compagnia, nell’ambito dei programmi di prevenzione della salute umana e della salute e del benessere degli animali.

Gli altri partner di progetto sono il Land Carinzia, Area Science Park, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, la Provincia Autonoma di Bolzano, GECT Euregio senza confini, la Polizia Postale, la Direzione della Polizia della Carinzia, la Direzione della Dogana della Carinzia, l’Ordine dei Veterinari della Carinzia. 

MERC. 22-11 – LOCALI E BOTTEGHE STORICHE DI TRIESTE

Mercoledì 22 novembre, alle 17.30 al Circolo della Stampa, (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano) , sarà presentato il libro “Locali storici e storiche botteghe 2” di Roberta Radini e Francesco De Filippo, Trart editore. Lo scrittore, narratore e cronista Francesco De Filippo e la street-photographer Roberta Radini, raccontano ciascuno con i propri mezzi artistici, la penna e l’obiettivo, le vecchie botteghe e gli storici locali di Trieste. Un viaggio nella memoria proposto attraverso itinerari che si dipartono l’uno da viale Miramare verso piazza Venezia, attraverso il centro cittadino, l’altro da piazza San Giovanni verso il Carso. Sul percorso non solo caffè, buffet e ristoranti, ma farmacie, gioiellerie, rigatterie e negozi d’abbigliamento, per conoscere o scoprire sotto un’altra luce luoghi familiari facenti parte del nostro quotidiano la cui storia però è poco nota, se non sconosciuta. Scrive nell’introduzione l’editrice Federica Luser: “Roberta Radini ha cercato il dettaglio, la curiosità, Francesco De Filippo ha incontrato i titolari, raccogliendo quei dati storici, aneddoti, leggende che gli permettessero di cogliere, tra le righe dei racconti, quelle sfumature che riflettono la molteplicità di anime di Trieste”. Converserà con gli autori la giornalista Marina Silvestri. L’incontro è realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Amici del Caffè Gambrinus.

Roberta Radini, fotografa professionista ha dedicato molti libri alla storia della città: Trieste al quadrato, Muggia al quadrato, Carso triestino: non solo panorami, graffiTS, la fabbrica del mare. Al lavoro nel golfo di Trieste.

Francesco De Filippo, saggista e giornalista dell’Ansa dal 1986, ha lavorato nelle redazioni di Napoli, Roma e Genova. È a Trieste dal 2011. È stato corrispondente per il Sole24Ore, redattore capo do Arte&Carte, presidente della cooperativa di informazione e comunicazione Informedia. Ha al suo attivo 14 libri fra i quali Una storia anche d’amore (premio Cyprea) e L’affondatore di gommoni pubblicato anche nella Repubblica Ceca e in Francia dove è stato selezionato per il Supercampiello Europa e per il premio Polar. Numerosi suoi racconti sono stati pubblicati per quotidiani e periodici.

MERC. 22-11 – VIOLENZA SULLE DONNE: UNA VERGOGNA SENZA FINE

Oltre cento donne in Italia, ogni anno, vengono uccise da uomini, quasi sempre quelli che sostengono di amarle. E’ una vera e propria strage. Ai femminicidi si aggiungono violenze quotidiane che sfuggono ai dati ma che, se non fermate in tempo, rischiano di fare altre vittime: sono infatti migliaia le donne molestate, perseguitate, aggredite, picchiate, sfregiate. Quasi 7 milioni, secondo i dati Istat, quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso. In vista della “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne” del 25 novembre, mercoledì 22 Il Forum delle donne di Trieste organizza un incontro alle ore 12 al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano) dal titolo “Una vergogna che non ha fine”. Un incontro tra esperte per capire, per confrontarsi, per denunciare. Perché ancora oggi, nel mondo (e a Trieste) le donne incorrono maggiormente nella possibilità di venire ferite o addirittura morire a causa della violenza perpetrata dagli uomini che per cancro, incidenti stradali, malattie, fame, guerra. La violenza è multicolore, multiforme e si annida in ogni luogo e in ogni tempo. In una società che si sta trasformando abbiamo bisogno di nuove domande e di nuove risposte. Interventi di Ester Pacor, Federica Parri, Lidija Radovanovic, Pierluigi Sabatti, Ornella Urpis.

VEN. 17-11 – IL PUNTO SULLA CATALOGNA

  

Venerdì 17 novembre, ore 17.30, al Circolo della Stampa di Trieste (corso Italia 13, sala Paolo Alessi, primo piano) si svolgerà un incontro dibattito su un tema di stringente attualità: “Catalogna e Spagna 2017, tra indipendentismo e centralismo postfranchista”.

Che cosa sta succedendo a poche ore di volo da casa nostra, in un Paese con cui abbiamo regolari rapporti e scambi culturali ed economici? Che cosa sappiamo dei motivi dell’indipendentismo catalano, delle reazioni del governo spagnolo, della deriva di destra degli unionisti spagnoli? E quale dovrebbe essere il ruolo dell’Unione Europea in questo contesto? Parliamone con alcuni storici e studiosi.

Interverranno: il prof. Claudio Venza, già docente di Storia della Spagna contemporanea e condirettore della rivista “Spagna contemporanea”; la prof.ssa Stefania Sònia Buosi Moncunill, insegnante, filologa, dottoranda in Filologia Catalana; il  prof. Marco Puppini, storico della Guerra civile spagnola e redattore della rivista “Spagna contemporanea”.

Introduce Claudia Cernigoi, giornalista (direttore de La Nuova Alabarda).

Modera il giornalista Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa.

MART. 14-11 – ASSOCIAZIONE TRIESTE-GRECIA

GLI CHANSONNIERS GRECI DI PARIGI

 Martedì, 14 novembre, alle ore 17, al Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13), il musicologo Nerio Benelli parlerà su “Gli chansonniers greci di Parigi”.

Nel corso della conferenza il musicologo Nerio Benelli illustrerà vita ed opere di due grandi “chansonniers” greci operanti in lingua francese, artisti che hanno saputo caratterizzare la scelta delle loro canzoni di successo estraendole dal repertorio della classica canzone francese e della musica leggera greca  tradizionale: Nana MOUSKOURI e George MOUSTAKI.

Due stili di cantare molto differenti, accomunati solo dalla perfetta dizione dei testi: la prima utilizzando la sua voce cristallina da mezzo soprano, duttile e capace di interpretare brani  di qualsiasi difficoltà, con un repertorio vastissimo attinto tra i grandi successi internazionali del trentennio 1960-1990. Il secondo avvalendosi di una voce morbida e garbata, attingendo dal suo repertorio quasi sempre le proprie composizioni da cantautore. Ordinata e professionale Nana, attenta con cura maniacale alla programmazione dettagliata dei suoi spettacoli e del suo repertorio, disordinato e “bohemien” George, che passa disinvoltamente dall’Olympia e dalla Carnegie Hall alle piazze di periferia ed alle università, occupate dalla contestazione, delle grandi città europee.

Alla conversazione seguirà un breve programma di canzoni videoregistrate all’apice del loro successo, negli anni Settanta ed Ottanta.

 

 

 

 

VEN. 10-11 – IL CASO FERRIERA A TRIESTE

“La siderurgia in Italia e il caso Ferriera di Trieste”: questo l’argomento dell’incontro che si terrà venerdì 10 novembre alle 17  al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano) promosso dal Circolo Verdeazzurro – Legambiente di Trieste

Interverranno: Maria Maranò, della segreteria nazionale di Legambiente, Lino Santoro, chimico ambientale (Legambiente Trieste) Mario Mearelli, ecologo (Legambiente Trieste) Modera il presidente del Circolo Verdeazzurro, Andrea Wehrenfennig.

Qual è lo stato della siderurgia in Italia? Innovazione tecnologica e compatibilità ambientale per salvaguardare la salute dei lavoratori e di chi vive in prossimità degli impianti o produzione per il dio mercato e per i profitti delle cordate dei padroni delle ferriere? Domande a cui si cercherà di rispondere al Circolo della stampa di Trieste. Nel contesto italiano il caso Ferriera di Trieste è emblematico. Promesse non mantenute, impegni disattesi. Legambiente farà la cronistoria più recente su fatti e misfatti della Ferriera di Servola e proporrà una possibile soluzione all’attuale impasse.

GIOV. 9-11 – I LAZZARETTI DI VENEZIA E DI TRIESTE

“I lazzaretti di Venezia e Trieste: concorrenza economica e prevenzione sanitaria  di due potenze europee” questo il titolo della conferenza con immagini che Nelli-Elena Vanzan Marchini terrà giovedì 9 novembre, alle ore 17, al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano).

L’argomento che illustra la collaborazione che vi fu tra le due nemiche in Adriatico, Venezia e Trieste, sarà introdotto dal consigliere del Circolo, Luciano Santin. Il presidente del Circolo, Pierluigi Sabatti, presenterà l’autrice, docente universitaria, scrittrice e curatrice di mostre, partendo dal volume “Venezia e Trieste sulle rotte della ricchezza e della paura”(Cierre Edizioni, Verona 2016). Nelli-Elena Vanzan Marchetti ha curato anche  la mostra dallo stesso titolo al museo del  Mare, via di Campo Marzio 5, che rimarrà aperta fino al 22 dicembre.

Il primo lazzaretto della storia fu inventato dal Senato veneziano che nel 1423 istituì nell’isola di Santa Maria di Nazareth  il primo ospedale di stato ad alto isolamento dove ricoverare gli appestati. Il luogo, chiamato Nazaretum e poi Lazzaretto, costituì un modello per tutte le altre nazioni. 

Nel 1468 in un’altra isola si creò un secondo Lazzaretto detto “Nuovo” per i convalescenti  e per quanti, provenendo da luoghi contagiati, dovevano trascorrervi un periodo di isolamento. La Serenissima organizzava così, oltre alla risposta per fronteggiare l’emergenza, anche la prevenzione, con una strategia sanitaria affidata al Magistrato alla Sanità  istituito nel 1486. Ad esso fecero capo tutte le magistrature e gli uffici  che monitorarono  i porti mediterranei. I diplomatici della Repubblica, la flotta e una fitta rete di spie controllarono tutte le navi che entravano nel Mare Adriatico, non a caso da secoli denominato “Golfo di Venezia”.

Poiché la peste dal 1630 non fece più la sua comparsa a Venezia che continuava ad avere intensi commerci con l’Oriente, anche gli altri porti mediterranei, soggetti invece a continue epidemie, si dotarono di lazzaretti in cui merci e passeggeri si sottoponevano a pratiche di “espurgo” dal contagio. 

Trieste rimase una piccola città fino a quando nel  1717 Carlo VI proclamò la libera navigazione nell’Adriatico  e nel 1719 vi insediò il porto franco  per tentare di  minare la supremazia commerciale  della Serenissima.  La concorrenza marittima richiese adeguate strutture sanitarie perciò il sovrano stabilì di costruire un lazzaretto dedicato a San Carlo, che fu ultimato solo nel 1730. 

La figlia Maria Teresa mise in atto una politica mercantile e sanitaria molto più aggressiva, articolata e determinata e fece erigere nel 1769 il Nuovo Lazzaretto dedicato a S. Teresa: una vera macchina per la prevenzione dotata  anche di confort per i passeggeri.

Il declino di Venezia anche in campo sanitario era ineluttabile. Con la caduta della Repubblica e la dominazione austriaca, che unì i destini delle due città per lungo tempo rivali,  l’isola di Poveglia nella laguna fu utilizzata come centro ad alto isolamento per i porti degli Asburgo, mentre a Trieste vennero potenziate le linee internazionali di navigazione, la cantieristica per la costruzione di piroscafi a vapore, i trasporti marittimi. La città divenne una grande metropoli europea. Il Lazzaretto di Santa Teresa fu interrato per lasciar posto alla stazione ferroviaria nel 1857.

Nel 1866, quando Venezia passò all’Italia, gli Asburgo, avendo perduto il lazzaretto di Poveglia, costruirono il nuovo Lazzaretto in Valle San Bartolomeo a Muggia, che fu completato nel 1868.

Con la scoperta del mondo invisibile dei microbi e dei batteri, la prevenzione delle epidemie si spostò nei laboratori. A partire dalla fine dell’800 i lazzaretti caddero in disuso anche a causa degli interessi legati alla rapidità dei traffici marittimi nei quali investivano la cantieristica, le compagnie di navigazione e la nascente industria del tempo libero e del turismo. Soltanto all’insorgere del pericolo di nuove epidemie si continuò  a ricorrere  fino ad oggi all’isolamento sanitario.

 

 

MERC. 8-11 – L’ATTIVITA’ FISICA, LO SPORT, IL CUORE

Andrea Di Lenarda, direttore del Centro cardiovascolare di Trieste e presidente dei Cardiologici ospedalieri italiani, sarà il protagonista del secondo incontro organizzato da Circolo della Stampa ed Amici del Cuore per promuovere la prevenzione delle patologie cardiache.

L’evento avrà luogo mercoledì 8 novembre alle ore 17.30 al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano) ed è aperto a chiunque desideri approfondire un argomento che riguarda tutti in ogni suo aspetto, e cioè dello stretto legame che connette una corretta attività fisica alla salute del cuore.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per attività fisica si intende “qualunque sforzo esercitato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un consumo di energia superiore a quello in condizioni di riposo”.

In questa definizione rientrano quindi non solo le attività sportive, ma anche semplici movimenti quotidiani come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici.

Com’è ormai noto la sedentarietà è infatti un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, il diabete e i tumori per cui un’attività fisica regolare è uno degli elementi più importanti per mantenersi in buona salute.

Praticare esercizio fisico in modo regolare e moderato aiuta a perdere peso, abbassa la pressione arteriosa, brucia i grassi e migliora il livello di colesterolo nel sangue. Inoltre aiuta a prevenire e controllare il diabete, è un ottimo antistress, fa diminuire la voglia di fumare, è un buon modo per socializzare ed è, infine, il miglior cosmetico.

Per arrivare a 10.000 passi al giorno è sufficiente andare a lavorare a piedi o in bicicletta, evitare la macchina per piccoli spostamenti, organizzare una passeggiata con gli amici o una corsa a Barcola, fare le scale invece di prendere l’ascensore, scendere prima dall’autobus, dedicarsi alla cura del giardino o ai lavori di casa, andare a ballare o giocare con i bambini.

Ma se ci piace fare sport a livello più impegnativo e/o agonistico a qualsiasi età, ma anche e soprattutto nell’età “master”, è sempre utile controllare che il proprio fisico sia in salute e che lo sforzo non produca complicanze (ischemia cardiaca, aritmie) che potrebbero, nei casi più severi, risultare pericolose.

 

MAR. 31-10 – IL FATALE 1917: DODICI MESI CHE HANNO CAMBIATO IL SECOLO

Il Circolo della Stampa insieme all’Istituto regionale per la storia del Movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia ricorderà il “1917. I dodici mesi che hanno cambiato il secolo”. La manifestazione si terrà martedì 31 ottobre, con inizio alle ore 17.30, nella sala Paolo Alessi del Circolo in corso Italia 13 (primo piano). Parteciperanno gli storici Marina Rossi e Patrick Karlsen. Introdurrà il presidente del Circolo, Pierluigi Sabatti, concluderà il presidente dell’Istituto, Mauro Gialuz. Marina Rossi presenterà al pubblico una serie di foto dagli archivi ex sovietici, in gran parte inedite, che illustrano vari aspetti della vita e delle vicende di quei mesi tumultuosi di un secolo fa. Si potranno vedere le suggestive immagini della vita in città e della vita in campagna nella Russia pre-rivoluzionaria, quelle degli incontri che avvenivano sulle trincee tra i militari di eserciti in guerra, a dimostrazione di quanto fosse forte il desiderio di pace. Inoltre si vedranno le foto dei momenti più significativi della rivoluzione e quelle della guerra civile che ha insanguinato la Russia, infine si potranno vedere i momenti toccanti del ritorno dei reduci dal conflitto. La presentazione sarà intervallata da un intervento di Patrick Karlsen, che delineerà la cornice internazionale che vede la Russia sconvolta da due rivoluzioni, l’ingresso degli Usa sullo scenario europeo, il ruolo dei massoni poiché quell’anno si tenne il Congresso massonico di Parigi, i riflessi del 1917 in Medio Oriente e la situazione degli italiani d’Austria, tutti argomenti che comporranno il programma del convegno  “1917. I dodici mesi che hanno cambiato il secolo” che sarà illustrato da Mauro Gialuz e che si svolgerà l’8 e il 9 novembre a Trieste e il 10 a Gorizia, organizzato dall’Istituto insieme al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Trieste. Nell’occasione il 9 novembre, alle 20, al teatro Miela sarà proiettato “La corazzata Potëmkin” di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn. Si tratta di una delle più importanti e innovative opere della storia del cinema. Ritenuta per i suoi valori tecnici ed estetici, fra le migliori pellicole di propaganda nonché una delle più compiute espressioni cinematografiche.

VEN. 27-10 – I GIOVANI E L’EUROPA

Prende il via venerdì, al Circolo della Stampa il progetto “Eu for you” a cura di Denise Lorenzoni, Francesca Luzzatto, Michela Ferluga e Federico Vozza. Si tratta di un gruppo di giovani che aderiscono all’associazione Dialoghi Europei e che hanno preparato una serie di incontri dedicati alle tematiche riguardanti l’Unione europea e la sua situazione attuale.

Il primo, intitolato “Ue e giovani” si terrà il 27 ottobre alle 17 (conclusione 18.30) nella sala Paolo Alessi del Circolo in corso Italia 13, primo piano. Sarà proposta dai curatori un’analisi delle opportunità dei giovani nell’Unione (Erasmus, EYP European Youth Parliament. cioè il Parlamento europeo dei giovani, Servizio Volontariato Europeo) e si parlerà di com’è la situazione sempre riguardo alle opportunità per i giovani in alcuni paesi quali la Danimarca e la Scozia.

Il secondo incontro, previsto per 16 novembre con lo stesso orario riguarderà un tema di strettissima attualità “Immigrazione: diritti del migrante e processo di integrazione, problemi interni all’Ue” (non collaborazione, trattati di Dublino). Mini dibattito per far intervenire direttamente il pubblico.

Il terzo incontro previsto per il 14 dicembre sarà dedicato alla “Libertà di stampa nell’Unione europea”, con l’esame dei casi Orbàn e il Consiglio dei media, confronto con altri contesti.

Lo scopo degli incontri è di avvicinare i ragazzi (coetanei dei promotori) all’Unione Europea e affrontare quali sono i principali problemi che l’Unione si trova ad affrontare.

 

NEWS | 2015

Martedì 16 giugno alle ore 18 al Circolo della Stampa di Trieste (I piano) è in programma un incontro con il Commissario del Porto di Trieste Zeno D’Agostino. Temi principali dell’incontro: rilancio dell’attività a livello internazionale, sinergia con gli altri porti dell’Adriatico, sdemanializzazione e punti franchi, piano regolatore per il Porto Vecchio.

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Il diritto d’asilo oggi in Italia ed in Europa tra disinformazione e paure collettive. L’esperienza di Trieste e le prospettive di riforma del sistema italiano di accoglienza. Sono questi i temi al centro dell’incontro in programma mercoledì 10 giugno ore 17.30 al Circolo della Stampa di Trieste sala Alessi (I piano). Ne parlerà Gianfranco Schiavone presidente dell’I.C.S. di Trieste. Ampio spazio sarà dato agli interventi del pubblico. La migrazione forzata dalla guerra e dalla fame ha assunto dimensioni impressionanti ed il “problema” migranti è diventato un tema centrale anche per l’Unione Europea. Un tema che rappresenta anche una sfida politica e culturale in un paese che rischia di passare dalla tolleranza, nei migliore dei casi dall’accoglienza, al razzismo.

 

DA VIENNA A TRIESTE

The European Peace Walk 2015 is now open.

http://www.peacewalk.eu/

 

Mercoledì 27 maggio alle 16.45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi – I piano)Nicola Bressi, direttore dei Musei Scientifici di Trieste, parlerà, con il supporto d’immagini, di “Facciamoci del bene: riflessioni e suggerimenti sull’ecologia quotidiana”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa la cui attività riprenderà mercoledì 6 ottobre dopo la pausa estiva. Ingresso libero.

 

 

Mercoledì 20 maggio alle 16.45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa di Corso Italia, 13 (Sala Paolo Alessi – I piano) il paesaggista Vladimir Vremec, parlerà, col supporto d’immagini, di “Storie di rose e storie di donne”.. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa. Ingresso libero.


Mercoledì 13 maggio alle 16.45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi – I piano) Marzia Vidulli Torlo, conservatore archeologo dei Civici Musei di Storia e Arte e dell’Orto Lapidario, parlerà, col supporto d’immagini, della “Ceramica triestina del ’700”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

 

 

Riconosciuto di recente come Teatro di Rilevante Interesse Culturale per il triennio 2015-2017 dalla Commissione consultiva prosa del Ministero beni e attività culturali, il Teatro Stabile Sloveno, unico teatro pubblico italiano di lingua non italiana, sarà al centro dell’incontro in programma giovedì 7 maggio alle 17,30 al Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi, I piano). Il Teatro Sloveno di via Petronio è l’ente culturale di maggior rilievo della minoranza slovena in Italia e sarà rappresentato dalla presidente Breda Pahor, dall’assistente alla direzione artistica Igor Pison e da Rossana Paliaga dell’Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni. Nato, come vero e proprio teatro stabile, nel 1907 e distrutto nel 1920 dall’incendio di matrice fascista del Narodni dom, rinacque, primo teatro stabile dell’Italia di oggi, nel 1945. Dal 1964 ha sede presso il Kulturni dom di via Petronio e ha una fisionomia del tutto particolare. Accanto all’affermazione dell’identità culturale della minoranza slovena, ha sempre riconosciuto fra i propri scopi e ruoli quello di costituire un importante ponte tra i due mondi culturali che a Trieste s’incontrano, facendo così da mediatore fra la cultura latina e quella slava. Si deve proprio a questo teatro se molti autori italiani sono rappresentati sui palcoscenici dell’Est europeo. Ingresso libero.

Mercoledì 6 maggio alle 16,45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa di Corso Italia, 13 (Sala Paolo Alessi – I piano) in collaborazione con l’Associazione Trieste – Grecia “Giorgio Costantinides” Gregorio Miliaris, Archimandrita della Chiesa greco-ortodossa di san Nicolò, parlerà, con il supporto d’immagini, delle “Tradizioni greco-ortodosse, ecclesiastiche e popolari dal Carnevale alla Pentecoste”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

 

 

 

 

 

Il Circolo della Stampa e l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Vozzi” danno appuntamento alle 17,30 di martedì 5 maggio nella sede del Circolo di (Sala Paolo Alessi, I piano) per la prolusione a “Die tote Stadt” (La città morta) di Erich Wolfgang Korngold in scena a Graz in un allestimento molto interessante e apprezzato da pubblico e critica. La guida all’ascolto tenuta dalla Presidente degli Amici della Lirica Elisabetta D’Erme avrà il supporto di materiali audio e darà modo di prepararsi al viaggio musicale del 10 maggio prossimo (prenotazioni: Radioattività 040 304444 - biglietteria@radioattivita.com).
La città morta”, recentemente rappresentata anche alla Fenice, è un’opera in tre atti di Korngold, su libretto scritto dallo stesso musicista insieme a Paul Schott (pseudonimo del padre, Julius Korngold), basato sul romanzo breve “Bruges-la-Morte” di Georges Rodenbach. Nel 1920 Otto Klemperer ne diresse la prima al Theater der Stadt di Colonia che ebbe enorme successo. Oggi l’opera gode di una grande rivalutazione. Ingresso libero.

 

 

 

 

 

 

“Come sta cambiando l’informazione ai tempi di internet”, intervento di Rino Alesssi in rappresentanza del Circolo della Stampa di Trieste nell’ambito delle manifestazioni del Club Unesco all’Università di Udine.

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì 29 aprile alle 16,45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa di (Sala Paolo Alessi – I piano) Roberto Carollo, responsabile del Museo Ferroviario di Trieste – Campo Marzio, parlerà, con il supporto d’immagini, di “Trieste, il suo museo Ferroviario”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

Mercoledì 22 aprile alle 16,45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa di Corso Italia, 13 (Sala Paolo Alessi – I piano) Furio Princivalli, antiquario, parlerà, con il supporto di immagini, di “Il mondo delle aste”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

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IL TEATRO LA CONTRADA OSPITE DEL CIRCOLO DELLA STAMPA DI TRIESTE
PIU DI 12.300 FIRME RACCOLTE IN TRE SETTIMANE, E ADESSO? RISCHIO DECLASSAMENTO SCONGIURATO?
Il Circolo della Stampa di Trieste continua il suo viaggio fra le realtà  teatrali della città dedicando il prossimo incontro alla Contrada
.
E’ cronaca recente l’inaspettato traguardo raggiunto dal Teatro che, in un periodo di disimpegno sociale e di generalizzata disaffezione, in tre settimane ha raccolto ben 12.302 sottoscrizioni all’appello lanciato dopo la comunicazione ministeriale di ricollocarlo come Impresa, o come Organismo di programmazione teatrale.
La Commissione, che a Roma, in base alla nuova legge, ha di fatto declassato una realtà culturale da anni attiva come Teatro Stabile, ha preso atto della protesta triestina. Ora però sono necessarie azioni concrete, che riconoscano alla Contrada il ruolo che da quasi quarant’anni svolge a servizio del pubblico, della cultura e del territorio. Sono infatti almeno 3-4 a stagione, gli allestimenti che vengono prodotti dal Teatro, senza contare gli spettacoli per ragazzi, e le letture sceniche che portano il numero degli allestimenti ad almeno una decina.
Il 2 aprile scorso, una rappresentanza di organizzatori, artisti e tecnici della Contrada, ha consegnato le oltre 12 mila300 firme al sindaco Roberto Cosolini, il quale ha assicurato il suo contributo a sostegno della vertenza. Una copia della raccolta di sottoscrizioni è stata inviata al Ministero. A questo punto, pero, cosa potrà accadere? Il pericolo di declassamento è superato?
L’incontro al Circolo della Stampa servirà a fare il punto della situazione. Vi prenderanno parte la presidente della Contrada
Livia Amabilino, il Direttore artistico Matteo Oleotto, e, compatibilmente con i numerosi impegni artistici, Ariella Reggio, attrice applauditissima e amatissima, tra i fondatori della compagnia teatrale. L’incontro si svolgerà martedì 21 aprile, alle 17.30, nella sede di Corso Italia 13.

 

 

 

 

 

 


Una lezione per giornalisti per approfondire le specificità dell’“online”
Se volete conoscere le tecniche del giornalismo digitale, il corso che si terrà alla Scuola
Internazionale Superiore di Studi Avanzati SISSA di Trieste il 22 aprile 14.30 – 18.30 vi sarà utile. Negli ultimi quindici anni e più, grazie a internet e al successivo diffondersi dei social network il panorama del giornalismo è radicalmente cambiato. Quali son le logiche che governano la comunicazione e l’informazione oggi? Quali i modi per essere più efficaci? Paolo Omero alla SISSA, terrà un seminario dal titolo “Digital Journalism: sistemi di web intelligence e web personalisation, storytelling e ottimizzazione per il mobile”. Omero è docente di Tecnologie web all’università di Udine, e cofondatore di infoFACTORY, un’azienda che si occupa di monitoraggio del web, di identificazione, estrazione e analisi dell’informazione digitale.
Il corso dà accesso ai crediti (in questo caso 4) previsti per assolvere all’obbligo della formazione professionale continua dei giornalisti.L’evento è a pagamento (50 euro) e l’iscrizione si effettua online alla pagina: https://sigef-odg.lansystems.it/sigef/. La partecipazione al corso dà accesso ai crediti previsti per assolvere
Crediti immagine: Robert Scoble (Flickr: http://goo.gl/oucfHC)

Mercoledì 15 aprile alle 16,45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa di (Sala Paolo Alessi – I piano) Stefano Bianchi, conservatore del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” sito a Palazzo Gopcevich, parlerà con il supporto di immagini, di “La grande Trieste a teatro. Itinerari teatrali e musicali della Trieste fin de siecle”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

 

 

La Barcaccia” di RadioTre, il più amato, il più osannato, il solo e unico varietà operistico radiofonico quotidiano, sarà al centro dell’incontro che il Circolo della Stampa e l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” organizzano giovedì 9 aprile alle 17,30.
Il programma, nato nel 1988 con il progetto di far conoscere e amare a tutti gli ascoltatori ogni aspetto dello straordinario mondo dell’opera lirica, ha fornito in questi anni un intrattenimento, satirico e scanzonato, diretto a tutti gli ascoltatori digiuni di melodramma, ma in grado di soddisfare anche il difficile pubblico dei melomani.
 Uno dei suoi ospiti fissi, l’Impiccione viaggiatore, al secolo Andrea Merli incontrerà il pubblico della città in cui ha compiuto gli studi universitari di medicina laureandosi con Sergio Nordio e in cui, al Teatro Verdi, è iniziata la sua passione per la lirica. Analisi e critiche, anche spietate, delle prestazioni delle “ugole d’oro”;
recensioni e cronache degli spettacoli nei principali teatri italiani e stranieri, interviste ai protagonisti e registrazioni musicali dal vivo saranno raccontati con il supporto d’immagini presso la sede sociale del Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi – I piano).
Ingresso libero.

Tre giorni alla SISSA dedicati ai giornalisti

Fare il giornalista oggi significa anche saper maneggiare (e raccontare) dati: cercare le fonti giuste, destreggiarsi con le statistiche, creare infografiche, ma non solo. Anche quest’anno il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA propone una scuola dedicata al data journalism. Le iscrizioni sono aperte fino all’8 aprile 2015 e il corso è utile al conseguimento dei crediti formativi previsti per assolvere all’obbligo della formazione professionale continua dei giornalisti. Le iscrizioni si effettuano online alla pagina http://ics.sissa.it/dataj/domanda-ammissione

Le notizie talvolta si nascondono in mezzo ai numeri. Specialmente grazie a internet oggi è facile per un giornalista avere accesso a grandi collezioni di informazioni su salute, ambiente, politica, consumi e molto altro. Saper costruire una narrazione da questi grandi archivi di dati però richiede, oltre al talento, anche conoscenze e capacità specifiche che talvolta non entrano nella formazione “tradizionale” del giornalista. La Scuola di Data Journalism della SISSA, alla seconda edizione, intende fornire al giornalista gli strumenti all’avanguardia in questo campo.

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Mercoledì 8 aprile alle 16,45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi – I piano) Nerio Benelli, membro del Comitato Permanente “Trieste-Parigi”, parlerà, con il supporto d’immagini, di “Jacqueline François – Mademoiselle de Paris”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

 

Che fine ha fatto il Festival dell’operetta? E’ l’argomento di cui si discuterà al Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi, I piano) il prossimo giovedì 2 aprile alle ore 17.30. Nata negli anni Cinquanta al Castello di San Giusto, dal 2008 la tradizionale rassegna estiva dedicata alla piccola lirica non è più contemplata nelle programmazioni della Fondazione Teatro Verdi, e le recenti dichiarazioni del nuovo Sovrintendente Stefano Pace l’hanno riportata agli onori della cronaca. Di operetta e non solo discuteranno nel dibattito moderato dal Presidente del Circolo della Stampa Rino Alessi, Giorgio Zanfagnin, imprenditore e già Sovrintendente della Fondazione Lirica Triestina, Massimiliano Tonsini, Maestro collaboratore alla Direzione Artistica dell’Accademia di Santa Cecilia e protagonista di numerose stagioni d’operetta a Trieste, e Gabriele Ribis, Direttore artistico del Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia che l’estate prossima riporterà la lirica a San Giusto. Ingresso libero.

Mercoledì 1 aprile alle 16.45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi – I piano) Euro Ponte, eminente studioso di malattie cardiovascolari parlerà, con il supporto di immagini, di “Il giuramento di Ippocrate ieri ed oggi”. L’appuntamento realizzato in collaborazione con l’Associazione Trieste-GreciaGiorgio Costantinides” rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì 27 marzo alle 17.30 nella Sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa Marianna Accerboni presenta l’ultimo volume di liriche della scrittrice triestina Nidia Robba, intitolato “Ultima cetra” (La Mongolfiera). Condurrà l’incontro Helga Lumbar, figlia dell’autrice, pittrice e illustratrice di tutte le sue opere, che leggerà alcune rime della madre. Il libro si è già meritato in questi giorni a Tirrenia l’ambito Trofeo per le opere inedite del prestigioso Premio Messaggi d’amore organizzato dalla LAPS – Libera associazione Poeti e Scrittori.

Attraverso una metrica lineare, intensa e delicata – scrive Accerboni – Nidia Robba scandisce in questo libro, l’umanissimo racconto dei suoi sentimenti e della sua vita, suddivisi in “Lodi”, “Pensieri”, “Falsità d’amore” e “Preghiere”, 4 sezioni per un totale di 70 poesie, in cui gli accadimenti personali s’intrecciano al concetto del Divino, dell’immanente e dell’Universale: una narrazione in versi contemporanea e senza tempo, intrisa di vitalità, sentimento e saggezza.

La scrittrice, nata nel 1924, accademica dei Micenei e insignita di numerosi premi, tra cui il Premio Città di Venezia (2007) e la targa alla carriera del Comune di Trieste (2010), giunge, con il volume di liriche “Ultima cetra”, al ventunesimo libro. Ingresso libero.



 

 

 


 

 

 

 

Trieste, ricorda Primo Rovis . Il Circolo della stampa, giovedì 19 marzo alle 17.30, organizza un incontro a più voci per ricordare il suo vicepresidente e socio benemerito. L’ ultima uscita pubblica di Primo Rovis, il 6 marzo 2014, fu proprio la partecipazione al direttivo, dove, poco prima di lasciare la sala, rinnovò la sua disponibilità ad aiutare e sostenere il sodalizio: “se c’è bisogno di qualcosa, io sono qua”, disse. Qualche giorno dopo fu ricoverato in ospedale, e un mese dopo, il 7 aprile, all’età di 91 anni, chiuse gli occhi, lasciò questa terra, la sua famiglia e  una vita ricchissima, intessuta di grandi successi e di grandi delusioni.

A ripercorrere, sia pure brevemente, le tappe di un’esistenza straordinaria saranno il giornalista Roberto Altieri e il geologo Andrea Vatta che, per ragioni fortuite, ma collegate all’eccezionalità della storia di Primo e alla sua altrettanto eccezionale carica umana, ne hanno raccolto testimonianze, cronologie, sequenze. “Ci sono esistenze che riassumono il senso e la storia di un’intera epoca”, scrive Roberto Altieri riferendosi a Primo Rovis. E la storia dell’imprenditore, che fu protagonista, in modi diversi, della Trieste dal ’47 al 2014, si lega strettamente a quella della sua amatissima città d’adozione. Sullo sfondo delle vicende che lo videro industriale di successo, uomo impegnato in politica, benefattore, si delineano gli anni difficili della Trieste mutilata del suo naturale entroterra, diventata suo malgrado primo lembo d’occidente di una parte d’Europa divisa dal muro, e, ancora oggi, emporio incapace di ritrovare nuovo slancio.

“Credo sia giusto destinare una parte dei miei guadagni alla collettività perché io so cosa significa essere povero”, diceva spesso, e forse proprio per reagire alle avversità e all’indigenza, riuscì a conquistarsi un posto di riguardo tra i ricchi, quelli veri . Nel 1983 fu 16esimo tra i contribuenti italiani. “Ho pagato le tasse che dovevo pagare (l’assegno fu di 659 milioni e 470mila lire) e ne sono felice – dichiarò in un’intervista – esistono strade, scuole, luce, assistenza sanitaria, tanti servizi a carico dello stato che possono essere garantiti e migliorare, solo se i cittadini contribuiscono in base al loro reddito. Io non sono un ricco, ma uno che lavora. Ho dichiarato quanto guadagno anche perché con 200 milioni o con un miliardo, vivo allo stesso modo”.

Nell’ultima parte della vita Primo Rovis intraprese una nuova avventura, anche in questo caso seguendo intuito e passione. Per definirla diceva di aver scoperto “l’Arte di Dio”, ovvero i misteri e le meraviglie racchiusi nella morfologia di pietre, fossili, cristalli. Di tale aspetto potrà parlare Andrea Vatta, geologo che affiancò Rovis in quest’ ultimo, ma sempre intenso percorso.

All’incontro prenderanno parte Rodolfo Edera, che dirige l’associazione Amici del Cuore, la più importante tra le molte iniziative benefiche avviate e sostenute da Rovis e Fulvio Cataruzza, braccio destro dell’imprenditore per quasi 60 anni.

 

 

 

 

 

© istituto gemmologico italiano

Mercoledì 25 marzo alle ore 16,45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi – I piano) Giulia Bernardi, gemmologa, parlerà, con il supporto d’immagini, di “Pietre preziose tra mito e gemmologia”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle Signore”, aperti anche al pubblico maschile. Ingresso libero.

 

Mercoledì 18 marzo alle ore 16.45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi – I piano) Luigi Moro, già ordinario di Biochimica all’Università di Trieste e direttore del Centro per lo Studio delle Malattie Metaboliche dell’osso, da lui stesso fondato, parlerà su “Si può prevenire l’osteoporosi?”. Nel 2013 la Scuola Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro ha conferito a Luigi Moro il premio alla carriera per “l’importante contributo scientifico apportato nel corso della sua carriera scientifica e professionale nell’ambito delle malattie metaboliche dello scheletro”. L’Università di Trieste l’ha nominato eminente studioso per i suoi alti meriti scientifici. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle Signore”, aperti anche al pubblico maschile. Ingresso libero.

 

Banche per il territorio: così uguali, così diverseè il tema dell’incontro promosso dal Circolo della Stampa di Trieste e dal Gruppo di Iniziativa Territoriale dei Soci di Banca Etica venerdì 13 marzo alle ore 18 al Circolo della Stampa di Trieste. Intervengono Enrico Trevisiol, Direttore Filiale Trieste di Banca Etica, Alessandro Podobnik, Direttore Generale della BCC del Carso, Virgilio De Marchi, Direttore Generale BCC Staranzano e Villesse.Quale è il rapporto fra gli Istituti di Credito Cooperativo e il territorio? In che misura possono conciliare le loro finalità con l’eventuale erogazione di crediti ad interessi sostenibili alle piccole e medie imprese? Quali attività  possono essere interessanti e promettenti per il nostro territorio e per l’impresa giovanile? Sono alcune delle questioni aperte di cui si discuterà.

 

Mercoledì 11 marzo alle ore 16,45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi – I piano) Chiara Modriky, biologa e nutrizionista, parlerà con il supporto d’immagini di “Alimentazione antietà”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle Signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

 

 

 

 

 

 

Mercoledì 4 marzo alle ore 16,45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi – I piano) Antonio Sofianopulo, docente di Storia dell’Arte e Disegno, responsabile delle attività culturali della Comunità Greco-Orientale di Trieste, parlerà, col supporto di immagini, del Museo “Costantino e Mafalda Pisani della Comunità Greco Orientale di Trieste. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle Signore”, aperti anche al pubblico maschile, del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì 25 febbraio alle ore 16,45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa di (Sala Paolo Alessi – I piano) è in programma unRicordo di Vittorio Giammusso” a cura di Paolo Battaglini, ordinario di Fisiologia nell’Università di Trieste. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore” del Circolo della Stampa. Ingresso libero

 

 

 

 

 

 

Autografo del Sidereus nuncius.
La Luna disegnata da Galileo così come gli
appariva al telescopio

(BNCF, Ms. Gal. 48, c. 28r).

Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

(da museo galileo galilei FI website)

Il diavolo fa le pentole ma non i Copernico: dialogo sull’unicità della Terra da Galileo ai tempi nostri è il titolo della conferenza che il Circolo della Stampa organizza assieme alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati giovedì 19 febbraio 2015 alle ore 18.00 nella sala “Paolo Alessi”. Interverranno Tommaso Treu e Stefania Tutino, introdurrà Giuseppe Mussardo, direttore del Laboratorio Interdisciplinare della SISSA.
Il caso di Galileo Galilei è a tutt’oggi uno dei più discussi e affascinanti, ma spesso viene visto, in modo non del tutto corretto, come espressione di un conflitto acerbo tra scienza e fede. Quali erano le vere ragioni delle controversie originate da Galileo? Quali questioni religiose, scientifiche e culturali erano alla base di tale conflitto? E, soprattutto, quali sono le conseguenze del caso Galileo sul modo di vedere noi stessi e il nostro posto nel cosmo? Questo dialogo interdisciplinare tra scienziati e umanisti intende suggerire qualche risposta a queste domande. Ingresso libero.

 

 

Satsuma, Giappone, dal Catalogo Marchi Collezione Morpurgo

Mercoledì 18 febbraio alle ore 16.45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa (Sala Paolo Alessi, I piano), Lorenza Resciniti, conservatore dei Civici Musei di Storia ed Arte, parlerà col supporto di immagini, di una famiglia, i Morpurgo, e delle sue collezioni d’arte: titolo della conversazione “Il museo Morpurgo”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle signore” del Circolo della Stampa. Ingresso libero.


ph. bari.repubblica.it

Il Circolo della Stampa e l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” danno appuntamento alle ore 17 di venerdì 13 febbraio nella sede del Circolo in Sala Paolo Alessi, I piano, per la prolusione aLes Dialogues des Carmèlites” di Francis Poulenc su testo di Georges Bernanos in scena allo Stadttheater di Klagenfurt. La guida all’ascolto tenuta dal Presidente del Circolo della Stampa Rino Alessi e dalla musicologa Rossana Paliaga avrà il supporto di materiali audio e video e darà modo di prepararsi al viaggio musicale del 21 febbraio (prenotazioni: Radioattività 040 304444 biglietteria@radioattivita.com). “Les dialogues des Carmèlites” è uno dei capolavori del ’900 con un incredibile finale, tra i più impressionanti del teatro musicale. La direzione della nuova, attesa produzione di Klagenfurt è affidata ad Alexander Soddy, la regia a Richard Brunel. Nel cast anche Betsy Horne recente Marescialla nel “Rosenkavalier” allo Stadttheater.

Mercoledì 11 febbraio alle ore 16.45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa in Sala Paolo Alessi, I piano, Umberto Bosazzi, presidente della Commissione Diocesana per le comunicazioni sociali, parlerà con supporto di immagini de “Il cinema italiano quando era grande”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle Signore” del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

Mercoledì 4 febbraio alle ore 16.45 presso la sede sociale del Circolo della Stampa in Sala Paolo Alessi, I piano, in collaborazione con l’Associazione Trieste-Grecia “Giorgio Costantinides”, Simonetta Poli, archeologa, specializzata in Archeologia della Magna Grecia, in servizio alla Sovrintendenza dei Civici Musei Archeologici del Friuli Venezia Giulia, parlerà col supporto di immagini degli “Usi e significati simbolici del papavero da oppio nell’antichità”. L’appuntamento rientra nei tradizionali “Mercoledì delle Signore” del Circolo della Stampa. Ingresso libero.

Il prossimo Mercoledì delle Signore del Circolo della Stampa avrà luogo il 28 gennaio alle ore 16.45 presso la Sala Paolo Alessi e avrà come argomento, con il supporto di immagini, “Il Museo Postale di Trieste”. Ne parlerà Chiara Simon, direttore del Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa. Ingresso libero.


Piazza dell’Unità a Trieste mentre parla Mussolini, 1938
fonte: Attilio Tamaro,
Venti anni di storia – 1922-1943.Ed. Tiber, Roma, 1953
(Fotografia ora nel pubblico dominio poiché il copyright è scaduto)

Il Circolo della Stampa di Trieste organizza con la collaborazione di “Cittadini liberi ed eguali” la presentazione del libro “Il razzismo fascista -Trieste, 18 settembre 1938”, in programma giovedì 29 gennaio ore 17.30 nella sala “Paolo Alessi”. Il volume, a cura di Claudio Cossu e Claudio Venza con la partecipazione degli storici Silva Bon, Anna Maria Vinci, Simone Rorato e Gaetano Dato, e la testimonianza di Stanka Hrovatin ed altri, si propone di aiutare a comprendere il frutto endogeno del fascismo italiano, le leggi razziali del 1938, annunciate a Trieste il 18 settembre, senza alcuna pressione da parte di altre potenze straniere, come sottolineato da Mussolini nel discorso di Piazza Unità d’Italia. Da tali leggi si sviluppò la discriminazione degli ebrei, divenuta poi persecuzione e, quindi, genocidio. Ingresso libero.

 


Venerdì 16 gennaio 2015 alle ore 17, nella sede del Circolo della Stampa di Trieste incontro sul tema: “Le comunità islamiche regionali condannano il fondamentalismo e il terrorismo”. Intervengono Saleh Igbarria, presidente della Comunità islamica di Trieste ed altri esponenti regionali delle comunità stesse. Ampio spazio sarà dedicato agli interventi dei presenti.

 


“Scienza e filosofia della natura in Leopardi” è il titolo della conferenza che il Circolo della Stampa organizza assieme alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati giovedì 15 gennaio 2015 alle ore 18.00 nella sala “Paolo Alessi (Corso Italia 13, 1°p).
Interverrà il
prof. Gaspare Polizzi, già docente di Storia della Filosofia all’Università di Firenze. Introduce Giuseppe Mussardo, direttore del Laboratorio Interdisciplinare della SISSA.
Nella formazione del giovane Leopardi e nella sua filosofia della natura vi sono alcuni assi scientifici di riferimento – astronomia, chimica, “storia naturale” -, che consentono di guardare in modo unitario alla sua opera, legando la filosofia speculativa all’interrogativo sulle umane sorti nel disegno arcano della natura madre-matrigna, che farà germinare figure “idilliche” tra le più belle dei Canti e delle Operette. Ingresso libero
.

da sx_r.alessi, g.mussardo, g.polizzi © SISSA

 

 

VINCITORI CONCORSO REPORTAGE
TRIESTE, TRA OASI E DESERTI

Si è conclusa la selezione dei vincitori del concorso d’inchiesta dedicato a giovani autori emergenti promosso dal Circolo della Stampa di Trieste per celebrare i 50 anni della sua attività.
Il concorso prevedeva tre forme di reportage: scrittura, video inchiesta, disegno / graphic journalism volte a indagare Trieste ricostruendo l’immagine della città da molteplici punti di vista. La giuria (composta da Gianluca Costantini, disegnatore e blogger; Davide Del Degan, regista e produttore di documentari; Barbara Gruden, inviato esteri RAI; Paolo Possamai, direttore del quotidiano Il Piccolo; Roberto Weber rappresentante ufficiale del Circolo della Stampa) dopo un’attenta analisi ha selezionato le opere che riteneva più pertinenti e interessanti.
Sono stati scelti cinque lavori che hanno natura leggermente diversa tra loro: due sono dei reportage strutturati con taglio giornalistico che affrontano temi riguardanti Trieste ma con valenza più ampia di natura sociale e politica, connotati da raccolta e presentazione di dati e interviste; altri due lavori propongono ognuno un tema specifico legato alla città e lo descrivono attraverso un’efficace analisi che si svolge per immagini e narrazioni; la giuria ha poi ritenuto che il quinto lavoro selezionato abbia delle potenzialità e pur non considerandolo un reportage, ha voluto segnalarlo come lavoro significativo per la capacità di suggestione metaforica che allude a una città immobile in perenne attesa.

VINCITORI SEZIONE DI SCRITTURA EX-AEQUO
- Andrea Luchetta
- Igor Burić

Andrea Luchetta
approfondisce un fenomeno che, complice la crisi economica, sta prendendo piede in diverse parti d’Europa e pure in Italia: il secessionismo. Il desiderio di sottrarsi al sacrificio collettivo cui vengono chiamate intere popolazioni, spinge a ricercare vere o presunte peculiarità identitarie e storiche, che secondo i fautori del progetto secessionista non vengono riconosciute dalla comunità nazionale e internazionale: in questo caso, il Territorio Libero di Trieste.
Il testo di
Igor Burić sviluppa un aspetto caratteristico della storia di Trieste, ossia la straordinaria importanza che nello sviluppo della terza città dell’impero Austro-Ungarico hanno avuto i trasporti ferroviari. Il racconto di viaggio, incontrando i segni dell’abbandono e anzi dello sfacelo delle infrastrutture ferroviarie attrezzate a servizio del porto Giuliano, mette in questione la condizione di crisi identitaria – prima ancora che economica e politica – di Trieste. A parte tale chiave interpretativa dello status di Trieste, il lavoro di Burić dal punto di vista stilistico risulta accattivante e coinvolgente, accompagnando il lettore passo passo nella esplorazione dei cunicoli e lungo i binari abbandonati della “cintura” ferroviaria costruita al di sotto delle montagne alle spalle del nucleo urbano storico.
VINCITORI SEZIONE VIDEO EX-AEQUO
- Giovanni Ortolani
- Davide Stocovac, Michele Pupo

Il lavoro di
Ortolani e quello di Stocovac e Pupo presentano ognuno un tema specifico legato alla città, lo osservano da vicino e lo descrivono con parole o immagini significative, l’impianto generale di entrambi potrebbe essere reso più essenziale per un reportage più incisivo. Nonostante ciò la giuria ha voluto premiare la qualità del reportage audio e video di Ortolani e la scelta di Pupo e Stocovaz verso una narrazione visiva per toccare diverse corde emotive.
SEZIONE REPORTAGE GRAFICO

La giuria ritiene che le opere grafiche, pur denotando delle potenzialità, sono rimaste nell’ambito di descrizioni generali, talvolta anche molto testuali, senza proporre un vero reportage grafico con un punto di vista incisivo.
La giuria ha ritenuto quindi di non assegnare il premio della sezione reportage grafico.
MENZIONE SPECIALE
- Michele Casaccia, Cristina Salvi, Piero Marzi

Una particolare segnalazione va fatta per questo piccolo testo dal titolo
“Una giornata del signor Muneco”. Casaccia con un sofisticato procedimento narrativo – eppure così trasparente da apparire didascalico – costruisce una crudissima metafora della attuale condizione storica e culturale della città. Nella evidente rottura di continuità fra due due diverse generazioni, (la prima apparentemente lontanissima in realtà distante forse qualche sessantina d’anni) attraverso due voci narrative e le immagini della realtà fatiscente di una celebre villa cittadina lascito al Comune di Trieste, egli evoca il percorso di degrado e decadimento di un’intera comunità. L’indirettezza, il tratto leggero e la graffiante ironia che pervadono il testo, lo collocano nel solco della migliore tradizione narrativa della città.

 

STATE OF THE NET
13 JUNE 2014 h 5.30 pm_Trieste Molo 4, SotN Square

INFORMAZIONE LOCALE E CIVIC MEDIA
La città e le notizie, un rapporto in rapida evoluzione.

Workshop organizzato dal Circolo della Stampa di Trieste
Ospiti Alberto Bollis (Il Piccolo-Gruppo L’Espresso), Luca De Biase (Nòva-Il Sole 24 Ore) e Massimo Russo (Wired-Condé Nast)

 

CONCORSO REPORTAGE
TRIESTE, TRA OASI E DESERTI

_SCRITTURA
_GIORNALISMO A FUMETTI
_VIDEO INCHIESTA

3 forme di reportage _ iscrizione gratuita _ giovani autori (20-35 anni di età) _ 3 premi da 500 euro ciascuno _ scadenza 31 maggio 2014

Cosa sappiamo di una città dove geografia, storie e linguaggi formano un contesto urbano e sociale particolare, dove un’umanità giovane e dinamica convive con una realtà fisica quasi immobile? Il concorso propone di indagare Trieste, i ritmi, le idee, le ironie, di vederla in un’ottica aperta, facendo inchiesta sul campo oppure ricostruendo l’immagine che della città ha chi vive in altro luogo.
giuria
GIANLUCA COSTANTINI autore, disegnatore e blogger
DAVIDE DEL DEGAN regista e produttore di documentari
BARBARA GRUDEN giornalista inviato esteri RAI
PAOLO POSSAMAI direttore, quotidiano Il Piccolo
ROBERTO WEBER presidente Circolo della Stampa di Trieste

partner dell’iniziativa _ Comune di Trieste, Fondazione CRTrieste, Il Piccolo, RAI FVG, Associazione della Stampa FVG, Amici del Cuore
info _ circolo della stampa di trieste, corso italia 13 trieste 34122 italia
T +39-040-370371 / F +39-040-370378 www.circolostampa.it

 

WORKSHOP
LA FOTOGRAFIA NARRATIVA

Evoluzione del reportage: dall’approccio alla costruzione con Gabriele Orlini

16 – 17 – 18 maggio 2014
durata complessiva indicativa di 22 ore

Il workshop “La fotografia narrativa” è un percorso didattico finalizzato alla creazione di una consapevolezza visiva e di metodi oggettivi e soggettivi per la realizzazione di un racconto fotografico. Il “Racconto Fotografico”, a differenza di ciò che correntemente si definisce Reportage ovvero una raccolta di documentazione pura di fatti ed eventi oggettivi e reali – non è una semplice sequenza di fotografie associate per comunanza di tema o argomento. Supera il concetto di illustrazione per fotografie in quanto il racconto fotografico ha, nella sua specificità, la forza di far dialogare le fotografie l’una con l’altra mantenendo il significato e la forza narrativa della singola immagine. Conserva ed esalta la loro forza che si esprime attraverso il concatenarsi della sequenza narrativa strutturata.
Il workshop è promosso dal Circolo della Stampa di Trieste in dialogo anche con l’Università di Trieste. Con questa iniziativa, che si iscrive tra le manifestazioni per il 50° anniversario del Circolo della Stampa, e con l’intento di promuovere un corretta riflessione attorno al tema del reportage, si intende in particolar modo offrire uno spunto ai giovani che vogliano partecipare al concorso dedicato agli under35
TRIESTE, TRA OASI E DESERTI

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì 13 Marzo 2014 h 18.00
Una città fotogenica, un contesto geografico variegato, luoghi dormienti, volti particolari e una passione per il cinema. Perché tanti registi scelgono Trieste per filmare? Può il cinema divenire un quarto paesaggio? Un luogo reale e immaginario che attrae nuovi viaggiatori e una nuova economia tra turismo e cinema?
Ne parleranno persone che operano da tempo sul territorio e stanno facendo tantissimo per promuovere la regione FVG come
location culturalmente, tecnicamente e paesaggisticamente interessante per filmare fiction, documentari e perché no? spot pubblicitari. In questi ultimi mesi la cinematografia madeinFVG ha avuto un susseguirsi di premi che stanno accendendo sempre di più i fari sul territorio, sul “paesaggio urbano”, una risorsa fisica e culturale dinamica e viva che va tutelata ma anche arricchita con nuove idee e iniziative, come ad esempio i percorsi cine-turistici.
L’incontro è realizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Trieste.

ne parleranno:
BARBARA CANDOTTI esperta di comunicazione e coordinatrice del Gruppo FAI Giovani FVG
FEDERICO POILLUCCI presidente FVG Film Commission
FRANCESCA PULEO autrice di ‘Architetture urbane in un ciak’
modera ELENA CARLINI

poster

 

 

GIOVEDÌ 19 DICEMBRE 2013_ore 12.00

50° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DEL CIRCOLO DELLA STAMPA DI TRIESTE

Sala del Consiglio Comunale di Trieste_piazza dell’Unità d’Italia 4

Si prega di confermare 040 6758491 entro il 18 dicembre

MARTEDÌ 13 DICEMBRE 2013_ore 17.30

PRESENTAZIONE LIBRO_”Circolo della Stampa di Trieste. 50 anni di storia, arte e cultura”

La pubblicazione – che celebra i 50 anni di vita e di attività - raccoglie interventi e ricordi di chi in questo mezzo secolo appena trascorso ha partecipato attivamente alla vita del Circolo. Curato da Laura Kraker Silla, è corredato da una interessante e inedita documentazione fotografica, che verrà proiettata durante l’incontro. Nel libro si ricordano i padri fondatori, i soci sostenitori, i presidenti (Chino Alessi lo ha presieduto per ben 25 anni), le diverse attività, le feste, i balli della stampa, la festa degli auguri. Ne risulta un racconto agile e di piacevole lettura che illustra gli anni di grande notorietà, i momenti difficili, le crisi profonde e le iniziative attuali. Del libro parleranno l’autrice Laura Kraker Silla, lo storico Roberto Spazzali e l’editore della Mgs Press Carlo Giovanella.

 

SABATO 14 DICEMBRE 2013_ore 12.00

AUGURI SOTTO L’ALBERO
L’iniziativa, anche quest’anno ideata e realizzata con la collaborazione di Fulvia Costantinides, è un’occasione per riunire, in modo informale, le maggiori personalità cittadine e la comunità di quanti operano nel mondo dell’informazione.

 

 

 

 

 

 

DOMENICA 9 GIUGNO 2013_ore 11.30

AUDITORIUM Museo Revoltella_via Diaz 27 Trieste
ORCHESTRA DA CAMERA GIACOMO FACCO

CONCERTO
_INGRESSO L
IBERO

musiche Arcangelo Corelli_Antonio Vivaldi_Giacomo Facco
Violino
principale
Luca Dalsass
Violini primi
Gabriele Mazzon_Pietro Donà_Giorgia Vian
Violini secondi
Lorenza Bano_Sofia Bolzan_Maddalena Cattapan_Francesca Marcato_Miriam Padovani
Viole
Simone Siviero_Ester Vian
Violoncelli
Stefano Soncini
Violone
Mattia Corso

L’orchestra da Camera Giacomo Facco si è andata specializzando nel repertorio barocco e classico ed è ormai ospite fissa del cartellone culturale Reteventi con appuntamenti in ville e teatri delle varie province del Veneto. L’ensemble prende il nome da Giacomo Facco, strumentista e compositore nato a Campo San Martino, in provincia di Padova, nel 1670, morto a Madrid nel 1753 dopo essere stato per molti anni al servizio del Principe delle Asturie. L’evento è promosso con il contributo del Comune di Trieste e della Fondazione CRTrieste.

 

Venerdì 12 aprile 2013 doppio appuntamento:

ore 16.00 CONFERENZA STAMPA, Circolo della Stampa di Trieste
con il regista Roberto Andò e il critico Mario De Luyk

ore 20.30 INCONTRO PUBBLICO E PROIEZIONE FILM, cinema Ariston
il regista Roberto Andò incontrerà il pubblico triestino in occasione della proiezione del suo nuovo film”Viva la libertà“, ispirato al romanzo “Il trono vuoto” vincitore del Premio Campiello Opera Prima nel 2012. Il film, uno dei favoriti per gli imminenti premi David di Donatello 2013, si avvale dell’interpretazione di Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Anna Bonaiuto, Valeria Bruni Tedeschi e Michela Cescon. Dopo il successo di pubblico e di critica riportato in febbraio e marzo nei cinema italiani il film verrà riproposto, a sottolinearne la qualità e l’attualità, in una serata alla presenza dell’autore.

L’evento è promosso dal Circolo della Stampa di Trieste in collaborazione con la Cappella Underground e il cinema d’essai Ariston. Con questa iniziativa, che si iscrive tra le manifestazioni per il 50° anniversario del Circolo della Stampa, riprendono gli incontri degli autori cinematografici italiani con il pubblico giuliano dopo una breve parentesi dovuta alla sospensione del sostegno pubblico regionale.

 

PROGRAMMA 2012-2013

Sette temi su cui confrontarsi per verificare la vocazione “europea” della città

nuova serie di incontri con esperti che operano in ambiti diversi: scienza, industria, politica, economia, pianificazione, amministrazione pubblica, cultura. Gli incontri si svolgono mensilmente come “conversazioni informali” tra gli ospiti e il pubblico nell’intenzione di stimolare il confronto su temi importanti per le nuove fasi di sviluppo sociale ed economico di Trieste.
Per rendere fruibili le idee discusse durante gli incontri è prevista la
registrazione audiovisiva resa poi disponibile online sul canale Vimeo del Circolo (http://vimeo.com/user9616107). Agli ospiti viene chiesto di “regalare” una bibliografiasignificativa per il tema dell’incontro (www.pressclubts7piu.altervista.org/TS7PIU/TS7PIU___BIBLIOGRAFIA.html). La bibliografia è a disposizione del pubblico sul sito del Circolo.

Gli incontri, curati da Elena Carlini, Gianni Martellozzo, Marco e Svara e Roberto Weber in collaborazione con Manifetso2020, sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SIAMO TUTTI CORROTTI? – Giovedì 25 Febbraio ore 17.30

Quali sono i principali fattori della diffusione anomale dei fenomeni di corruzione in Italia, di recente certificati dall’indice di percezione che ci colloca al penultimo posto in Europa?

scarica la locandina dell’evento

Piran–Pirano – 8 febbraio 17.30

 

Il Circolo della Stampa di Trieste e il Circolo Istria propongono per celebrare il “Giorno del ricordo” la proiezione del film “Piran–Pirano”.

Nella pellicola il regista lubianese Goran Vojnović affronta il dramma dell’Istria nell’immediato dopoguerra.

La proiezione lunedì 8 febbraio alle 17.30  sarà preceduta da un’introduzione del critico cinematografico Mario de Luyk.

GLI INCONTRI DEL MERCOLEDI’ – Il programma di marzo -

Fulvia Costantinides

Il programma di marzo dei tradizionali incontri del mercoledì coordinati e promossi da Fulvia Costantinides prevedono:

Mercoledì 2 marzo: l’incontro dal titolo ” Dalla parte dei Traci. Contributo di arte ed architettura alla formazione della civiltà classica”. In collaborazione con l’Associazione Trieste- Grecia ” Giorgio Costantinides” la dottoressa Grazia Bravar , già conservatrice e direttrice dei civici Musei di Storia ed arte di Trieste, parlerà con il supporto di immagini.

Mercoledì 9 marzo:  “La musica a Trieste nelle collezioni del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, parlerà col supporto di audizioni, il dottor Stefano Bianchi, conservatore dell’omonimo museo.

Mercoledì 16 marzo: la dottoressa Michela Messina, conservatore dei Civici Musei di Storia ed Arte, parlerà col supporto di immagini, del “Castello di S. Giusto”.

Mercoledì 23 marzo: di “Cara Parenzana”, parlerà col supporto di immagini, l’ingegner Roberto Carollo,  responsabile del Museo Trieste Campo Marzio.

Mercoledì 30 marzo: Nerio Benelli, cultore di cinematografia francese, parlerà col supporto di immagini, di “Danielle Darrieux tra cinema, teatro e tante canzoni”.

Tutti gli incontri si svolgeranno nella sala Paolo Alessi delle sede di Corso Italia 13 con inizio alle ore 16.45

RICORDARE LA GRANDE GUERRA – giovedi’ 10 marzo, ore 17.30

 

Ricordare nel centenario della Grande Guerra coloro che combatterono sull’altro fronte, che poi era il nostro fronte, cioè i soldati del famoso 97mo reggimento di fanteria austriaco in cui erano inquadrati i nostri nonni e bisnonni. Questo lo scopo della medaglia coniata dall’associazione numismatica slovena “J.V. Valvasor” di Trieste. L’iniziativa verrà presentata giovedì 10 marzo alle 17.30al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano).La medaglia, ideata dal pittore accademico sloveno Rudolf Španzel (autore dei ritratti sulle banconote slovene), è stata coniata nel dicembre scorso dalla zecca statale di Zagabria. L’associazione Valvasor ha già realizzato alcune medaglie per i 1000 anni della prima menzione di Gorizia (2001), per il centesimo anniversario del tram di Opicina (2002) e per il seicentesimo anniversario della fondazione del paese di Contovello (2013).

La presentazione, introdotta dal presidente del Circolo, Pierluigi Sabatti, si terrà in italiano e sloveno con traduzione consecutiva di Peter Senizza.  Parlerà il presidente del Valvasor, Andrej Štekar, autore di diversi articoli numismatici pubblicati sui periodici del settore e sugli “Annali di Studi istriani e mediterranei”, editi dall’Università del Litorale. Seguirà l’intervento di Vasja Klavora che descriverà le vicende del 97mo reggimento. Klavora, per 40 anni medico chirurgo all’ospedale di Nova Gorica, nel 2004 è stato eletto al Parlamento sloveno di cui è stato vice presidente.  E’ autore di diversi libri tra i quali ben cinque riguardano proprio il fronte dell’Isonzo. Nel 1991 ha esordito con il primo libro “Plavi križ” tradotto anche in italiano (“La croce blu”) e in tedesco (e ristampato più volte). I lavori di Klavora nascono, oltre che da accurate ricerche, dai racconti del padre, insegnante di storia e geografia, ma anche un ufficiale del Gebirgs-Schützenregiment Nr. 2 che combattè duramente in Galizia, sul fronte dell’Isonzo e sul Piave.

Concluderà l’archeologo Andrej Šemrov, direttore del Gabinetto numismatico del Museo nazionale sloveno di Lubiana, uno dei massimi esperti delle monete medioevali slovene. Per il museo nel quale lavora ha curato l’allestimento di diverse mostre storico–archeologiche ed  è autore di una cinquantina di articoli scientifici sul tema della numismatica, coautore di diversi libri sullo stesso tema e curatore di due serie monografiche sulla numismatica antica e precisamente “Die Fundmünze der römischen Zeit in Slowenien e Sylloge Nummorum Graecorum, Slovenia”.

AMIANTO: QUALE MIGLIORAMENTO ? – Venerdi’ 11 marzo, ore 16 -

” Amianto: quale miglioramento?” e’ il titolo dell’incontro in programma venerdi’ 11 marzo. A discutere dello scottante tema  Marco Zullo, componente del Parlamento Europeo; i Professori Claudio e Tommaso Bianchi, dell’ Ospedale San Polo di Monfalcone tra le citta’ piu’ coinvolte nel triste propblema; Marino Valle, consulente peritale; Ilaria Dal Zovo, componente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Moderatore sara’ Lorenzo Lorusso.

Tranne che per l’analisi dei dati tecnici, ambientali, sanitari e e giuridici che sara’ affidata agli esperti, l’obiettivo della riunione è  puntare il dito ancofra una volta sull’inspiegabile ritardo nell’applicare la legge nr. 257/1992 (una legge speciale che ha proibito l’importazione e l’esportazione e l’uso di amianto-eternit in tutto il Paese).

La discussione si concluderà con un dibattito. L’ incontro inizierà alle 16.00 in sala Paolo Alessi del Circolo della stampa di Trieste – corso Italia 13, primo piano.

CULTURA, CINEMA, MULTIMEDIALITA’- L’Assessore regionale Torrenti al Circolo della Stampa di Trieste lunedì 4 aprile.

L’Assessore regionale alla Cultura, Sport e Solidarietà Gianni Torrenti illustrerà le principali riforme attuate nel settore culturale del Friuli Venezia Giulia con i più recenti interventi legislativi e regolamenti di attuazione in un incontro promosso lunedì  ( 4 aprile 2016 ) a Trieste dal Circolo della Stampa. L’iniziativa vuole essere un’occasione per riflettere, a metà mandato, sulle più importanti innovazioni al sistema apportate con la Legge Regionale 16/2014 riguardante le norme in materia di attività culturali, che sostengono i settori dello spettacolo dal vivo, l’attività cinematografica e audiovisiva, le arti figurative, visive, della fotografia e della multimedialità, la divulgazione della cultura umanistica e scientifica, la valorizzazione della memoria storica. Saranno analizzate anche le innovazioni che derivano dalla Legge Regionale 23/2015, concernente le norme in materia di beni culturali, musei, biblioteche e archivi; e che riguardano l’istituzione dell’ERPAC – Ente regionale per il patrimonio culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia prevista dalla Legge 2/2016-.

Nel corso dell’incontro particolare spazio sarà dedicato al settore del cinema e degli audiovisivi, primo ramo ad essere interessato da nuovi regolamenti attuativi, in vigore dal 2016, per progetti triennali, che riguardano gli enti di cultura cinematografica, i festival e i premi, e il sistema regionale delle mediateche. Si tratta di un segmento di particolare rilievo per Trieste, città ricca di storia e tradizione in campo cinematografico, sede di prestigiosi festival e istituzioni culturali e oggi interessata dal cantiere progettuale della Casa del Cinema.

L’incontro si svolgerà lunedì 4 aprile alle 17.30 al Circolo della Stampa di Trieste, Corso Italia n. 13, sala Paolo Alessi.

 

OLTRE L’ISOLA CHE NON C’E’ – presentazione del libro di Silvano Magnellli martedì 12 aprile alle 17.30

“Oltre l’isola che non c’è. A volerci provare”. Questo il titolo del libro di Silvano Magnelli che verrà presentato martedì 12 aprile alle 17.30 al Circolo della Stampa (sala Alessi, primo piano, corso Italia 13). Nella prefazione Fabiana Martini, giornalista e vice sindaco di Trieste, scrive: “A volerla leggere in superficie la realtà è un disastro: non siamo stati capaci di dividere equamente i beni a disposizione e la forbice tra quelli che hanno troppo e quelli che non hanno abbastanza continua ad allargarsi. Non siamo stati capaci di custodire la Terra che ora reclama i maltrattamenti subiti. Né di rispettare le persone, in particolare quelle più fragili. Eppure c’è ancora chi, come l’autore di questo libro, è ancora capace di allargare lo sguardo, di andare oltre, e darsi da fare”.

Nella prima parte del libro Magnelli ci fa compiere un percorso di consapevolezza, con garbata maestria, tra le insidie del narcisismo, della famiglia iperprotettiva, dell’associazionismo autoreferenziale, senza accuse ma con un pizzico di ironia (ed autoironia). E poi indica la via d’uscita, che non può essere che quella dello spendersi in prima persona, “mettendoci la faccia”, a favore di un umanesimo aperto e coraggioso, dove vivere relazioni autentiche.  Un impegno che può stare qui dietro l’angolo, come la Comunità di San Martino al Campo, Calicanto o Televita ma anche in posti lontani e poco noti, quali i Paesi dove si esplica l’azione di Amnesty International. Silvano Magnelli racconta queste esperienze di positività attraverso le voci dei protagonisti, nella seconda parte del suo scritto.

Il libro sarà presentato dalla giornalista Maria Stella Malafronte. Introdurrà il presidente del Circolo della Stampa, Pierluigi Sabatti.

 

PRESENTAZIONE ULTIMO LIBRO DI FABIO ISMAN – martedì 19 aprile ore 17.30

“Andare per le città ideali” è il libro di Fabio Isman che sarà presentato al Circolo della Stampa di Trieste martedì 19 aprile. Ne discuteranno l’autore e il giornalista e critico letterario Roberto Curci. “Andare per le città ideali”, uscito di recente per le edizioni Il Mulino, è un saggio che si legge come un romanzo, una guida a diverse preziosità del nostro patrimonio artistico e urbanistico, una rigorosa ricerca condotta tra decine di testi e testimonianze. Per l’autore, giornalista e scrittore che dopo essersi occupato di politica interna ed estera, ha scelto di dedicarsi all’arte e alla cultura, l’appuntamento di Trieste si profila come una sorta di ritorno, se non a casa, almeno ad  origini di cui si dice particolarmente affezionato. Del resto lo stesso “Andare per le città ideali” prende avvio non lontano da Trieste, ovvero dall’antica Aquileia, centro culturale e religioso sorto nel secondo secolo a.C. sotto Tito Livio come risposta a un’invasione dei Galli, e fa tappa nella vicina Palmanova, la città ideale forse più conosciuta in Italia. Il viaggio in cui ci porta Fabio Isman tocca poi Pienza, Sabbioneta, nella Terra del Sole voluta da Cosimo I de’ Medici in Romagna, quindi si ferma ad Acaia, in provincia di Lecce, a San Leucio, frazione di Caserta, nelle città-operaie Crespi d’Adda e Solvay a Rosignano e in centri urbani «di fondazione» fascista, come Latina e Sabaudia nel Lazio, Arborea e Fertilia in Sardegna.

Ma cosa sono le città ideali, che cosa rappresentano, come rispondono all’utopia e all’idea di perfezione dalla quale prendono origine­? Nell’incontro al Circolo della Stampa di Trieste Fabio Isman e Roberto Curci cercheranno di rispondere anche a queste domande. L’appuntamento è in Corso Italia 13, sala Paolo Alessi, alle 17.30 di martedì 19 aprile.

“INFORMAZIONE MINACCIATA” A TRIESTE – giovedì 21 aprile ore 16

“Informazione minacciata” è il tema dell’incontro che si svolgerà giovedì 21 aprile alle ore 16 al Circolo della Stampa di Trieste – corso Italia 13 – con la giornalista di cronaca giudiziaria di “Repubblica” Federica Angeli e con Alessandro Galimberti, giornalista de “Il Sole 24 Ore” e presidente dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani.

Federica Angeli vive sotto scorta dal 17 luglio 2013, a causa delle minacce di morte subite a Ostia mentre raccoglieva informazioni per il suo giornale sulla criminalità sul litorale. In particolare l’inchiesta riguardava il racket degli stabilimenti balneari.

E nel luglio del 2013 fu testimone oculare di uno scontro a fuoco fra personaggi dello stesso racket e raccontò ai carabinieri quel che aveva visto.

Da allora intimidazioni e minacce si sono fatte sempre più pesanti. In un’occasione fu anche sequestrata per ore nella stanzetta di uno stabilimento balneare da esponenti del clan che la perquisirono e la minacciarono di morte.

Dalle sue denunce e dalle sue inchieste ha preso avvio l’indagine che ha portato all’arresto di 51 persone.

Da allora la sua vita è blindata e dice: “Le persone che mi hanno minacciato circolano liberamente e talvolta le incontro e mi guardano con aria di sfida.  Spero che siano processate e di poter tornare alla libertà. Ma se tornassi   indietro rifarei tutto quello che ho fatto”.

L’incontro del 21 aprile è organizzato dal Circolo della Stampa di Trieste, dall’Assostampa Fvg e dall’Ordine regionale dei giornalisti. Coordina Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo.

 

 

Relazione 2016

Quando mi è stato proposto questo incarico, ho accettato perché sono stato scelto da una larga maggioranza di colleghi, il che mi ha molto confortato e rassicurato per l’attività da svolgere.

Attività diretta soprattutto a migliorare l’informazione nella nostra città.

Ho trovato un consiglio direttivo, composto da persone di vasta esperienza che mi hanno immediatamente dato ampia collaborazione.

Ma prima di soffermarmi sull’attività svolta desidero ringraziare il mio predecessore, Rino Alessi, per il lavoro svolto e desidero ringraziare altresì, con profonda gratitudine, il segretario del Circolo, Gianni Martellozzo.

Continuerò a lavorare  con grande fiducia perché sono sostenuto oltre che dal consiglio direttivo, dall’Ordine e dall’Assostampa, il nostro sindacato, del quale il Circolo è una emanazione.

E poi veglia su di me la presidente onoraria Fulvia Costantinides alla quale dobbiamo una continuità nelle iniziative, con i suoi “mercoledì”, che ha sostenuto il Circolo anche negli anni bui.

Infine permettetemi di dire grazie al collega Roberto Carella, che lascia l’incarico di fiduciario dell’Inpgi, che comporta anche la vice presidenza del Circolo. Carella ha fatto moltissimo per il nostro sodalizio e spero possa ancora confortarci con la sua esperienza e i suoi suggerimenti.

Gli subentra, a norma di statuto, il nuovo fiduciario dell’Inpgi, Alessandro Martegani.

Last but not least voglio ringraziare le nostre impiegate Tosca e Barbara.

I primi mesi di quest’anno sono stati difficili. In particolare per l’emergenza migranti che  l’Europa, intesa come istituzioni europee, non sembra in grado di affrontare. Non c’è una politica comune. Si va in ordine sparso e soprattutto prevalgono gli egoismi nazionali. Come dimostrano le recenti elezioni presidenziali in Austria. Dobbiamo renderci conto che se noi europei non siamo capaci di gestire una situazione sicuramente la subiremo.

Non è questa la sede per approfondire la questione e discutere sulle soluzioni, ma è la sede per auspicare un ruolo attivo dell’informazione. Un ruolo attivo di noi giornalisti nello spiegare il fenomeno, nell’evitare di farci strumentalizzare da esponenti politici che speculano su queste sciagure. E’ difficile, certo. So bene quali sono i meccanismi che regolano la confezione delle notizie nei vari media, però ci sono esempi virtuosi.

E ci sono i punti di riferimento, come la “Carta di Roma” concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta dei migranti approvata il 12 giugno 2008 dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa che avevano condiviso le preoccupazioni dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati circa l’informazione su questi temi. Il documento  impegna ad evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte che possano alimentare atteggiamenti razzistici.

La Carta di Roma, quanto mai attuale, fa parte di quell’insieme di “normative” che i giornalisti stessi hanno varato nel corso degli anni (come la “Carta di Treviso” che riguarda l’infanzia) per regolamentare vari aspetti dell’informazione.

Proprio per trattare l’argomento ”Europa” abbiamo varato insieme all’associazione “Dialoghi Europei” un progetto per approfondire queste tematiche. Ricordo tra gli altri l’incontro del 29 gennaio su “La questione europea e il nuovo atteggiamento italiano” con il professor Paolo Palamiti, docente di politica economica europea, economia internazionale e international business presso l’Università Bocconi e l’ISPI.

Una manifestazione che ha aperto la serie di iniziative fatte insieme con altri enti e associazioni perché, insieme al Direttivo, abbiamo deciso di aprire il Circolo della Stampa alla più ampia collaborazione con le realtà culturali cittadine.

Ecco le altre manifestazioni varate con questo principio-guida

21 gennaio

 

“Ogm. Tutele alimentari e aggressione alla salute non possono convivere. Come difendersi dai pericoli del Ttip sul versante dell’ alimentazione e della nutrizione”

Nicoletta Dentico giornalista, già direttrice di Medici senza frontiere, consigliera di Banca Popolare Etica, Gianni Tamino professore di Biologia all’università di Padova, già europarlamentare della Lista Verde, Adriano Cattaneo medico epidemiologo,  presidente dell’Oigs (Osservatorio Italiano sulla Salute Globale)

 

4 febbraio

Presentazione del volume “Un teatro per la città – Breve storia del teatro sloveno di Trieste dal 1850 al 2000” di Bogomila Kravos conversazione con l’autrice a cura di Sabrina Morena

(in collaborazione con Gruppo 85 e lo Slovenski Klub)

5 febbraio

 

Presentazione libro fotografico “Leica e le altre” di Ugo Borsatti

svolto dal giornalista Claudio Erné insieme all’autore

 

8 febbraio

 

Proiezione del film “Piran–Pirano” per celebrare il “Giorno del ricordo”. Pellicola del regista lubianese Goran Vojnović che affronta il dramma dell’Istria nell’immediato dopoguerra.

(in collaborazione con il Circolo Istria)

 

16 febbraio

 

Presentazione del volume “Sfascismo costituzionale. Come uscire vivi da un azzardo politico temerario. Una proposta liberale” di Giulio Ercolessi – sulla riforma costituzionale di Renzi

(con il prof. Mauro Barberis, l’avv. Andrea Bitetto e, con un messaggio video registrato, il prefatore Sir Graham Watson).

 

25 febbraio

 

“Siamo tutti corrotti? Le radici istituzionali della corruzione sistemica in Italia”

Relatore il prof. Alberto Vannucci, Presidente nazionale di Libertà e Giustizia

 

10 marzo

Medaglia Grande Guerra – coniata dall’associazione numismatica slovena “J.V. Valvasor” di Trieste

(Intervenuti: Andrej Štekar - il presidente del Valvasor, Vasja Klavora - per 40 anni medico chirurgo all’ospedale di Nova Gorica, autore di diversi libri tra i quali ben cinque riguardano proprio il fronte dell’Isonzo, l’archeologo Andrej Šemrov, direttore del Gabinetto numismatico del Museo nazionale sloveno di Lubiana).


11 marzo

 

“Amianto: quale miglioramento?”

(Intervenuti Marco Zullo, membro del Parlamento Europeo; i professori Claudio e Tommaso Bianchi, Ospedale San Polo di Monfalcone; il professor Marino Valle, consulente peritale; Ilaria Dal Zovo, consigliere regionale e
Lorenzo Lorusso, moderatore dell’incontro)

4 aprile

“Incontro con l’assessore regionale alla Cultura, Sport e Solidarietà Gianni Torrenti”

12 aprile

 

Presentazione del libro “Oltre l’isola che non c’è. A volerci provare” di Silvano Magnelli

(con Maria Stella Malafronte e l’Autore)

19 aprile

 

Presentazione libro ”Andare per le città ideali” di Fabio Isman - una guida a diverse preziosità del nostro patrimonio artistico e urbanistico (con l’autore e il giornalista e critico letterario Roberto Curci)

 

21 aprile

 

Incontro “Informazione minacciata” con la giornalista di cronaca giudiziaria di “Repubblica” Federica Angeli e con Alessandro Galimberti, giornalista de “Il Sole 24 Ore” e presidente dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani.

(in collaborazione con l’Associazione della stampa e Ordine dei giornalisti)

 

28 aprile

 

Presentazione della ”video-monografia dedicata alla pittrice Serena Zors Breuer” (presentata dall’arch. Marianna Accerboni, curatrice della pubblicazione)

 

6 maggio

 

Presentazione del libro “Dalla Jugoslavia alle Repubbliche indipendenti - Cronaca postuma di un’utopia assassinata e delle guerre fratricide” di Bruno Maran

 

12 maggio

Incontro dedicato al romanzo “Fughe incrociate” uscito nel 1990.

Con Sanja Roić, critico letterario, Peter Verč, giornalista, e Patrizia Vascotto, moderatrice.

Realizzato insieme al Gruppo 85 nell’ambito del Forum Tomizza. Segnalo in proposito l’incontro su “Libri Migranti” che si terrà il 31 maggio.

 

16 maggio

 

Presentazione libro “L’anima del Fuhrer” di Dario Fertilio, giornalista del Corriere della Sera e direttore del “Dalmata”

(Con Rosanna Turcinovich Giuricin, giornalista e scrittrice presente l’Autore)

 

24 maggio

 

“La Grande Guerra vista dai pittori”, presentazione di dipinti di artisti europei sul tema del conflitto, a cura di Paola Schulze

 

26 maggio

 

Presentazione del librop “Mutti, Angela Merkel spiegata agli italiani” di Michael Braun e di “La Germania: il problema d’Europa” di Gabriele Pastrello.

 

Ricorderò infine due manifestazione realizzate fuori dalle mura del Circolo: e l’incontro con i candidati sindaco Roberto Cosolini, Iztok Furlanic, Paolo Menis, Alessia Rosolen. Doveva intervenire anche

Roberto Dipiazza, che all’ultimo momento ha inviato una mail. Io ho proposto di leggerla ma il pubblico ha rifiutato.

Incontro organizzato al Savoia Excelsior il 27 aprile scorso insieme a Dialoghi Europei. Sala piena.

E la celebrazione dei quarant’anni della Contrada, fatta al teatro Bobbio, protagonista Ariella Reggio. In collaborazione con la compagnia stessa. Ottima affluenza di pubblico

 

E altre iniziative sono in cantiere. E, se non ci rivolgerete delle critiche, vorremmo continuare su questa strada perché, come avete visto dai titoli e verificato da chi ha partecipato, si tratta di argomenti che arricchiscono l’informazione che vogliamo dare ai triestini.

 

Tornando all’organizzazione del Circolo ci troviamo ad affrontare un’emergenza. Per ragioni personali, la segretaria della nostra associazione Viviana Valente ha dato le dimissioni. Io la ringrazio per l’attività svolta con entusiasmo e impegno.

Propongo al suo posto di chiamare il collega e socio Livio Missio.

Ma dobbiamo rispettare lo statuto e in primo luogo dobbiamo accoglierlo nel consiglio e quindi potrà occuparsi della segreteria.

Missio non è con noi oggi perché è stato coinvolto all’utimo momento, e aveva impegni improrogabili. Del resto le dimissioni di Viviana Valente sono arrivate soltanto un paio di giorni fa e quindi ho dovuto agire con immediatezza. Missio ha dato la sua disponibilità a lavorare con noi a partire da settembre.

GIOV. 20-10 – “PENSIERI DISPETINAI” DI GRAZIELLA SEMACCHI GLIUBICH

“Pensieri dispetinai” silloge di poesie in dialetto di Graziella Semacchi Gliubich viene presentato il 20 ottobre alle 17.30 nella sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa di corso Italia 13.

Appena uscito per le Edizioni Ibiskos di Antonietta Risolo, è l’ottavo titolo di poesie che la poetessa firma, oltre alle tre pubblicazioni antologiche che condivide con ‘colleghe’  triestine.  

Pubblicista e autrice di libri di storia locale, di ricette, di leggende e di biografie, nel maggio di quest’anno le è stata assegnata la Medaglia di Bronzo del Comune di Trieste per la sua multiforme attività nel campo culturale. Inoltre la facoltà di lettere dell’Università di Rosario in Argentina sta pubblicando la traduzione in spagnolo di ”Dimenticare gli alisei”, liriche in lingua italiana e in dialetto triestino, per il progetto “Polifonia de Mujeres”, collana internazionale di poetesse contemporanee.

Dopo la prolusione del presidente del Circolo, Pierluigi Sabatti, prenderanno la parola Antonietta Risolo della Ibiskos e Alberto Godas, financial planner di Banca Generali, sponsor del libro. Maria Stella Malafronte, giornalista, converserà con l’autrice che leggerà alcune poesie.

Gradito anche l’intervento di Giorgio Baroni, professore emerito della Cattolica di Milano, autore del saggetto introduttivo “El dolze de la vita” dal quale citiamo: “E’ ancora il tempo, come e forse più che in altre precedenti raccolte, a dominare questi Pensieri dispetinai, esplicitamente presente in quasi tutte le liriche, sin dall’apertura, con quella sequenza d’avverbi “ieri”, “ogi”, “doman”, punto d’arrivo d’un disordinato galoppare di pensieri.”

REFERENDUM COSTITUZIONALE

Venerdì 18 novembre, alle 18, primo incontro sul referendum costituzionale al Circolo della Stampa (corso Italia 13): sul tema “Le ragioni del No le ragioni del Sì”. Invitati dal Comitato difesa Costituzione di Trieste, interverranno l’onorevole Felice Casson, vice presidente commissione Giustizia del Senato, contrario alla riforma, e il consigliere regionale Franco Codega, che sosterrà invece le ragioni per votare positivamente al referendum, modera Pierluigi Sabatti presidente del Circolo della Stampa.

Seguirà il 22 novembre alle ore 18 l’incontro con Pietro Faraguna ricercatore in istituzioni di diritto pubblico alla Luiss Guido Carli (Roma) che motiverà le ragioni del Sì per il Comitato cittadino che sostiene il Sì al referendum. Coordinerà il segretario del Circolo della Stampa, Livio Missio.

Infine, il primo dicembre, sempre alle 18, il magistrato dottor Aldo Mantovano, illlustrerà le ragioni del No in rappresentanza del Movimento cristiano lavoratori e di altre associazioni che sono contrarie alla riforma. Coordinerà il segretario del Circolo della Stampa, Livio Missio.

L’UNESCO E IL CASO DELLA SPIANATA DELLE MOSCHEE – mercoledì 23 novembre ore 17.30

L’Unesco ha recentemente approvato una risoluzione che di fatto minimizza il rapporto fra gli ebrei e il principale complesso religioso di Gerusalemme, la “Spianata delle moschee”, considerato sacro sia dai musulmani sia dagli ebrei che in tutto il documento viene chiamato esclusivamente col suo nome islamico, “Al Ḥaram Al Sharif”. Non è la prima volta che l’Unesco approva risoluzioni simili, a sfavore di Israele: è già successo nel 2010, nel 2015 e ancora nei primi mesi di quest’anno. Per capire meglio la vicenda il Circolo della Stampa e l’Associazione Italia-Israele organizzano un incontro mercoledì, 23 novembre, alle 17.30, nella sala Paolo Alessi di corso Italia 13 (primo piano). Parlerà il professor Franco Crevatin sul tema “Il Monte del Tempio”, interverrà Massimiliano Donninelli, presidente associazione Italia-Israele di Trieste, coordinerà il giornalista  Livio Missio, segretario del Circolo della Stampa. Franco Crevatin  per oltre 30 anni ha svolto ricerche archeologiche in Africa (Somalia, Etiopia, Costa d’Avorio) e ha insegnato Etnolinguistica, antropologia sociale, linguistica culturale ed egittologia all’Università di Trieste. E’ autore di saggi e articoli specialistici in riviste nazionali e internazionali.

LUN. 12-12 – TITO E I SUOI COMPAGNI – PRESENTAZIONE LIBRO DI JOZE PIRJEVEC

Il libro dello storico triestino Jože Pirjevec dedicato al maresciallo Tito sarà presentato lunedì 12 dicembre alle 18.15 nella sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa (corso Italia13, primo piano) a cura del Circolo stesso e della Sezione di storia ed etnografia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi.

Ne parleranno con l’autore gli storici Štefan Čok e Gorazd Bajc, della Biblioteca nazionale slovena. L’incontro verrà introdotto dal presidente del Circolo della Stampa, Pierluigi Sabatti.

Si tratta dell’“unica biografia di Tito e del suo apparato di potere: una monumentale opera di ricerca storica e un racconto incalzante nel cuore di tenebra del Novecento.”

Jože Pirjevec nel corso della sua cinquantennale carriera ha affrontato i rapporti fra Italia e Slavi meridionali nel 19° secolo, la storia russa nella seconda metà del 19° secolo e la storia della Jugoslavia e delle nostre terre. Il suo libro “Tito in tovariši” ha avuto uno straordinario successo in Slovenia ed è già stato tradotto in croato, serbo (con un’edizione specifica per il Montenegro), tedesco, francese, polacco, inglese e macedone. In Italia è edito da Einaudi, che ha già pubblicato in passato Le guerre jugoslave e Foibe.

Štefan Čok ha ottenuto la laurea triennale e magistrale in Storia della Società e della Cultura contemporanea all’Università di Trieste, ottenendo poi il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Europa e del Mediterraneo alla Facoltà di Studi Umanistici dell’Università del Litorale. Dal 2015 collabora con la Sezione Storia ed Etnografia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste.

Gorazd Bajc, si occupa della storia dei Servizi Segreti e delle relazioni internazionali. Come professore associato insegna Storia europea contemporanea e Storia dei Balcani dopo il 1914 all’Università di Maribor e svolge ricerche nella Sezione storia e etnografia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste, l’istituto Zavod za humanistiko Inštituta Nova Revija a Lubiana e l’Irris di Capodistria.

MERC. 18-1 – I PROVERBI GRECI: STUDI DI TINO SANGIGLIO

Dopo la pausa natalizia riprende l’attività del Circolo della stampa il quale organizza insieme all’associazione Trieste-Grecia “Giorgio Costantinides” una conferenza dedicata a “Tino Sangiglio e la tradizione paremiografica greca”. Parlerà la professoressa Livia de Savorgnani Zanmarchi. Appuntamento mercoledì prossimo, 18 gennaio, alle 17, nella sala Paolo Alessi del Circolo in corso Italia 13, secondo piano. La paremiografia è l’attività letteraria tesa alla raccolta di proverbi. Tino Sangiglio,  docente dell’Università di Trieste, scomparso otto anni orsono, uno dei più eminenti neogrecisti a livello europeo, ha studiato in modo approfondito il tema dei proverbi greci, usanza popolare che si perde nella notte dei tempi. Tracce di essi si ritrovano già in Omero. Non solo i Greci ne fecero ampio uso nella quotidianità ma formule proverbiali scandiscono poemi lirici, bucolici, elegiaci, drammatici, comici del periodo arcaico e classico. La paremiologia fu oggetto di studi particolari da parte di Aristotele che riconobbe in essa “il tesoro della sapienza antica”. I proverbi, dunque, costituiscono lo specchio della storia di un popolo, delle sue abitudini, tradizioni, usi e credenze; sono il riflesso della sua quotidianità.

 

 

MART. 24-01 – IL GIORNO DELLA MEMORIA

Il Giorno della Memoria sarà ricordato al Circolo della Stampa martedì 24 gennaio, alle 17.30 con la proiezione nella sala Paolo Alessi (corso Italia 13, primo piano) del film “Ritorno a casa, Pescantina 1945 dalla deportazione all’accoglienza” di Dario Dalla Mura e Elena Peloso. Sulla via del Brennero, nei pressi di Verona,  a Balconi di Pescantina c’è un cartello che indica un  Monumento agli internati. Lo si trova, con un po’ di fatica, vicino alla stazione ferroviaria oggi dismessa. Il monumento consiste in una cancellata e tante mani che si protendono. Accanto c’è un carro ferroviario chiuso con dentro un piccolo museo. Tutto un po’ abbandonato. Ogni anno in settembre si raduna un gruppo sempre più esiguo di persone, per lo più di Pescantina, per ricordare la storia di questo campo di soccorso sorto alla fine della guerra e poi divenuto sempre più frequentato durante l’estate del 45 e per tutto il 46. Vi arrivarono dalla Germania soprattutto gli internati militari, ma anche gli ex deportati civili e i pochissimi ebrei ritornati come Primo Levi che lo nomina ne “La tregua” o  Liliana Segre che ne parla nelle memorie di deportata. Il centro di soccorso nacque per il moto spontaneo della popolazione di Pescantina. Protagoniste le donne che, come avevano dato conforto e aiuti per quanto possibile ai prigionieri nei vagoni bestiame diretti in Germania, così diedero accoglienza ai prigionieri che tornavano in Italia alla fine della guerra. Un episodio poco conosciuto che Dario Dalla Mura e Elena Peloso, documentaristi e ricercatori storici nel campo della memoria, hanno riportato alla luce. Gli autori, che hanno fondato l’Associazione no-profit Memoria Immagine per realizzare le loro opere, hanno realizzato sul tema della Shoah i film: “Testimonianza di Vera Jarach”, “Bianca e Lucia – Due ragazze ebree scampate all’inferno”, presentato a Trieste. Coordinerà l’incontro Pierluigi Sabatti.

 

 

 

VEN. 27-01 – SIRIA E IRAQ: LA TRAGEDIA VISSUTA DA VICINO

Venerdì, 27 gennaio 2017 – ore 17.30, Sala Alessi del Circolo della Stampa Trieste, Corso Italia 13

in collaborazione con Dialoghi Europei

 Siria e Iraq: la tragedia vissuta da vicino

 Relatore: Marzio Babille – Collaboratore del Ministero Affari Esteri già UNICEF Representative in Iraq

Introduce: Pierluigi Sabatti, Presidente del Circolo della Stampa

Coordina: Giorgio Rossetti, Presidente di Dialoghi Europei

Il relatore: rappresentante dell’Unicef a Bagdad per oltre 4 anni, Marzio Babille, è stato a capo della task force umanitaria che si occupava in particolare della sorte dei minori. Concluso l’ultratrentennale impegno con l’Unicef, Babille è stato chiamato dal Ministero Affari Esteri a collaborare proprio per la sua esperienza e la sua conoscenza dell’Iraq (dove ha tuttora la sua base operativa) e della Siria. Laurea in medicina, Babille è triestino, ed è stato insignito del San Giusto d’oro nel 2006 proprio per il suo impegno in Medio Oriente e soprattutto in Iraq, dove è diventato un punto di riferimento per molti, ed è considerato interlocutore privilegiato delle autorità curde e irachene, ma anche dei Peshmerga, delle autorità civili e religiose e della gente.

L’attualità del tema.

I governi di Russia, Iran e Turchia, dopo gli accordi presi a Mosca lo scorso dicembre 2016, si rivedono il 23 gennaio ad Astana, la capitale khazaka, per riavviare il negoziato fra le parti siriane. Forse al posto del processo di Vienna nascerà un processo di Astana. Il vertice e le sue possibilità di successo si basano su una novità: la Turchia ha cambiato politica e priorità. Assad cessa di essere il nemico numero uno e la lotta, gomito a gomito con Russia e Iran, si concentra contro il ‘terrorismo’ jihadista e salafita – in qualche misura assieme al regime. Perciò Ankara non chiede più che Assad esca pregiudizialmente di scena. In cambio dai suoi nuovi alleati si aspetta un deciso contenimento delle ambizioni dei curdi siriani, la fine della Federazione del Nord della Siria e, dietro tutto questo, una sua influenza a nord di Aleppo, nella zona dell’attuale operazione ‘Scudo dell’Eufrate’.

Ma esistono le condizioni perché il vertice di Astana abbia successo? Due nodi potrebbero non sciogliersi: la metabolizzazione di Assad da parte delle opposizioni siriane non jihadiste e dei loro patroni nel Golfo; l’accettazione da parte dell’Iran degli obiettivi di Ankara, in particolare l’influenza che si propone di poter esercitare non solo verso Aleppo ma anche verso Mosul.”

Queste righe aprono la nota firmata da Roberto Aliboni, apparsa sulla rivista on-line Affarinternazionali del 20 gennaio scorso. Roberto Aliboni è attualmente consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali, di cui è stato direttore generale e vice presidente. Il 16 maggio del 2016 è stato ospite di Dialoghi europei

LA GRANDE GUERRA

Il Circolo della stampa avvia una serie di incontri su argomenti legati alla Grande guerra. Il primo, dal titolo, “1914-18, dispacci da Trieste”, si terrà venerdì 3 febbraio alle 17.30 e avrà quale relatore il professor Stefan Wedrac, storico presso l’Accademia delle Scienze a Vienna. Si parlerà dello sguardo della capitale sulla “città fedelissima”, che era formalmente il motivo dell’entrata in guerra del Regno d’Italia contro l’Impero d’Austria. All’inizio delle ostilità il Comune, dove erano in maggioranza i liberalnazionali di orientamento irredentista, era stato sciolto, ed era stato insediato quale commissario il conte Hans Krekich-Strassoldo. I rapporti sulla nostra città, che periodicamente l’alto funzionario inviava a Vienna, saranno il punto di partenza per riflettere sulla percezione che nella capitale imperiale si ebbe degli umori e dei moti triestini, delle misure conseguentemente adottate attraverso il commissario e la Luogotenenza, dei problemi della città in guerra e della finis Austriae nel Litorale.

Nelle settimane successive seguiranno altre iniziative: due incontri con il professor Francesco Leoncini dell’Università di Venezia, il primo, il 23 febbraio, sarà dedicato alla “Legione cecoslovacca”. Si tratta di disertori dell’esercito austroungarico e prigionieri di guerra che si aggregarono all’esercito italiano, con il beneplacito governativo, grazie all’opera organizzatrice di Milan Rastislav Štefánik, politico slovacco, uno degli artefici – sul piano sia militare sia diplomatico – della Cecoslovacchia indipendente nel 1918, che era  giunto in Italia all’inizio del 1916.

Il secondo incontro sarà incentrato sul “Patto di Roma“, il documento varato dal Congresso delle nazionalità oppresse dall’Impero austro-ungarico soggette agli Asburgo svoltasi nella capitale italiana nel 1918. La conseguente  dichiarazione (appunto il Patto) per l’abbattimento della Monarchia danubiana e per  un’intesa italo–jugoslava, costituiscono l’atto di nascita di quella che sarebbe stata la Nuova Europa. Questo passaggio venne rimosso al momento delle trattative di pace, travolto dalla pretestuosa invenzione della “vittoria mutilata”, ed è stato a lungo trascurato dalla storiografia.

Seguirà, a data da destinarsi, l’incontro della professoressa Paola Schulze, dell’università di Trieste, su “Pittura e poesia nella prima guerra mondiale”. Concluderà il ciclo una conversazione con letture dal titolo “L’orfana di Trieste. A parlare dell’omonimo libro di Carolina Invernizio (della quale nel 2017 ricorrono i cent’anni dalla morte) sarà Luciano Santin. Il romanzo, scritto d’amblé, nel 1915 dalla prolificissima autrice di feuilleton, è finalizzato alla propaganda bellica: descrive una Trieste immaginaria e improbabile, in cui agisce Teresa Prandi, sorta di Mata Hari irredentista, che fugge poi in Italia per andare a combattere nelle file grigioverdi fingendosi uomo.

 

 

 

VEN. 10-2 – IL GIORNO DEL RICORDO AL FEMMINILE

Predrag Matvejevic, lo scrittore croato recentemente scomparso, in un’intervista affermò che avrebbe preferito che si ricordassero  “I giorni del ricordo” invece del “Giorno del ricordo” perché sono stati tanti gli esodi nel nostro Continente durante il XX secolo. Lo disse perché anche lui conobbe l’esilio. Per sua fortuna non così duro e drammatico come accadde ai giuliano-dalmati, però provò sulla sua pelle che cosa significasse dover lasciare il proprio Paese.

Per questo motivo il Circolo della stampa venerdì 10 febbraio, alle 17.30 in sala Paolo Alessi (corso Italia 13, primo piano), vuole ricordare il “Giorno del ricordo” mettendo a confronto le esperienze di due donne che, bambine, dovettero lasciare la propria città. Sono Silvia Zetto Cassano, scrittrice, esule da Capodistria per Trieste e Devana Jovan Lacovich, giornalista e interprete, che con la famiglia lasciò Trieste per vivere a Capodistria.

La prima è autrice del libro “Foresti” in cui viene raccontato il drammatico ’900 istriano. Il libro è una saga di cinque generazioni, narrata al femminile, giocata su flash back e scarti laterali. Silvia Zetto Cassano ha voluto addentrarsi nel groviglio di ricordi, scoprendo che in Istria molti  sono stati o si sono sentiti  per periodi più o meno lunghi, dei foresti, come è capitato a lei, dopo l’esodo, a Santa Croce dove ha vissuto per dieci anni.

La seconda è stata per lunghi anni voce significativa nei programmi italiani di Radio Capodistria e successivamente artefice e collaboratrice dell’edizione istriana del Piccolo, avviata nel 1992, oltre che interprete.

MERC. 15-02 – IL MONASTERO DI MOSE’

Si parlerà del “Monastero greco ortodosso di Santa Caterina del Sinai, crocevia di religioni monoteistiche” mercoledì 15 febbraio, alle ore 17 nella sala Paolo Alessi (corso Italia 13) del Circolo della stampa che organizza l’incontro con l’associazione Trieste – Grecia. Protagonista la dottoressa Selma Nanic Jory, nutrizionista e ricercatrice in Salute pubblica,  che presenterà, con il supporto di immagini, la storia di questo antico e importante luogo di fede.

Il monastero greco ortodosso di Santa Caterina (VI secolo) è un sito assolutamente straordinario. Costruito dall’imperatore Giustiniano per racchiudere in sé il roveto ardente,  dove, secondo la tradizione, Mosè ricevette da Dio i dieci Comandamenti, conserva le spoglie di Santa Caterina d’Alessandria, martire tra le più venerate della Chiesa Greco Orientale. Dichiarato nel 2002 patrimonio dell’umanità dall’Unesco, custodisce una ricca biblioteca con antichi manoscritti bizantini ed una collezione di icone unica al mondo.

Il monastero è situato alle pendici del monte Sinai (Horeb) nel territorio protetto del Parco nazionale di Santa Caterina, dove i monaci ortodossi vivono in pace con la comunità della tribù beduina Jabaleyya che da 1600 anni offre i suoi cammelli per la traversata dal Cairo al Sinai.  

Selma Nanic, cittadina americana, nata a Sarajevo, ha trascorso due anni nel villaggio di Santa Caterina durante i quali ha svolto un’approfondita ricerca scientifica sulla nutrizione dei figli delle famiglie beduine, oggetto della sua tesi con cui ha conseguito il master in “Scienza della salute pubblica e nutrizione” alla prestigiosa London School of Hygiene and Tropical Medicine. Durante il suo soggiorno ha avuto l’opportunità di conoscere e frequentare  il monastero  ed i suoi abitanti.

 

 

GIOV 16-2 A TRIESTE FIENGO, CESCHIA E GIULIETTI

Giovedì alle 17.30, al Circolo della stampa di Trieste, si terrà l’incontro “Dal Corriere della Sera ai social: quale informazione? Rischi e prospettive dell’editoria in Italia”, organizzato da Assostampa Fvg, Ordine regionale dei giornalisti e Circolo della stampa di Trieste. Partecipano Raffaele Fiengo, Luciano Ceschia (già segretario generale della Fnsi, già direttore del “Piccolo” e autore de “Il gatto rosso. Tasi picio, te prego” (Mgs Press, pagine 128, 12,50 euro) e Beppe Giulietti, presidente della Fnsi. Coordina Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo. Fiengo, storico sindacalista del Corriere e docente universitario, presenterà il suo libro “Il cuore del potere”. Dalle “interferenze” – per restare all’eufemismo – della P2 a quelle più sottili del marketing. Con tutto quello che c’è stato prima e ci sarà dopo. È la storia recente del Corriere, raccontata con gli occhi – e la memoria – di Raffaele Fiengo, che per tanti anni ne è stato giornalista e sindacalista. Sempre dalla parte della redazione e dunque dei lettori, dell’indipendenza della testata, dell’autonomia dai poteri forti e meno forti. Un lungo lavoro di ricerca ha prodotto “Il cuore del potere” (pagg. 393, euro 19, edizioni Chiare Lettere). Sorta di biografia “non autorizzata” dei decenni recenti del Corriere della Sera, fondato nel 1876.

 

 

 

MART. 21-2 – FRAGIACOMO, MUSICISTA DI CONFINE

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Martedì 21 febbraio alle 17.30 nella Sala Alessi del Circolo della Stampa (Corso Italia 13) andrà in scena un originale e personalissimo recital del musicista triestino di origine istriana Mario Fragiacomo (trombettista, flicornista e compositore) tratto dal libro “Quella tromba di latta del confine orientale italiano” (Luglio Editore). Voce recitante Maria Teresa Celani, introduzione di Liliana Bamboschek. Il volume scritto da Luigi Maria Guicciardi con prefazione di Giorgio Gaslini contiene un Cd antologico con venti brani dell’autore selezionati fra i più rappresentativi della sua produzione discografica. Fragiacomo si è messo in luce, fin dagli anni ’70 prima a Trieste e poi a Milano, identificandosi come una delle voci più impegnate sul versante del sincretismo tra jazz, musica accademica e tradizioni popolari dell’Est Europa anche grazie alla collaborazione con prestigiosi artisti (tra cui Markus Stockhausen, Moni Ovadia, Fulvio Tomizza, Daniele Abbado, Bruno Chersicla, Abdulah Sidran solo per citarne alcuni). Ha rielaborato in chiave jazzistica sia il mondo della musica Klezmer sia  quello più ampio della Mitteleuropa, luogo culturale posto al crocevia tra Oriente e Occidente, con particolare riferimento alle sue origini istrovenete, ritagliandosi uno spazio originale nell’odierno panorama musicale. Il libro narra l’esperienza umana e artistica di Fragiacomo, una storia personale “dal confine orientale d’Italia” che va inevitabilmente a intrecciarsi con la drammatica esperienza delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate strappate dalla propria terra dopo la seconda guerra mondiale. Egli è uno degli ultimi testimoni viventi che da oltre un decennio si prodiga col suo gruppo Mitteleuropa Ensemble per divulgare con la musica e la letteratura la storia del grande esodo istriano, narra vicende vissute sopra la propria pelle, ripercorrendole non con gli occhi dello storico ma con quelli dell’artista capace di fondere insieme musica e poesia. Significativi, a questo proposito, sono i titoli dei suoi album più noti: “Trieste, ieri un secolo fa”, “Mitteleuropa”,  “Latitudine Est”, “Balkan Project”.

MERC. 22-2 – L’AMOUR FOU DI UN MATEMATICO TRIESTINO

Mercoledì 22 febbraio 2017, alle ore 17.30, al Circolo della stampa (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13) Pierluigi Sabatti e Fulvio Senardi dialogheranno con Giuseppe O. Longo, autore del romanzo La gerarchia di Ackermann (Jouvence, Milano 2016).

Fra le stregate geometrie spaziotemporali che congiungono Trieste e Budapest, l’Europa e il Mondo, scorre un fiume impetuoso di ricordi che sgorgano dai sedimenti limacciosi del tempo: un enigmatico plico giunto dall’Ungheria fa tornare alla mente del matematico triestino Guido Marenzi una storia d’amore e di follia che ha vissuto a Budapest vent’anni prima e dalla quale è uscito spezzato. Imprigionato tra la morsa dell’eros e quella del destino, accompagnato da personaggi elusivi, dalla musica greve del Castello di Barbablù e dal pensiero ossessivo della morte, Guido ripercorre quella lontana vicenda durante le ventiquattr’ore di una giornata estiva, e dal lavorio della memoria emerge trasformato. Sul finire del giorno, si sente pervaso da una mitigata speranza: liberandosi dal groviglio di esaltazione e di dolore che l’ha rinchiuso, vede comparire un mondo diverso, più dolce e placato.

Ciascuno dei dieci capitoli del romanzo ha una fisionomia propria, che si traduce nella lingua, nella struttura e nel punto di vista della narrazione. Numerose sono le ramificazioni del racconto, che fanno del libro una sorta di ipertesto seducente e fascinoso. Il lettore rimane avvinto e talora smarrito di fronte alla vastità di quest’opera e alla magia della scrittura.

 

 

GIOV. 23-2 – LA LEGIONE CECO-SLOVACCA

Un capitolo a lungo trascurato dalla storiografia italiana sulla Grande Guerra sarà raccontato dal professor Francesco Leoncini, già docente di Storia dei Paesi Slavi a ca’ Foscari. Si tratta della costituzione di un “Esercito Czeco-Slovaco unico ed autonomo posto dal punto di vista nazionale, politico, giuridico, sotto l’autorità del Consiglio Nazionale dei Paesi Czeco- Slovachi” di Parigi. Se ne parlerà giovedì 23 febbraio al Circolo della stampa (17.30 sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano). E’ il secondo incontro promosso dal Circolo sul tema della prima guerra mondiale. Passata in sordina alla fine del conflitto, sovrastato dalla rinnovata ostilità nei confronti degli jugoslavi e dalla pretestuosa invenzione della “vittoria mutilata”, la costituzione della legione cecoslovacca rappresenta il risultato più rilevante della svolta nella politica estera italiana a favore della dissoluzione della Monarchia asburgica e per il riconoscimento dell’indipendenza delle nazionalità che avrebbero dato vita agli Stati della Nuova Europa. In tal modo riprende vigore quel filone liberal-democratico volto a un’alleanza strategica con i movimenti di rinascita nazionale dell’Europa centrale quale era stata prefigurata nel corso del Risorgimento da Giuseppe Mazzini. La vicenda è trattata nel volume “Il Patto di Roma e la legione ceco-slovacca”, curato da Leoncini ed edito da Kellermann, in cui trova ampio spazio un passaggio decisivo della storia dei cechi e degli slovacchi che vede come protagonista, in campo diplomatico e militare, lo slovacco Milan Rastislav Štefánik, personalità poliedrica, astronomo ed aviatore, naturalizzato francese ma particolarmente legato all’Italia.

 

 

VEN. 24-2 – MIGRAZIONI FORZATE OGGI: COME AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO

Il massiccio arrivo di immigrati in Europa è il tema cruciale con il quale devono misurarsi le democrazie del continente, in particolare l’Italia, la nazione in prima linea, che, più di altre si trova ad affrontare un flusso crescente di arrivi, anche se siamo ben lontani dalla diffusa “sindrome da invasione” che spesso monopolizza il dibattito politico.

Come viene affrontato questo flusso, quali sono le politiche messe in campo nell’Unione Europea, in Italia ed a livello locale? Quale la situazione a Trieste? E ancora: che cos’è il piano nazionale di distribuzione territoriale? Come dovrebbe funzionare e perché ciò è accaduto solo in parte?

Questi ed altri sono gli argomenti dell’incontro organizzato dal Circolo della stampa, che si terrà venerdì 24 febbraio alle 16 in sala Paolo Alessi (corso Italia 13, primo piano) con Anna Paola Porzio, prefetto di Trieste nonché Commissario del governo per il Friuli Venezia Giulia, e Gianfranco Schiavone presidente dell’Ics (Consorzio italiano di solidarietà) nonché vicepresidente dell’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione).

Obbiettivo dell’iniziativa è innanzitutto fornire un’analisi documentata della situazione europea, nazionale e locale, basata su una puntuale esposizione  della situazione, reale, al di là di slogans e proclami, pur nella consapevolezza della gravità della questione e delle resistenze dei territori alle politiche di accoglienza.

Il Circolo della stampa organizzerà successivamente  incontri anche con altre realtà, istituzionali e non, per avere un quadro il più possibile ampio e articolato  delle posizioni sul tema delle migrazioni.

 

MERC. 1-3 – IL LATO OSCURO DEL PIACERE

Qual è il lato oscuro del piacere? Se ne  parlerà mercoledì primo marzo alle ore 17 al Circolo della stampa (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano). Protagonista lo psichiatra, professor Maurizio De Vanna.

Il piacere ci attrae, ci stravolge, a volte diventa una vera e propria ossessione. Ma il piacere è da considerarsi un optional o una necessità biologica? Secondo la teoria dell’evoluzione il piacere è una delle più importanti forze motivazionali del comportamento, poiché è finalizzato al migliore adattamento possibile all’ambiente, in quanto fornisce l’incentivo a ricercare la soddisfazione dei bisogni, da quelli primordiali come la fame, la sete, il sesso, il riposo, il riparo, a quelli di livello superiore come i bisogni di sicurezza, di protezione, di tranquillità, di appartenenza al gruppo.

La soddisfazione dei bisogni essenziali per la sopravvivenza dell’individuo e della specie è quindi  intimamente legata al piacere e la gratificazione naturale che ne deriva  innesca una complessa sequenza di risposte comportamentali sempre rivolte a prolungare il contatto con gli stimoli gratificanti o appetitivi e ad evitare gli stimoli avversivi dotati di caratteristiche spiacevoli o dolorose.

Sorprendentemente i meccanismi neurobiologici del piacere provato dall’appagamento degli stimoli naturali sono gli stessi che entrano in gioco nelle forme di dipendenza da stimoli chimici o comportamentali, come il consumo delle droghe e come quello derivante da attività lecite o illecite come il gioco d’azzardo, l’uso abnorme del computer, lo shopping patologico, e altri.

 

VEN. 3-3 – VIAGGIO PITTORESCO IN ISTRIA E DALMAZIA

Venerdì 3 marzo, alle ore 17.30 nella sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa in Corso Italia 13, sarà illustrato il suggestivo volume “Viaggio pittoresco e storico nell’Istria e nella Dalmazia” di Joseph Lavallée. Ne parlerà il professor Antonio Trampus, ordinario di Storia Moderna all’Università di Venezia. Coordinerà il giornalista Luciano Santin, consigliere del Circolo. Si tratta della prima edizione in lingua italiana dello storico volume, realizzata dalla Libreria Editrice Internazionale Italo Svevo. Il volume, tirato in sole 300 copie, dotato di oltre 70 superbe acquaforti realizzate dai più importanti incisori dell’epoca, alcune più volte ripiegate, apparve originariamente nella Parigi napoleonica e si presentava allora come un monumento dell’arte contemporanea. Il libro ospita numerose vedute di Trieste e di altre città giuliane, con preziosi particolari di monumenti e altri elementi di alto valore artistico e archeologico. La splendida sopraccopertina riproduce vari disegni a colori di Louis François Cassas, i cui originali, quasi del tutto sconosciuti fino ad oggi, sono conservati negli archivi del Victoria & Albert Museum di Londra .

MERC. 08-03 – MARIA TERESA, O DEL MATERNALISMO ILLUMINATO

“Maria Teresa, o del maternalismo illuminato” è il titolo di una conversazione che si svolgerà mercoledì 8 marzo, alle 17.30, al Circolo della Stampa, a cura di Luciano Santin. L’evento, organizzato dal Circolo in collaborazione con la Società di cultura “Maria Theresia” e dal Club Touristi Triestini vuole celebrare l’8 marzo traguardando la sovrana, artefice prima delle fortune di Trieste, nell’ottica del suo specifico femminino e della sua attenzione alle donne nella società austriaca del ’700.

Già con la sua ascesa al trono Maria Teresa afferma simbolicamente una parità di ruolo, rompendo con l’ultramillenaria legge salica che riservava ai soli maschi l’eredità dei domini asburgici.

Per difendere questo diritto, malgrado la sua volontà di pace sarà spesso costretta alla guerra; pure, nei suoi quarant’anni di regno, riuscirà a riformare profondamente l’Austria, traghettandola dal Medioevo verso la prima modernità. Senza mimare strategie maschili, esercitò un potere assoluto pragmaticamente volto al bene dei suoi popoli, e tradotto in leggi che attenuavano le disuguaglianze di genere, dai presidi ostetrici ai processi alle streghe.

L’esempio più evidente è però rappresentato dall’obbligo dell’istruzione primaria per femmine e maschi, che portò anche all’apertura dei diritti in campo lavorativo. Maria Teresa si oppose alle chiusure sessiste delle corporazioni, e a Trieste consentì l’accesso alla Borsa mercantile alle donne, inizialmente escluse dal regolamento.

L’identità spiccatamente muliebre di Trieste si lega del resto all’epoca teresiana: sia perché, con gli uomini impegnati spesso e a lungo fuori di casa, l’emancipazione divenne via via una condizione necessitata e ineludibile, sia perché il grande sviluppo economico dell’emporio portò a una forte richiesta di manodopera femminile e conseguentemente a un’autostima e a una libertà impensabili altrove.

                                            

GIOV. 09-03 – PATTO DI ROMA

Un capitolo poco conosciuto della Grande Guerra sarà raccontato giovedì 9 marzo alle 17.30 in sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa, (corso Italia 13, primo piano). Protagonista il professor Francesco Leoncini, già docente di Storia dei Paesi Slavi a ca’ Foscari, autore del volume “Il Patto di Roma e la Legione ceco-slovacca”. Il Patto costituisce il risultato del “Congresso di Roma delle nazionalità oppresse  dall’Impero  austro-ungarico” che ebbe luogo nell’aprile del 1918, dove si decise l’abbattimento della Monarchia danubiana e l’intesa italo – jugoslava. Dichiarazioni che costituiscono l’atto di nascita di quella che sarebbe stata la Nuova Europa. Questo passaggio venne rimosso al momento delle trattative di pace, travolto dalla pretestuosa invenzione della “vittoria mutilata”, ed è stato a lungo trascurato dalla storiografia.

Il Patto di Roma costituisce il superamento del Patto di Londra in base al quale l’Italia era entrata in guerra. Abbandonata qualsiasi velleità imperialistica e una politica di mere rivendicazioni territoriali, l’Italia riesce a formulare in questa occasione un disegno di respiro europeo e porsi al centro di un vasto schieramento internazionale, cosa che poteva soddisfare contemporaneamente i suoi interessi strategici e l’aspirazione a giocare un ruolo di prima grandezza quale punto di riferimento politico e culturale.

La conseguente costituzione di un esercito cecoslovacco unico ed autonomo posto dal punto di vista nazionale,  politico, giuridico, sotto l’autorità del Consiglio Nazionale dei Paesi cecoslovacchi di Parigi, rappresenta il risultato più rilevante di quella svolta nella politica estera italiana a favore della dissoluzione della Monarchia asburgica e per il riconoscimento dell’indipendenza delle nazionalità che avrebbero dato vita agli Stati della Nuova Europa.

In tal modo riprende vigore quel filone liberal-democratico volto a un’alleanza strategica con i movimenti di rinascita nazionale dell’Europa centrale quale era stata prefigurata nel corso del Risorgimento da Giuseppe Mazzini.

 

 

MERC. 15-03 – I MISTERI ELEUSINI

Mercoledì, 15 marzo, alle ore 17, in sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa, in collaborazione con l’Associazione Trieste – Grecia “Giorgio Costantinides”, Ileana Chirassi Colombo parlerà di “Misteri, Mysteria, Mystikà, una straordinaria invenzione greca”

I misteri più famosi del mondo greco sono certamente quelli del santuario di Eleusis, celebrati nel mese di “Boedromiòn” (settembre-ottobre) con una processione che, annualmente, trasportava gli oggetti sacri, “ta Hiera”, dall’ Eleusinion, tempio nell’agorà di Atene, al Telesterion, l’edificio delle iniziazioni ad Eleusis, percorrendo la Via Sacra di circa 20 chilometri.

I riti erano in onore di Demetra e Kore, le dee madre e figlia, legate alla cerealicoltura, al pane, alla vita civile e ai “misteri”. “Felice chi tra gli uomini ha visione di questi misteri, chi non è iniziato non avrà lo stesso destino quando si aggirerà da morto nelle umide tenebre”. Così nell’inno omerico a Demetra, importante documento del VI secolo a. C., che racconta le vicende della dea in cerca della figlia rapita da Ade, il signore degli Inferi. Misteri anche per Dioniso, figlio della mortale Semele e di Zeus, partorito dalla coscia del dio che sostituisce la madre, folgorata dal fulmine per aver visto il sovrano degli dei in tutto il suo splendore. E’ il Bakhos (Bacco), legato alla vite, al vino, alla mania che si esprime nel “bakheuein” (esperienza dionisiaca), condizione che annulla ogni controllo, sino allo “sparagmòs”, lo smembramento dei corpi di animali ed esseri umani praticato dalle menadi, le baccanti folli.

Dalle “Baccanti” di Euripide, dramma rappresentato nel 405 a.C. ad Atene ai tardi commentatori come Olimpiodoro nel VI sec. d. C. diverse furono le varianti dei misteri dionisiaci. Similmente estremamente ricco è il complesso mitico e rituale riguardante Orfeo, il musico incantatore venuto dalla Tracia, sceso nell’oltretomba per riportare tra i vivi la moglie Euridice.

Ileana Chirassi Colombo, storica delle religioni, già professore ordinario nelle università di Trieste e Macerata, visiting professor a Princeton, Berkley e all’Ecole Pratique di Parigi, è grecista di formazione con ampio interesse per l’antropologia nella prospettiva laica e storicistica.

Tra la sua vasta produzione si ricordano: “Elementi di culture precerealicole nei miti e riti greci (1968); “La Religione in Grecia” 1994 (1983); “Aspetti del rapporto tra economia e politica nel mondo greco”, Roma 2016 (in “Ploutos e Polis”).

VEN. 17-3 – MISSIONI DI PACE E MISSIONI DI GUERRA: STORIA E STRATEGIE

Come nascono le missioni di pace in cui il nostro Paese è impegnato su vari fronti? Come si organizzano gli interventi umanitari, oggi sempre più frequenti? Quale è il ruolo della marina militare in guerra e in pace? Quale la sua storia? Sono questi i temi di stringente attualità che saranno affrontati venerdì 17 marzo alle 17.30 nella sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa (corso Italia 13), partendo da due significativi volumi “Guerra e mare” (Mursia) e “Due secoli di stabilizzazione. Gli insegnamenti del passato per il peacekeeping del futuro” (Aracne). Ne parleranno il prof. Georg Meyr docente di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Trieste, e l’arch. Marianna Accerboni, curatrice e ideatrice dell’evento. Due libri, stilati con grande competenza e chiarezza, fanno scuola. Il primo scritto dall’ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Montefiore e il secondo scritto a quattro mani assieme a Laura Quadrella. Coordinerà l’incontro Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa. Interverranno gli autori. L’opera dell’ammiraglio Sanfelice analizza tutte le sfumature che hanno accompagnato le vicende umane nel tempo, dalla guerra convenzionale a quella ‘asimmetrica’ e alle questioni relative alla tratta degli schiavi e alla pirateria, fenomeni che qualcuno s’illudeva fossero estinti da tempo, mentre sono prepotentemente di nuovo balzati all’attenzione dell’opinione pubblica. Per quanto riguarda “Due secoli di stabilizzazione”, si osserva che negli ultimi decenni l’Occidente ha svolto, non sempre con esito positivo, numerose operazioni di pace e interventi umanitari, per rendere stabili Paesi colpiti da crisi o piagati da lotte intestine. È giusto quindi riflettere su quanto fatto, prima di intraprendere nuove iniziative, e la storia degli ultimi due secoli ci è di grande aiuto. Infatti, i molti errori commessi nel passato, soprattutto da Napoleone e dalla Gran Bretagna, insieme ai pochi, ma significativi successi conseguiti dagli Stati Uniti e in un paio di occasioni dalla Francia, sono un termine di paragone per le operazioni recenti e una fonte preziosa di insegnamenti per il futuro.

Ferdinando Sanfelice di Monteforte, ammiraglio di Squadra, ha partecipato al salvataggio dei Boat People vietnamiti nel ’79 e alle operazioni marittime Nato per la crisi dell’ex Jugoslavia. Già rappresentante militare italiano alla Nato e all’Ue, ha insegnato all’Università Alfieri di Firenze, alla Cattolica di Milano ed è attualmente docente di Studi strategici all’Università di Trieste Polo di Gorizia. E’ autore di “Strategy and Peace”, “I Savoia e il mare” e altri volumi e saggi.

Laura Quadrella Sanfelice di Monteforte, giurista e politologo, dottore di ricerca in Diritto Internazionale, è specialista in terrorismo jihadista, counter-terrorism, questioni mediorientali, geopolitica, geostrategia e crimini internazionali. Insegna Counter-terrorism e Geopolitica e lavora al Ministero Affari Esteri. È autore di “Il nuovo terrorismo internazionale come crimine contro l’umanità”, “Terrorismo fai da te” e “Perché ci attaccano. Al Qaeda, l’Islamic State e il terrorismo fai da te”.

23-03 – VIAGGIARE IN PROSA E IN VERSI

Avete presenti i turisti intruppati a visitare ossessivamente i monumenti di una città? Dimenticateli. Per conoscere veramente un luogo bisogna lasciarsi andare al caso, non fare programmi e così nasceranno sensazioni che, in questo caso, si sono trasformate in poesie e racconti. E’ l’ultima fatica di Edi Fabris che ha raccolto liriche e prose nel libro “Sensazioni”, che sarà presentato giovedì 23 marzo alle 17.30 in sala Paolo Alessi del Circolo della stampa (corso Italia 13).

Nato a Cormòns , giornalista di quotidiani e periodici (dal 1987 collaboratore de “Il Piccolo” e attuale direttore del periodico online Tremilasport) e opinionista radiotelevisivo, Fabris è autore dei romanzi “Il sacro fuoco” e “Il quieto vivere”,  delle raccolte di racconti “Giorni lontani” e “Storie di cartone”, dei saggi di argomento sportivo “Un pallone, una passione” e “Vite di sport” e appunto della più recente raccolta di racconti e poesie “Sensazioni”, pubblicata da Aviani & Aviani di Udine lo scorso dicembre.

Il libro sarà introdotto da Luana de Francisco, giornalista de “Il Messaggero Veneto” che dialogherà con l’autore. Mentre Anna Apollonio, capodistriana, che cura programmi culturali per TeleCapodistria, in primis “Le belle parole”, leggerà alcuni brani tratti del libro. Gli interventi saranno intervallati dalle musiche suonate da Valentina Di Silvio, giovanissimo talento delle tastiere e autrice anche di un brano dal titolo “Il tramonto degli oceani”.

 

LUN. 27-03 – IL CIELO DEGLI ANTICHI E DEI MODERNI

Il mutevole aspetto del cielo notturno ha catturato da sempre l’attenzione dell’uomo. Nel corso dei secoli egli ha cercato risposta agli interrogativi suscitati da tale spettacolo. Questo il tema della conferenza che si terrà lunedì 27 marzo alle 17.30 al Circolo della stampa (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13) protagonista il professor Lucio Crivellari che  traccerà a grandi linee il progressivo sviluppo dell’interpretazione dei fenomeni celesti attraverso il mito, il logos e la legge fisica.

Lucio Crivellari, triestino, si è laureato nella sua città in Fisica con M. Hack e R. Stalio nel 1974. Ha conseguito il dottorato in astrofisica all’Universidad de La Laguna (Tenerife, Spagna) nel 2004 sotto la direzione di E. Simonneau (Institut de Astrophysique de Paris), uno dei maggiori specialisti europei nel campo del trasporto della radiazione. Ha svolto attività di ricerca, principalmente nell’ambito della teoria delle atmosfere stellari, all’Osservatorio Astronomico di Trieste, al Queen Mary College (Londra), all’Observatoire de Paris-Meudon, l’Institut de Astrophysique de Paris e all’Instituto de Astrofísica de Canarias. I risultati innovativi del suo lavoro sono stati pubblicati in riviste internazionali di grande diffusione, quali “Astronomy and Astrophysics” (europea) e “The Astrophysical Journal” (americana). È stato co-editore di due volumi, sulla teoria della formazione delle righe spettrali e sulla modellizzazione delle atmosfere stellari. Attualmente è Associato dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e Investigador Afiliado dell’Instituto de astrofísica de Canarias. Si dedica anche alla didattica, in corsi di dottorato nelle università italiane e spagnole.

MERC. 29-03 – COLOMBIA: LA SCIAMANA CHE SI BATTE PER LA PACE

La complessa realtà della Colombia, poco conosciuta da noi, viene raccontata in un romanzo “Tra amore e guerra” (edizioni “L’orto della cultura”) da Tikuana Tacha, principessa e sciamana della tribù Tikunas, di cui il padre era capo. Tikuana Tacha sarà ospite mercoledì 29 marzo alle 17 al Circolo della stampa di corso Italia 13 (sala Paolo Alessi, primo piano). Tikuana Tacha è esperta di medicina naturale e persegue l’armonia tra l’uomo, Dio e la Natura. Laureata in medicina, è stata assistente di psicologia all’Università Complutense di Madrid. Le sue esperienze e conoscenze mediche la portano in vari Paesi: Italia, Spagna, Argentina, Panama, Ecuador, Perù, Bolivia. Realizza e dirige la «Fondazione Amore senza frontiere», organizzazione senza scopo di lucro. Scrive i libri «Saggezza Indigena – Amore senza frontiere, senza limiti», nel quale trasmette parte delle sue conoscenze affinché servano come strumento di felicità all’umanità, e “Vite ed emozioni d’Amazzonia”, dove racconta storie ed esperienze sia materiali che spirituali.

Dialogherà con Tikuana Tacha Daniela Zanella, insegnante e giornalista pubblicista, appassionata di artigianato artistico e di antropologia culturale, che ha curato la traduzione dei libri della sciamana. Interverrà il giornalista Livio Missio. Il romanzo “Tra amore e guerra” ripercorre, attraverso la storia di una famiglia colombiana, la tragedia della guerra civile, iniziata in Colombia negli anni Sessanta, attualmente in una difficile e complessa fase di risoluzione grazie agli accordi fra il governo e le principali formazioni guerrigliere. Le principali parti del conflitto erano inizialmente lo Stato colombiano e formazioni guerrigliere di estrema sinistra, in particolare le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) e l’Esercito di Liberazione Nazionale (Eln). In seguito si sono aggiunte formazioni paramilitari di estrema destra e i cartelli della droga operanti nel Paese.

MERC. 5-4 – I “CERINI” UNA TARGA PER RICORDARLI

Si parlerà dei “cerini” al Circolo della Stampa con lo storico Roberto Spazzali e con Silvano Subani, autore del libro “La Polizia triestina dal 1945 al 1954”. Appuntamento alle 17.30 di mercoledì 5 aprile nella sala Paolo Alessi (corso Italia 13, primo piano). Dopo oltre settant’anni dal loro scioglimento ci sono ancora dei luoghi comuni e notizie false sul loro ruolo e la loro attività contro i quali si batte Silvano Subani che chiede di apporre una targa alla Caserma Beleno, che fu la sede centrale del reparto di polizia, a ricordo di un capitolo di storia ancora poco conosciuto. Ma chi sono i “cerini”, così chiamati per il loro abbigliamento, rigorosamente inglese e americano, tutto nero con il sottoelmetto bianco, che ricordava i fiammiferi del tempo di guerra? Quando le truppe Alleate assunsero il controllo del Territorio Libero di Trieste nel giugno 1945, si accorsero della necessità della creazione di un corpo di polizia civile per la sicurezza e l’ordine pubblico nella zona d’occupazione. I primi agenti, di etnia italiana e slovena, vennero arruolati a Trieste e provincia, ma anche nel resto della Venezia Giulia e in Friuli. Essi presero servizio a partire dal settembre 1945. Sotto il comando del colonnello inglese Richardson, già ufficiale di Scotland Yard,  gli agenti della Forza di Polizia della Venezia Giulia (più nota come Polizia Civile)  seguirono tutte le vicissitudini di Trieste, sino al ritorno di Trieste all’Italia. Nel corso dei nove anni della sua esistenza la Polizia Civile fu una delle organizzazioni di polizia più moderne  rispetto alla Penisola. Fu la prima infatti ad istituire un numero di pronto intervento (il 223) con il relativo servizio di controllo sul territorio da parte delle prime Volanti e ad aprire le porte all’arruolamento del personale femminile, già nel 1947.

 

VEN. 7-4 – QUAL E’ IIL NOSTRO RAPPORTO CON IL TEMPO?

Tempus fugit, velox ruit hora. Già i romani si erano resi conto che minuti, ore, mesi anni scivolano via. E oggi qual è il nostro rapporto con il tempo? Riusciamo a tenere sotto controllo “l’ansia del tempo? A queste domande e a tante altre ad esse collegate risponde una ricerca della Swg che sarà presentata dal presidente della società di sondaggi Maurizio Pessato venerdì 7 aprile, alle 17 al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13). L’iniziativa è promossa dall’Ande (Associazione nazionale donne elettrici) di Trieste, in collaborazione con il Consiglio nazionale Ande e l’Ordine del giornalisti del Friuli Venezia Giulia, grazie al sostegno di Banca Generali. L’Ande ha affidato all’Swg una approfondita indagine su tutto il territorio nazionale su “Il Costo del Tempo”. Il problema del tempo affligge le società del XXI secolo in modo crescente. La rete di orari da armonizzare, le scadenze da rispettare, le urgenze che insorgono, gli intralci che rallentano le attività, generano una sensazione di disagio che pervade largamente la nostra vita quotidiana.

Il semplice aumento dell’efficienza, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie, spesso non è sufficiente a coprire la necessità di tempo.

Il tempo però non è solo quantità e investe le persone in modo complesso, modifica l’organizzazione sociale, ha implicazioni economiche.

La metà dell’opinione pubblica ritiene che i ritmi che scandiscono la vita quotidiana alle volte mettano in difficoltà, un quarto degli intervistati li sente come non accettabili. Dall’analisi di questa distribuzione delle risposte emerge che solo un quarto dei cittadini non segnala alcun problema in relazione alla velocità con la quale si devono fronteggiare le incombenze della giornata. E’ una minoranza pertanto quella che riesce a tener sotto controllo “l’ansia del tempo”.

 

MART. 11- 4 – MUSEO ALINARI A TRIESTE: PRIMO BILANCIO

A sette mesi dall’inaugurazione dell’Alinari Image Museum un primo bilancio di attività del nuovo spazio espositivo sarà fatto martedì 11 aprile al Circolo della Stampa. Alle 17.00 nella sala Paolo Alessi (corso Italia 13, primo piano) ne parleranno l’assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Giorgio Rossi, il presidente della Alinari, Claudio de Polo Saibanti, Emanuela Sesti, dirigente scientifico della Fondazione Alinari e della Alinari Image Museum e il professor Massimiliano Pinucci, che con la sua società MBVision ha progettato il museo multimediale triestino, coordinerà l’incontro il presidente del Circolo della stampa, Pierluigi Sabatti. La Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia ha inaugurato l’11 aprile scorso, a San Giusto la “Lampi d’immagini sul Friuli Venezia Giulia negli Archivi Alinari. Dai Wulz a Zannier”, una rassegna dedicata alla fotografia a Trieste e nel Friuli-Venezia Giulia nelle collezioni degli Archivi Alinari. Fino al 21 maggio sarà esposta negli spazi del Bastione Fiorito del Castello di San Giusto una selezione delle opere più importanti di atelier fotografici quali gli Alinari, lo Studio Wulz, i Pozzar oltre agli autori del Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia, in primis Italo Zannier, Donato Riccesi e altri ancora.

Vedute di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, paesaggi e ritratti tra Ottocento e Novecento, le performance teatrali fotografate da Geri Pozzar, le fotografie futuriste di Wanda Wulz si potranno ammirare  in originale e in digitale. Nell’ala multimediale del museo sarà possibile approfondire la conoscenza della storia della tecnica fotografica tra analogico e digitale, nonché l’opera dei fotografi in Friuli Venezia Giulia attraverso le postazioni multimediali e interattive, di avvicinarli con approccio ludico-educativo con giochi di rimandi tra ieri e oggi, di lasciarsi coinvolgere dalle enormi proiezioni, mutevoli, a parete, per averne un’emozione ancora più diretta e immediata. La mostra è curata da Emanuela Sesti, dirigente scientifico di AIM, e da Italo Zannier. Lo spazio espositivo triestino è il terzo museo multimediale in Europa, dopo quelli di Londra e Parigi.

 

MERC. 12-4 – MEDICINA “PERSONALIZZATA”

Un argomento quanto mai attuale sarà affrontato da Claudio Pandullo, presidente dell’Ordine dei Medici di Trieste, al Circolo della Stampa mercoledì 12 aprile, alle 17.30 (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13). “Primum non nocere: verso una medicina personalizzata” questo il titolo dell’incontro con Claudio Pandullo che dialogherà con il professor Maurizio De Vanna.

Il nostro Sistema sanitario nazionale è considerato fra i migliori al mondo secondo le analisi eseguite dall’Oecd (Organizzazione mondiale per la cooperazione e lo sviluppo). Per quanto concerne alcune patologie, il diabete, l’infarto miocardico e le patologie polmonari l’Italia è fra i primi cinque Paesi di questa importante classifica. Tuttavia numerose sono le minacce alla  sua sostenibilità, condivise per il resto dalla maggior parte dei Paesi economicamente evoluti: il progressivo invecchiamento delle popolazioni, il costo crescente delle innovazioni, in particolare quelle farmacologiche e non ultimo il costante aumento della domanda di servizi e prestazioni da parte di cittadini e pazienti.

Il sistema italiano, deve fra l’altro fronteggiare una erosione del finanziamento legato a varie forme di sprechi, che ci costano,  secondo le più recenti stime, ben 24.7 miliardi di euro. Tra le soluzioni proposte, quella della “medicina personalizzata o di precisione”.

 

MART. 18-4 – COM’E’ LO STATO DI SALUTE DELLE BANCHE ITALIANE?

Un tempo considerato una sorta di  “sapere” riservato, coperto da un rispetto quasi sacrale, il tema della “salute” degli istituti bancari è diventato da alcuni anni un dei temi più caldi trattati dai media, non solo nazionali. Su questo argomento di grande attualità il Circolo della Stampa organizza un dibattito, che avrà luogo martedì 18 aprile alle ore 17, nella sede di Corso Italia 13 (sala Paolo Alessi, primo piano). I relatori saranno il prof. Alberto Dreassi, professore associato di Economia degli intermediari finanziari all’università di Trieste e il dott. Lorenzo Kasperkovitz, vice-direttore della Federazione delle BCC del Friuli Venezia Giulia. Coordinerà il prof. Gianfranco Battisti.

Quando l’industria del credito era stata colpita da una vera e propria mazzata, in seguito al crack borsistico del 2007, il sistema bancario italiano sembrò essere il meno esposto alle speculazioni azzardate che avevano visto protagoniste le grandi banche d’investimento egemoni a livello mondiale. Tutti noi avevamo tirato allora un sospiro di sollievo, ben lieti di constatare che la fiducia negli amministratori nazionali era stata ben riposta. Con il passare degli anni, tuttavia, la crisi economica ha cominciato a mordere anche nel nostro paese finendo con l’incidere pesantemente sui bilanci di tanti istituti. Come sempre accade in tali circostanze, il muro del silenzio si è poco alla volta squarciato ed è emersa una realtà di dissesti che ha messo in crisi centinaia di migliaia tra risparmiatori e piccoli imprenditori. I giornali hanno cominciato così ad informarci su errori, omissioni e scandali veri e propri, che hanno come protagonisti alcuni  nomi di  rilievo nel gotha bancario italiano.

Non volendo assecondare la passione popolare per gli scandali, quello che conta veramente è capire se possiamo continuare ancora a fidarci delle banche alle quali affidiamo i nostri soldi. La cosa è tanto più importante considerato che le banche rappresentano una struttura fondamentale per il funzionamento del sistema economico di un paese e che la ristrutturazione in corso inciderà significativamente sul futuro della nostra collettività.

 

 

VEN. 21-4 – LE “SCORCIATOIE” DI SABA

L’Istituto giuliano di storia cultura e documentazione insieme al Circolo della stampa organizzano una giornata di studio dedicata a Umberto Saba. Appuntamento venerdì 21 aprile alle 17 nella sala Paolo Alessi del Circolo (corso Italia 13, primo piano). Il titolo del convegno è «Le Scorciatoie di Umberto Saba
- ‘Dov’è la Nuova Europa? [...]  Non lo so [...] forse in scorciatoie’» [Umberto Saba]. Lo scopo del convegno è quello di mettere in rilievo i caratteri specifici di un’opera assolutamente unica nel percorso di Saba e nella letteratura italiana. Si tratta delle “Scorciatoie”, aforismi a contenuto psicologico (o meglio, a radice freudiana), estetico, storico. Un ragionare per scaglie di pensiero, volutamente distanti da ogni sistematicità, alla ricerca di tracce che rivelino l’Uomo e spieghino il tragico momento storico. Parliamo del 1945. Un’opera che è stata soltanto sfiorata da tutti coloro che si sono occupati di Saba, alla quale ha dedicato una monografia Paola Frandini, ma che mai ha goduto di una tale concentrazione di studi, quale si intende offrire il 21 aprile.

Parteciperanno Stefano Carrai, Università di Siena, che parlerà de “Il tema della Shoah in “Scorciatoie e raccontini””; Edoardo Greblo, redattore della rivista “aut aut” (“Il Saba delle “Scorciatoie” e la filosofia”); Alfredo Luzi, Università di Macerata (“Alcune note sulla scrittura antinomica di “Scorciatoie””); Gino Ruozzi, Università di Bologna (“Aforismi di poeti: Saba, Sbarbaro, Gatto), Silvio Perrella, saggista e narratore, Narrazioni di scorcio: bestie, sillabari e “Scorciatoie””) e Fulvio Senardi, presidente dell’Istituto Giuliano (“Saba e le “Scorciatoie”, la stagione dell’impegno”)

Presiede: Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa, coordina: Giovanni Capecchi, Università per stranieri di Perugia.

Sarà dedicato a Saba anche l’incontro di sabato alla libreria Minerva (ore 17.30) quando sarà presentato il libro “Saba” di Stefano Carrai. Dialogheranno con l’autore Gino Ruozzi e Fulvio Senardi.

 

 

 

GIOV. 27-4 – I GRECI DI ALESSANDRIA

Giovedì, 27 aprile, l’associazione Trieste-Grecia “Giorgio Costantinides” in collaborazione con la sezione italiana della Fondazione ellenica di cultura e con il Circolo della stampa organizza la conferenza del prof. Glauco Ciammaichella che parlerà, con il supporto di immagini, de “La comunità greca di Alessandria d’Egitto nel racconto di Stratìs Tsìrkas” (ore 17, sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia, 13).

Lo scrittore Stratìs Tsìrkas (1911-1980), nato in Egitto dove è vissuto fino al 1963, è conosciuto principalmente nella sua qualità di autore della trilogia “Akivérnites politeìes” (Città alla deriva) in cui tre città, Gerusalemme, il Cairo e Alessandria sono il teatro di intensi e spesso tragici avvenimenti che sconvolgono il Medio Oriente negli anni della seconda guerra mondiale. Di Tsìrkas e della sua opera si apprezzano il grande spessore umano dei suoi personaggi (indimenticabili quelli femminili), le sue lotte contro integralismi e ideologismi, l’attenzione e la profonda comprensione per le sofferenze del popolo egiziano e per le vicissitudini, le aspirazioni e le speranze dei greci di Alessandria d’Egitto, la sua militanza tenace contro gli orrori del nazifascismo ed i soprusi dell’amministrazione coloniale.  Umanista   profondamente legato alle sue due patrie, l’Egitto e la Grecia, ha amato soprattutto Alessandria, città che consegna al nostro tormentato Mediterraneo l’eredità preziosa della sua storia recente, fatta di aperture piuttosto che di chiusure, città multiculturale e multietnica dove comunità, in particolare la forte e ben organizzata “parichìa” (colonia) greca, con lingue, mentalità e fedi religiose diverse, riuscivano nonostante tutto e tra mille tensioni ad accettarsi e a rispettarsi.

Glauco Ciammaichella è uno studioso di storia e civiltà dei paesi mediterranei. Si è formato all’ Université de Provence (Aix-en- Provence, Francia) dove ha conseguito il dottorato in Storia dei paesi afro-asiatici e dove ha svolto attività didattiche e di ricerca.

Ha pubblicato i seguenti volumi:

“Libyens et Français au Tchad” (1897-1914). CNRS, Paris 1987.

“Il Giornale Istorico di Marino Doxarà” (1783-1784), Università degli Studi di Venezia, 1991.

E’ tra gli autori del volume “L’Italia e l’Egitto, dalla rivolta di Arabi Pascià all’avvento del fascismo” (1882-1922), Marzorati Editore,1991. 

In qualità di docente di Lingua e Civiltà francese nel Liceo Scientifico “Michelangelo Grigoletti”  di Pordenone, dal 2000 al 2006 ha coordinato e diretto il progetto “International Education”, con sede centrale a Vught in Olanda, tendente a promuovere e a concretizzare  l’integrazione dei programmi scolastici nei licei europei, ed ha tradotto e commentato anche autori classici come Voltaire, Baudelaire e Zola per collane scolastiche.

Recentemente si è dedicato alla  redazione di un volume su Alessandria d’Egitto: “Alessandria d’Egitto. Dalla città di Costantino Kavafis alla città di Naghib Mahfuz .Voci e percorsi di un grande sogno greco”.

 

VEN. 5-5 – CORRIDOI UMANITARI

Un progetto pilota per affrontare l’emergenza umanitaria più grave dei nostri giorni sarà illustrato venerdì 5 maggio, alle 17, nella sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa (corso Italia 13, primo piano). L’incontro, promosso dal Circolo della Stampa e dal mensile Konrad “Naturalmente liberi”, sarà introdotto da Franco Delben, collaboratore di Konrad. Seguiranno le relazioni di Raul Matta della Tavola Valdese e di Paolo Parisini della Comunità di Sant’Egidio.

Il progetto pilota si propone con i corridoi umanitari di sconfiggere i trafficanti di uomini, che fanno affari con chi fugge dalle guerre, procurando a persone in “condizioni di vulnerabilità” (vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare domanda d’asilo.

I corridoi umanitari sono il frutto di una collaborazione ecumenica fra cristiani cattolici e protestanti. Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche, Chiese Valdesi e Metodiste hanno scelto di unire le loro forze per un progetto di alto profilo umanitario.

Prevedono l’arrivo nel nostro Paese, nell’arco di due anni, di mille profughi dal Libano (per lo più siriani fuggiti dalla guerra), dal Marocco (dove approda gran parte di chi proviene dai Paesi subsahariani coinvolti in guerre civili e violenze) e dall’Etiopia (eritrei, somali e sudanesi).

L’iniziativa è totalmente autofinanziata dalle organizzazioni che lo hanno promosso.

Anche Trieste è pronta a dare il suo contributo, in particolare con l’accoglienza di persone che saranno ospitate grazie all’impegno della parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù.

 

 

 

 

MERC. 10-5 – “L’ORFANA DI TRIESTE’, OVVERO L’INVENZIONE DEL NEMICO

Mercoledì 10 maggio, alle ore 17.30, nella sede del Circolo della Stampa, sala Paolo Alessi (corso Italia 13, primo piano) si parlerà de “L’orfana di Trieste”, romanzo scritto nel 1915 da Carolina Invernizio per propagandare la guerra dell’Italia contro l’Austria.

A introdurre l’autrice e la vicenda sarà Luciano Santin, squarci dell’opera saranno letti da Elsa Fonda.

Il libro, come detto, è finalizzato a convincere le masse dell’ineluttabilità di una guerra “difensiva”, senza la quale gli abitanti del Bel Paese sarebbero stati preda dell’odio e della violenza di una “razza” maledetta, intenzionata a sterminarli.

Teresa Prandi è appunto orfana di genitori vittime della gendarmeria austriaca (che, stando alla Invernizio, ammazzava frequentemente i triestini di sentimenti filoitaliani). Lei sopravvive fuggendo in Italia, dove tornerà qualche anno più tardi, alla vigilia della Grande guerra, sotto la falsa identità dell’austriaca Teresa Heller, per svolgere funzioni spionistica.

La storia della Mata Hari di Città Vecchia attraversa un aggrovigliato polpettone grand-guignol, con descrizioni  al limite del grottesco, nel quale i malvagi austriaci finiscono tutti con il morire più o meno male, mentre gli italiani si salvano, per andare a combattere volontari irredenti sul Carso (anche se sono donne, come succede appunto a Teresa, travestita stavolta da fante).

 

VEN. 12-5 – CELEBRAZIONE MARIA TERESA D’AUSTRIA

Maria Teresa d’Austria, patrona laica di Trieste, verrà ricordata venerdì 12 maggio alle ore 18, alla testata del Canal Grande, all’angolo tra le vie Rossini e Filzi.

La cerimonia, che si svolge alla vigilia del Giubileo del tricentenario dalla nascita della sovrana, vedrà l’organizzazione e la partecipazione del Circolo della Stampa, del Club Touristi Triestini, e della Società di cultura “Maria Theresia”, cofirmatarie, assieme ad altre 25 associazioni, di un appello per l’intitolazione del Canale al nome della sovrana.

L’evento prevede, tra le altre cose, un impegno concreto in questo senso, per ricordare degnamente la figura cui si deve il decisivo impulso che avviò lo sviluppo e le fortune di Trieste, musica bandistica, e un brindisi.

E’ idealmente invitata tutta la popolazione di Trieste, e in particolare tutte le Marie Terese della città, cui verrà offerto l’omaggio di una rosa, in memoria della Kaiserin.

 

VEN. 12-5 – IL PORTO: INVESTIMENTI E OPPORTUNITA’

 “Porto di Trieste: investimenti e nuove opportunità di lavoro”. Un tema di grande interesse e di stringente attualità sarà proposto venerdì 12 maggio al Circolo della Stampa, in sala Paolo Alessi alle 17.45 (corso Italia 13, primo piano). La manifestazione è organizzata dal Forum economia e lavoro del Partito democratico insieme al Circolo della Stampa.

Il Porto di Trieste è tornato ad essere motore dello sviluppo economico locale grazie ai finanziamenti mirati nazionali e regionali ed anche grazie alla rinnovata gestione manageriale, al ruolo degli imprenditori ed alla professionalità dei lavoratori, quali sono le prospettive future e quali le opportunità soprattutto di lavoro? Queste le domande  sulle quali si svolgerà il confronto.

Aprirà i lavori Adele Pino, segretaria provinciale del Pd. Seguirà la relazione di  Mario Sommaria, segretario generale del Porto di Trieste. Interverranno: Luigi Braida, Roberto Cosolini, Claudio Grim, Sandra Primiceri, Bruno Zvech e rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e delle organizzazioni sindacali.

Coordinerà l’incontro e ne trarrà le conclusioni Roberto Treu.

SAB. 13-5 – ISIS E IMMIGRAZIONE

 

“La guerra all’Isis e l’emergenza immigrazione tra informazione e disinformazione”: questo il titolo dell’incontro di sabato 13 maggio al Circolo della Stampa con inizio alle ore 10 in sala Paolo Alessi, primo piano corso Italia, 13. Nell’ambito dei corsi di aggiornamento dell’Ordine dei giornalisti, in collaborazione con il Circolo stesso.

Il racconto di quanto sta avvenendo in Siria e in Iraq, l’emergenza umanitaria e le conseguenze sui flussi migratori verso l’Europa sarà svolto da Marzio Babille, il medico triestino che vive e opera proprio in quelle zone di guerra. Babille è stato per anni rappresentante dell’Unicef in Iraq e oggi svolge il delicato compito di advisor per il Ministero degli Esteri italiano in Siria e nello stesso Iraq. Accanto a Babille, con il quale parleranno anche degli aspetti legati all’informazione a alla disinformazione, il presidente del Circolo della Stampa, Pierluigi Sabatti, e quello dell’Ordine dei giornalisti FVG, Cristiano Degano.

 

MART. 16-5 – LABORATORIO EUROPEO

Attività in sei Paesi, oltre 70 studenti coinvolti, partecipazione di numerosi ospiti: questo è stato il progetto #medialogue, che si è svolto negli ultimi mesi con il sostegno del Forum Società Civile Europa-Russia, al quale ha collaborato per Trieste e l’Istria il Circolo della Stampa. I partecipanti hanno scoperto gli eventi svoltisi 25 anni fa, come il collasso della Jugoslavia e dell’Unione sovietica, la riunificazione della Germania  e i processi di integrazione europea, tramite i giornali di oggi, cercando così di scoprire il collegamento fra la storia, i media e l’attualità.

Martedì 16 maggio, alle 18, al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13) l’evento finale si terrà in contemporanea in tutti e sei i paesi coinvolti: Italia, Slovenia, Croazia, Macedonia, Germania, Ucraina.

Presenteremo il lavoro degli studenti, concentrandoci soprattutto sull’argomento che ha avuto più conseguenze per la nostra realtà transfrontaliera: il collasso della Jugoslavia e l’indipendenza della Slovenia.

I ragazzi si confronteranno con Mauro Manzin, giornalista de »Il Piccolo«, e Jože Pirjevec, storico. L’evento sarà moderato da Štefan Čok, responsabile del progetto #medialogue.

Il progetto #medialogue è supportato dal Forum za civilno družbo Evropa-Rusija. Partner dell’iniziativa oltre al Circolo della Stampa, 47-04, Agenzia per la democrazia locale Verteneglio. Con la collaborazione di: Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi Trieste, Istituto Sloveno di ricerche  Trieste, Comunità autogestita costiera della nazionalità italiana.

Si ringraziano i licei cittadini Guglielmo Oberdan, Francesco Petrarca e Anton Martin Slomšek, il ginnasio Antonio Sema di Pirano, il ginnasio Gian Antonio Carli di Capodistria e la scuola media superiore Leonardo da Vinci di Buie.

 

 

MERC. 17-5 – MENZOGNA O “NON VERITA’” ?

Si apre mercoledì 17 maggio al Circolo della Stampa il “Forum Tomizza 2017”, con un convegno dal significativo titolo “Menzogna“, che poi si articolerà, come ogni anno nelle altre due città di Tomizza Capodistria (18), Umago (19), per concludersi con una breve commemorazione a Materada sulla tomba dello scrittore (20 maggio). L’incontro si aprirà alle ore 16 nella sala Paolo Alessi del Circolo in corso Italia 13 (primo piano). Introdurranno Milan Rakovac e Marko Kravos.  Interverranno: Federica Marzi (Trieste), Aljoša Curavić (Capodistria), Rosanna Bubola (Fiume), Giovanni Tomasin (Trieste) e Widad Tamimi (Lubiana). Coordinano Pierluigi Sabatti e Patrizia Vascotto.

Il Forum Tomizza è stato creato come locus cooperandi, una realtà multiculturale e multilingue, con lo scopo di approfondire, stimolare e consolidare il dialogo culturale nell’area slavo-germanico-latina. Il filo conduttore di questi incontri, nati ad Umago nel 2000 per iniziativa dello scrittore Milan Rakovac e presenti a Trieste continuativamente fin dal 2005, è la comunicazione permanente tra operatori del mondo della cultura, della conoscenza e dei media, ispirandosi alla figura e all’opera di Fulvio Tomizza, scrittore e uomo che grazie alla sua apertura intellettuale ed umana ha saputo essere aperto a tutte le espressioni etniche, linguistiche e culturali dell’Adriatico settentrionale.

Il tema del convegno, più che mai attuale, è la ‘verità alternativa’. “Oggi è politicamente corretto non usare il termine ‘menzogna’ spesso sostituito da ‘non verità’. I sentimenti e le azioni individuali e alternative dei potenti e dei loro portavoce si elevano in modo più che preoccupante al di sopra di ogni criterio e modello di verificabilità dei fatti. Chi osa, oggi, controbattere ai loro proclami dicendo ‘Questa è una bugia?’ “. Questa la sfida lanciata dagli organizzatori; una questione scottante, affrontata nella tre giorni transfrontaliera da letterati e uomini di pensiero italiani, sloveni, croati, bosniaci e serbi che intendono raggiungere gli ambienti culturali limitrofi e ancora più vasti, ponendosi come voci della ragione in una realtà sociale in drammatico cambiamento.

Per informazioni sugli altri appuntamenti del Forum: FB gruppo85, www.gruppo85.org.

 

 

VEN. 19-5 – I PROMESSI SPOSI IN TRIESTIN

Venerdì 19 maggio alle 17.30 nella sede del Circolo della Stampa (Corso Italia 13, Sala Alessi) Liliana Bamboschek presenta I PROMESSI SPOSI E ALTRI CLASSICI “IN TRIESTIN” dal libro di Giovanni Cossutta nella lettura drammatizzata degli attori Maria Teresa Celani, Giorgio Fonn e Willy Piccini.  Questo capolavoro nel nostro dialetto, titolo originale “Ve la conto mi…”, edito nel 1955 e 1970, esauritissimo, ha fatto ridere a crepapelle generazioni di studenti e insegnanti ed è stato ripubblicato nel 2013 da Il Murice in nuovissima veste editoriale con introduzione e note linguistiche di Liliana Bamboschek, copertina e spiritose caricature di Manuel Zuliani, sotto il titolo “I Promessi Sposi in triestin con qualche toco vizin…”. L’opera è uscita dalla penna di un bidello enciclopedico e arguto, Giovanni Cossutta (1904-1994) che ha voluto raccontare in lepidi versi i libri che si studiano solitamente a scuola, Promessi Sposi, Iliade e Odissea. Come Manzoni aveva dovuto “risciacquare i panni in Arno”, lui invece lo fa “nel putrido Canal di Ponterosso” usando il dialetto più puro e autentico, quello parlato nel periodo fra le due guerre, “el triestin patoco” con molte intrusioni di “negron”, la parlata delle classi infime, dei facchini e delle sessolote, ricca e colorita. Ne escono quadretti esilaranti da “Un matrimonio andado sbuso” alla tormentata “Conversion de l’Inominato” solo per citare i più famosi. Ma non finisce qui; gli episodi tratti da Iliade e Odissea sono uno spasso dove scappa ogni tanto qualche triestinissimo “Tu mare grega !” e se andiamo poi a guardare le cause della guerra di Troia la spiegazione è: “xe nato tuto colpa de ‘na baba”, mentre il ciclope Polifemo non può far altro che lamentarsi perchè… “quela zena, per lu assai modesta/ghe ga costado un ocio dela testa !”

 

MART. 23-05 – CON QUALE LEGGE ELETTORALE VOTEREMO?

“Con che legge elettorale voteremo? Con una terza legge incostituzionale?” Questo argomento di stringente attualità sarà oggetto dell’incontro, promosso dal Comitato difesa della Costituzione di Trieste e dal Circolo della Stampa, che si svolgerà il 23 maggio alle 17.30 in sala Paolo Alessi della sede di corso Italia 13 (primo piano). La relazione verrà svolta dall’avvocato Felice Besostri, coordinatore dei ricorsi contro l’”Italicum”, seguirà un dibattito che riguarderà anche gli aspetti dei premi di maggioranza, delle liste bloccate e delle minoranze linguistiche di serie A e di serie C, che sarà moderato da Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa. All’iniziativa aderiscono l’Anpi e la Cgil. Sono invitate tutte le persone interessate ed i Partiti e Movimenti che ritengano di esporre la propria opinione in materia.

L’avvocato Felice Carlo Besostri, già docente di Diritto pubblico comparato alla Statale di Milano e senatore dell’Ulivo, è capofila del coordinamento degli avvocati con sede in città capoluogo di Distretto di Corte d’Appello che hanno proposto ai tribunali di Messina, Torino, Genova, Perugia e Trieste l’impugnazione coordinata della legge elettorale 52/2015 “Italicum”, promossa dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, che ha portato alla sentenza della Consulta 35/2017 che ha dichiarato incostituzionali ballottaggio e scelta discrezionale del collegio di elezione in caso di candidatura plurime.

 

 

MERC. 24-5 – DONNA MEDICO TRIESTINA AI PRIMI DEL ’900

Evelina Rawicz-Ravis nella Trieste tra ’800 e ’900

La Trieste tra fine ’800 e inizio ’900 è il “crogiolo” di razze, secondo la famosa espressione di Scipio Slataper, che si interrogava sul presente della città e su se stesso quale suo componente. Nella serie di appuntamenti del Circolo della Stampa su quel periodo che vide l’aprirsi della ferita della Grande Guerra, la vicenda familiare, umana e professionale di Evelina Rawicz-Ravis ben si inserisce per interrogare ancora una volta uno dei numerosi tramonti e rinascite della nostra città. La vicenda di Evelina Ravis, prima studentessa triestina (si iscrisse nel 1907) alla facoltà di medicina dell’Università di Vienna, sarà raccontata mercoledì 24 maggio, alle ore 17.30 da Anna Rosa Rugliano, già direttrice della Biblioteca Civica di Trieste in sala Paolo Alessi (corso Italia 13, primo piano). Seguirà la relazione di Gabriella Clarich, primario del Burlo e presidente del Soroptimist Club di cui la Ravis fu tra le fondatrici su “Il medico pediatrico e prima donna Primario a Trieste”. Concluderà la psicologa Franca Amione che si soffermerà sugli aspetti psichiatrici della vita professionale di Evelina Ravis, che fu primario all’Ospedale Psichiatrico di San Giovanni.

 

 

GIOV. 1-6 – IL TALLERO TERESIANO, UNA LUNGA STORIA

 

 

Chi l’avrebbe mai detto che, centocinquant’anni dopo la morte della Kaiserin, l’Italia avrebbe ottenuto dall’Austria il diritto di coniare i talleri di Maria Teresa? Accadde nel 1935, alla vigilia della guerra d’Africa: Benito Mussolini si rese conto che, se voleva avere credito presso le popolazioni dell’Etiopia, era meglio non usare la lira. Inizia così, una produzione sistematica di talleri “italiani” (18 milioni di pezzi solo nei primi due anni), che proseguirà sino al 1951 anno di cessazione del diritto.

Che si trattasse di valuta il cui pregio sopravanzava il contenuto in argento, se n’era del resto accorta la Repubblica di Venezia già nel ’700, e aveva chiesto lumi a Giacomo Casanova, spia della Serenissima.

Poi aveva provato a copiare la moneta, sostituendo il leone marciano all’aquila asburgica, e mettendo una prosperosa fanciulla al posto di Maria Teresa. La cosa non funzionò, perché era proprio l’effigie della sovrana a dare garanzie.

Due aneddoti nella vicenda della più famosa moneta centroeuropea, sulla quale giovedì primo giugno, alle 17.30 nella sede del Circolo della Stampa (corso Italia 13), il numismatico Giovanni Paoletti terrà una conversazione dal titolo “Il tallero teresiano, una lunga storia”.

 

MERC. 7-6 – LA PAURA DELLA PAURA: STRATEGIE DI CONTROLLO

La paura è un’emozione universale, sperimentata da tutti, anche se in misura diversa, in relazione a situazioni, eventi, conflitti esterni o interni. Ogni individuo ha il proprio tallone d’Achille, la propria paura. Qualunque essa sia, non è mai troppo tardi per iniziare a cambiare l’atteggiamento che abbiamo nei suoi confronti. E’ questo l’argomento di stringente attualità, se solo si pensa a quante paure agitano oggi la nostra vita, che sarà affrontato mercoledì 7 giugno alle 17.30 dal professor Maurizio De Vanna al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13).  Dal punto di vista psichico la paura si manifesta attraverso una sensazione di allarme, di forte ansia, anche se è soprattutto il corpo che reagisce nella maniera più intensa: tachicardia, respiro corto e spezzato, senso di debolezza, o nei casi estremi, brividi, tremori, scariche di diarrea, fin quasi a raggiungere la perdita dei sensi.

Ma la paura, almeno entro certi limiti, è una nostra alleata: ci segnala pericoli e ci protegge da situazioni rischiose. Vincere una paura non vuol dire cancellarla ignorandola e neppure arrendersi impotenti ad essa. Se desideriamo veramente superare una paura, qualsiasi essa sia, dobbiamo inevitabilmente accoglierla come si farebbe con un ospite fastidioso ma necessario. L’accettazione è il primo passo. Poi con l’aiuto di un percorso psicoterapeutico è possibile trasformare questa prigione in un luogo protetto nel quale, ognuno può costruire o rinforzare quegli aspetti fragili, vulnerabili di sé, aspetti che non sono ancora pronti a relazionarsi e confrontarsi con il mondo. In questo modo la paura diventa un potenziale strumento di crescita e d’evoluzione per ogni individuo che intende mettersi in gioco e trasformare aspetti disarmonici di sé.

Quando vinciamo una paura, significa che ci siamo aperti a una nuova consapevolezza, che abbiamo fatto nostri quegli aspetti di noi stessi e della vita che non accettavamo, anzi che disdegnavamo con tanta energia.

 

 

 

GIOV. 8-6 – DONNE, SOGGETTI INVISIBILI DELLA STORIA

“Di quale storia Trieste ha bisogno?”: questo sarà l’argomento dell’incontro con Marta Verginella, vincitrice  del prestigioso  ERC Advanced Grant 2016 del Consiglio europeo della ricerca, che si terrà giovedì 8 giugno alle 17.30 al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13) . Marta Verginella, professoressa ordinaria al Dipartimento di storia della Facoltà di Filosofia di Lubiana, dialogherà con il presidente del Circolo, Pierlugi Sabatti.  Al centro dell’incontro la presentazione del progetto selezionato dall’Unione europea. Marta Verginella illustrerà il suo lavoro, partendo dall’approccio storico-antropologico e transnazionale, che è alla base delle sue opere più recenti: “La guerra di Bruno” (edito da Donzelli nel 2015) e “Terre e lasciti” (edito da Beit nel 2016).

L’obiettivo del progetto è di produrre una riflessione di carattere innovativo sui periodi di transizione postbellica del XX secolo. La ricerca si concentrerà sulla regione adriatica nord-orientale, uno spazio europeo spesso trascurato, segnato, da un lato, da spostamenti dei confini, da cambiamenti dei sistemi politici e da alte intensità di conflitto interetnico e, dall’altro, da momenti di genuina cooperazione tra i vari gruppi etnici. Questa regione ha quindi tutte le qualità per diventare un “ambiente laboratorio” per lo studio dei rapporti di genere nelle interrelazioni sviluppatesi dopo la Prima e la Seconda guerra mondiale, nonché dopo le guerre jugoslave degli anni Novanta del secolo che ci precede.

Il progetto si concentra su quattro campi di ricerca (politica, violenza politica, lavoro, famiglia) per validare concetti analitici innovativi, propri del “paradosso inclusione-esclusione”, assumendo come oggetto di studio le donne nelle varie transizioni post belliche, soprattutto nel loro ruolo di “mediatrici transfrontaliere”. Nell’ambito delle categorie del genere un’attenzione particolare sarà dedicata alle donne in quanto soggetti spesso invisibili nei resoconti storici. Oggetto dell’indagine i processi di identificazione, che si manifestano sulla base di: origine etnica, classe, generazione, status materiale, professione/occupazione,  lingua parlata, processi migratori.

 

VEN. 9-6 – LA TOPONOMASTICA DI MARIA TERESA

Esiste una toponomastica teresiana a Trieste? Come si riusciva, nell’età di Maria Teresa, a individuare i luoghi, le vie e le piazze cittadine, a risolvere i problemi pratici del commercio e delle poste? Se ne parlerà venerdì 9 maggio, alle 17.30, al Circolo della Stampa di Trieste, nell’incontro organizzato insieme al Club Touristi triestini e alla Società triestina di cultura Maria Theresia. A trattare l’argomento, partendo dalla cartografia e dai documenti di polizia del tempo, sarà Antonio Trampus, professore di storia moderna all’Università Ca’ Foscari di Venezia e componente, alla fine degli anni ’90, della Commissione per la toponomastica del Comune di Trieste. I nomi delle strade servivano a molti scopi, che andavano dal commercio all’igiene, dalla polizia alla politica linguistica. Essi restituiscono una fotografia della città teresiana e, più in generale, della Trieste asburgica. Una memoria poi in parte perduta e in parte volutamente cancellata nell’avvicendarsi dei regimi politici. Si racconterà anche che cosa rimane oggi di questa toponomastica teresiana e in che modo è stata recuperata alla memoria cittadina sul finire del Novecento.

MART. 13-6 – I NEMICI DEL CUORE

Sono tanti, e talvolta molto comuni e sottovalutati, gli agenti invisibili con cui siamo in costante contatto e che possono provocare problemi al cuore. Pensate soltanto al morbo di Lyme. Di questo, e di altri temi correlati, parlerà, martedì 13 giugno, alle 17.30  al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13), il professor Gianfranco Sinagra, direttore del dipartimento Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Trieste e della Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare dell’ateneo giuliano. Con Sinagra interverrà la dottoressa Marina Cinco, già professore ordinario di Microbiologia alla facoltà di farmacia dell’Università di Trieste, consulente dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in malattie da spirochete e autrice di oltre 200 pubblicazioni su un tema affrontato nel corso di svariati meeting e convegni internazionali.

L’incontro è il primo di una serie di iniziative che continuano la collaborazione tra il Circolo della Stampa e l’Associazione Amici del Cuore, mirata all’aumento dell’attenzione nei confronti di una prevenzione attiva delle patologie del cuore.

“Le malattie cardiache sono numerose e le più frequenti sono quelle coronariche – ricorda il professor Sinagra – e, sebbene non lo si pensi, gli agenti infettivi quali virus, batteri, funghi e protozoi possono danneggiare le valvole cardiache o i materiali protesici eventualmente presenti, possono attivare le placche coronariche oppure infiammare il muscolo cardiaco (miocarditi) ed il guscio esterno al cuore o pericardio (pericarditi)”.

Tra gli agenti che concorrono a danneggiare il cuore troviamo il batterio che provoca il citato morbo di Lyme, “un’infezione trasmessa dalla puntura delle zecche (Ixodes ricinus) che vivono nei boschi del Friuli Venezia Giulia ed in particolare sul nostro Carso” osserva la professoressa Cinco, ricordando che la malattia, “pur non inducendo effetti letali, può cronicizzare ed influire quindi pesantemente sulla qualità della vita”.

Nel corso dell’incontro si discuterà anche di regole semplici di prevenzione delle malattie mediate dagli agenti infettivi,  a cominciare dall’igiene del cavo orale, in quanto, conclude Cinco,  “la multiforme e ricca flora batterica del cavo orale comprende anche germi che, se penetrano nel circolo sanguigno, possono andare ad aderire a strutture del cuore e lì produrre biofilm che sono distruttivi nei riguardi di valvole e/o protesi ed all’interno dei quali i batteri possono comportarsi da resistenti alla terapia antibiotica”

MERC. 14-6 – IL REFERENDUM DELLA CATALOGNA E IL FUTURO DELL’UNIONE EUROPEA

Il presidente del governo autonomo della Catalogna ha annunciato che in settembre i catalani saranno chiamati a decidere con un referendum sull’indipendenza. Se il referendum darà esito positivo, la Catalogna diventerà stato sovrano.

Ma le cose non sono semplici; il governo spagnolo ritiene il referendum anticostituzionale e cercherà di ostacolarlo in tutti i modi e comunque non riconoscerne l’esito. I catalani invece insistono che il referendum è lo strumento più democratico possibile e comunque rispondente al principio universale dell’autodeterminazione dei popoli. Comunque sin d’ora i catalani si dichiarano favorevoli alla permanenza nell’Unione Europea.

Ma perché si è arrivati a questo punto? Quali sono le cause che hanno portato alla radicalizzazione dei rapporti con lo stato spagnolo? E, soprattutto, cosa significherebbe una Catalogna stato sovrano per l’Unione Europea?

Di questo parlerà mercoledì, 14 giugno alle 17.30 al Circolo della stampa Aureli Argemì, personalità catalana di alto prestigio, impegnato per la lingua e le cultura da oltre mezzo secolo, presidente emerito del “Ciemen”, importante centro di ricerca e di lotta per i diritti dei popoli di Barcellona. Già segretario particolare dell’abate Escarré di Montserrat, il convento che negli anni della dittatura di Franco ha tenuto alta la cultura catalana ed ha dato asilo a numerose personalità della cultura e della scienza, oppresse dalla dittatura, Argemì, che aveva seguito negli anni ’60 l’abate Escarré in esilio in Italia, terrà la conferenza in lingua italiana.

 

 

 

GIOV. 15-6 – L’AUSTRIA NELL’EUROPA DEGLI ANNI TRENTA

I vent’anni tra la fine della Grande Guerra e l’Anschluss sono un periodo di eccezionale sviluppo culturale e di enormi contrasti politici e sociali che contrassegnano la Erste Republik austriaca. Una storia complessa e affascinante che offre molti spunti per comprendere la situazione in cui viviamo oggi. Una storia che è stata oggetto di convegni e studi raccolti nel volume “L’Austria nell’Europa degli Anni Trenta” a cura di Francesco Saverio Festa, Erich Fröschl, Tommaso La Rocca, Luigi Parente e Angelo Maria Vitale (edizioni Lit, Roma, 671 pagine, 33 euro) che si avvale di ben 40 contributi di studiosi delle varie discipline. Il volume sarà presentato dai curatori giovedì, 15 giugno, alle 17, all’Auditorium del Museo Rivoltella in una  manifestazione organizzata dall’Associazione Italia-Israele e dal Circolo della Stampa con il contributo del Comune.

Il volume si articola in cinque parti: Filosofia e politica; Filosofia, cultura e società; Storia e economia; Testimoni del tempo e una tavola rotonda su “L’Austria e l’Europa”. I nodi centrali che vengono dipanati sono: l’identità, l’antisemitismo, i fascismi e  le questioni nazionali e sociali.

L’identità è uno degli argomenti centrali che vengono esaminati sotto vari profili: culturale, politico, sociale ed anche economico. Un’identità che gli austriaci devono costruirsi: la dissoluzione dell’impero e la caduta della dinastia li ha lasciati senza punti di riferimento, mentre il Paese ribolle.  Paradossalmente è l’avvento di Hitler in Germania a  rinforzare l’identità austriaca. Un altro aspetto è l’antisemitismo che priva l’Austria delle sue menti migliori e una delle vie di fuga dall’orrore è Trieste, che diventa la “Porta di Sion”.

 

 

VEN. 16-6 – LA NOTTE DELLE FAVILLE

Venerdì 16 giugno, alle 17.30, al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13) Luciano Santin presenta la seconda edizione del romanzo “La notte delle faville” di Livio Isaak Sirovich. Il libro edito da Cierre ha una nuova postfazione storica e una notevole copertina di Cosimo Miorelli.

L’autore narra la storia di un piccolo paese della Carnia, San Pietro/Speterbong, agli estremi geografici del Regno, anzi del mondo; una matassa che si dipana dall’occupazione nazista-cosacca del 1944 al 1976. È l’ultimo paesino italiano prima dello spartiacque di confine, ma da secoli vi si parla un antico dialetto carinziano; una stranezza che non ha mai reso la vita facile ai sanpietresi/spetbongarischen e che dopo l’8 settembre li ficca proprio in un brutto guaio. Perché se prima, a mezza bocca, non era raro che li si chiamasse bastardi sia di qua che di là del confine, a un certo punto i nazisti li annettono di fatto al Terzo Reich, perché li considerano volkdeutsch, di sangue tedesco. Cosa che dopo la fine della guerra costerà loro la neanche tanto velata accusa di traditori, collaborazionisti; accusa mossa magari – c’est la vie – da chi fino all’aprile del ’45 era rimasto fedele al “Patto d’acciaio coi Camerati germanici” (“non si sa mai che abbiano davvero queste famose armi segrete”, si mormorava).

Questa di San Pietro/Speterbong è una storia minore, ma dai risvolti inquietanti perché sullo sfondo si alza il fumo della Risiera di San Sabba, dove gli integerrimi ufficiali delle SS rubano per il Reich e anche in proprio.

Nel racconto di Sirovich vivono uomini e donne semplici, umili, saggi ma superstiziosi; una storia d’amore che avrebbe potuto essere, ma non sarà, tra un maestrino di Bassano del Grappa disertore dell’esercito di Salò e una giovanissima vedova di guerra col figlio poliomielitico; vicende di partigiani, soldati nazisti, cosacchi, molti voltagabbana, storie di ordinaria umanità di cui non si legge nei libri di scuola. In questo, la scrittura di Sirovich può avvicinarsi al pessimismo ironico di Vitaliano Brancati e ai suoi personaggi sempre costretti a subire gli eventi, dai quali hanno imparato a difendersi con l’arma della dissimulazione. E infatti anche a San Pietro/Speterbong certe verità si sussurrano solo nei falò attorno alle braci del fogolâr.

L’uscita della prima edizione da La notte delle faville suscitò non pochi mal di pancia, soprattutto in Carnia, e vivaci polemiche sulla stampa friulana. Ricordiamo infatti che il romanzo gira attorno – e qualche volta morde, com’è nello stile dell’autore – al mistero di un tesoro donato nel maggio del 1945, chissà perché, dai cosacchi o dai tedeschi in fuga al prete di un paesino italiano di montagna, dove però si parla un antico dialetto carinziano.

Fatto sta che, dopo l’uscita del romanzo, il sesto successore di quel prete del ’45 ha pensato bene di fare finalmente chiarezza svelando quanto il curato aveva scritto all’epoca a proposito della chiacchierata “donazione”. Il diario della chiesa era infatti rimasto segreto per 50 anni (ma Sirovich era riuscito a darci una sbirciatina, pare).

In questa velata nostalgia per l’occupazione e nella strana reticenza su una ricompensa nazista sta tutta la Notte delle Faville.

 

 

GIOV. 22-6 – MEDIOCREDITO FVG, LO SCANDALO CHE NON FA SCANDALO

 

Giovedì 22 giugno alle 17, nella sede del Circolo (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano) si terrà un incontro-dibattito organizzato da “La Gazzetta Giuliana” e l’Associazione “Tina Modotti” dal titolo “Mediocredito FVG, lo scandalo che non fa scandalo”. Farà gli onori di casa Pierluigi Sabatti. Introdurrà l’incontro Luigi Putignano, direttore responsabile de La Gazzetta Giuliana. Successivamente interverrà Giorgio de Cola, redattore de La Gazzetta Giuliana, il quale negli ultimi anni si è occupato di approfondire le tematiche relative alla gestione dell’istituto di credito regionale. Modererà l’incontro e il successivo dibattito Gianluca Paciucci, presidente dell’Associazione “Tina Modotti” di Trieste.

“Le riunioni del CdA erano cerimonie inutili. Tutte uguali a se stesse. Non c’era nulla da discutere perché non veniva fornita la documentazione relativa alle delibere”: quale miglior incipit per descrivere la realtà di Mediocredito FVG se non questa frase pronunciata al giornalista de Il Messaggero Veneto, da Pietro Arduini, ex assessore alle finanze della giunta Tondo, nominato nel 2008 nel CdA della banca, dimessosi poco dopo.

Una realtà, quella dell’istituto di credito a partecipazione regionale (e della Fondazione CR Trieste), piena di ombre, colma di silenzi assordanti da parte della politica e di chi dovrebbe essere deputato a controllare che tutto vada in ordine. E che rispetti le leggi dello stato.

E questo incontro serve proprio a far sì che questo silenzio cessi. Con tutte le conseguenze del caso. Giorgio de Cola, redattore del periodico on line di approfondimento guidato da Luigi Putignano, porterà a supporto delle sue argomentazioni i fatti – non le opinioni – rappresentati da documenti inoppugnabili.

 

GIOV. 29-6 – 2017 ANNO DI ELEZIONI: SI DECIDE IL FUTURO DEI PAESI EUROPEI

Il 2017 è un anno denso di importanti appuntamenti elettorali in tutta Europa: dall’Austria alla Germania, dove si ricandida Angela Merkel con ottime possibilità di successo, dalla Romania all’Olanda e alla Francia, dov’è esploso il fenomeno Macron con un partito-movimento nato dal nulla. Elezioni sulle quali invitano a riflettere Dialoghi Europei, Circolo Che Guevara e Circolo della Stampa, dove si svolgerà giovedì 29 giugno (ore 18, sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano) la conferenza dal titolo “Elezioni 2017 tra astensione e mobilità, una riflessione sui risultati elettorali con uno sguardo all’Europa”. Parlerà Maurizio Pessato, presidente della Swg, la società di sondaggi triestina che  progetta e realizza ricerche di mercato, di opinione, istituzionali, studi di settore e osservatori, analizzando e integrando i trend e le dinamiche del mercato, della politica e della società. Apriranno i lavori  e coordinerano la discussione  Štefan Čok, neo presidente di Dialoghi Europei e Riccardo Devescovi, presidente del Che Guevara.

 

 

 

LUN. 11-9 – CONVEGNO SU PREMUDA

Si apre con un convegno dedicato ad un grande storico della medicina l’attività autunnale del Circolo della Stampa. Il protagonista è Loris Premuda al quale il “Conservatorio di Storia Medica e Sanitaria Alto Adriatica” dedica un seminario, che si apre lunedì 11 settembre alle ore 17.30 nella sede del Circolo di corso Italia 13 (sala Paolo Alessi, primo piano). Dopo l’introduzione del presidente del Circolo, Pierluigi Sabatti, sarà proposto un filmato realizzato da Noemi Premuda, “Un’intervista con mio padre”. Seguirà la relazione di un altro storico della medicina concittadino, il professor Euro Ponte, su “Il docente, dall’Istria a Trieste a Padova”, quindi il professor Maurizio Rippa Bonati che oggi regge la cattedra del docente triestino, parlerà di “Loris Premuda, un professore asburgico a Padova”. Chiuderà il seminario il professor Mauro Melato con una relazione su “Il Conservatorio di Storia Medica e Sanitaria Alto Adriatica”, in ricordo dell’insegnamento di Loris Premuda”.

Nell’occasione sarà disponibile in sede un apposito annullo filatelico in ricordo ed onore del professor Loris Premuda.

Premuda nasce a Montona il 4 gennaio 1917.  Perde il padre l’anno successivo  e la famiglia si trasferisce a Trieste. Diplomato al liceo Petrarca si iscrive alla facoltà di medicina e chirurgia a Padova, dove il 29 giugno 1942, si laurea con una tesi in “Clinica dermosifilopatica su ricerche cliniche sulle bartoliniti gonococciche e forme similari”. La sua carriera di medico si svolge in varie città d’Italia e  la sua curiosità intellettuale lo porta ad appassionarsi all’antropologia criminale e aggiunge alle sue specializzazioni quella in medicina legale. Nel 1952 decide di dedicarsi alla Storia della medicina. Una passione nata, come afferma lui stesso “dall’esigenza di conoscere le radici dell’impianto storico-scientifico della patologia e pertanto di esplorare i meccanismi attraverso i quali i medici fin dai tempi più remoti avevano interpretato il concetto di malattia, di infiammazione, di tumore, di febbre e via dicendo. Fu davvero galeotto questo impulso, questa vigorosa aspirazione che mi rese prigioniero di ogni spazio di tempo che avrei potuto strappare all’esercizio della professione medica”.

Sarà dedicato a un tema medico anche l’appuntamento di mercoledì 13 settembre (ore 17.30 sala Paolo Alessi) con il professor Maurizio De Vanna che illustrerà una malattia che ha colpito (dati dell’Organizzazione mondiale della sanità) 322 milioni di persone con un aumento del 20 per cento negli ultimi dieci anni.

Infine giovedì, sempre alle 17.30 in sala Paolo Alessi, sarà presentato il volume della giornalista Marina Silvestri “Lassù nella Trieste asburgica. La questione dei regnicoli e l’identità rimossa” (Leg, Edizioni), in cui l’autrice racconta un importante capitolo della storia triestina.

MERC. 13-9 – DEPRESSIONE

“90 sfumature di umor nero” sono quelle proposte dalla depressione, che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sarà nel 2020 la seconda causa di disabilità nel mondo e nel 2030 addirittura la prima patologia cronica. In tutto il pianeta si stima che 350 milioni di persone di tutte le età soffrano di depressione. Questa subdola nemica sarà oggetto della conferenza del prof. Maurizio De Vanna che si terrà mercoledì 13 settembre alle 17.30 al Circolo della stampa (corso Italia 13, sala Paolo Alessi, primo piano). Una malattia spesso nascosta, in aumento ma sottostimata, con costi umani e sociali enormi. Ma da questa terribile patologia è possibile guarire, e lo dimostrano i milioni di persone depresse trattate con successo grazie alle cure moderne, sia di tipo farmacologico che psicoterapeutico.

Il manifestarsi delle malattia non sempre viene colto da chi sta attorno alla persona malata: famigliari ed amici  finiscono per considerare quindi pigrizia, cattivo carattere, egoismo quello che è un profondo malessere psichico; altrettanto frequentemente può accadere che il familiare si accorga del problema ma non riesca ad agire nella maniera più appropriata, anche perché spesso la depressione si accompagna alla perdita di speranza e al timore di un pesante giudizio morale da parte degli altri.

Le forme delle depressione sono molteplici e il prof. De Vanna cercherà di chiarire le differenze spesso sfumate tra malinconia, melancolia, tristezza, depressione, distimia, mania, temperamento depressivo, disturbo uni- e bipolare, lutto patologico, psicosi maniaco-depressiva. Infatti, al pari di quanto si verifica in tutti gli altri campi della Medicina, solo una diagnosi corretta può indirizzare il medico ad una adeguata terapia.

 

 

GIOV. 14-9 – REGNICOLI

Regnicoli, un termine caduto in desuetudine che però intitola un capitolo di storia italiana e triestina, che viene ricostruito dalla giornalista Marina Silvestri nel libro “Lassù nella Trieste asburgica. La questione dei regnicoli e l’identità rimossa” (Leg, Edizioni), che sarà presentato giovedì 14 settembre, alle 18, al Circolo della Stampa (corso Italia 13, sala Paolo Alessi, primo piano). L’Europa fino alla fine dell’Ottocento è la prima destinazione della grande emigrazione italiana post-unitaria e l’Impero austro-ungarico è il secondo Paese di approdo. Trieste diviene un caso singolare, meta di un’emigrazione dalla Penisola in una città cosmopolita ma in larga parte italiana per lingua e cultura. È un’emigrazione economica, ma anche politica, che diventa elemento strutturale della società triestina e della sua identità. Ad emigrare sono soprattutto friulani, veneti, cadorini, romagnoli, emiliani, pugliesi e siciliani che seguono percorsi di traffici e commerci che affondano le radici nel Medioevo. Le vicende di questi cittadini del Regno d’Italia venuti a Trieste non solo in cerca di lavoro, ma anche ad avviare attività commerciali – sono 50mila allo scoppio della Grande guerra – sono esposte da Marina Silvestri attraverso un approfondita disamina degli studi storici che avevano toccato l’argomento da diverse angolature, e con l’avvallo di carteggi consolari inediti e significativi giudizi espressi dalla pubblicistica del tempo. Inoltre le ampie note e le appendici mettono a disposizione del lettore elenchi di cognomi, provenienze e mestieri che aiutano a rintracciare l’origine di molte famiglie della città.

Converseranno con l’autrice Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa, e Francesco De Filippo, giornalista e scrittore.

 

 

 

MERC. 20-9 – RICORDO DEI FRATELLI ROSSELLI

I FRATELLI ROSSELLI

A ottant’anni dell’assassinio dei fratelli Carlo e Nello Rosselli in Francia perpetrato da sicari fascisti, il Circolo della Stampa ha invitato Valdo Spini a ricordare il tragico evento mercoledì 20 settembre alle 17.30 nella sede di corso Italia 13 (sala Paolo Alessi, primo piano). Valdo Spini, protagonista della politica italiana, prima come deputato del Partito socialista poi come co-fondatore del Partito Democratico, ha ricoperto incarichi di governo come sottosegretario e ministro dell’Ambiente. E’ stato eletto ininterrottamente deputato per otto legislature. Già nel 1984 si era reso conto dell’importanza della questione morale e aveva presentato alla Camera una proposta di legge per la trasparenza del finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali. Proposta ripresentata nelle legislature successive e che uniformerà le sue personali campagne elettorali. Poco dopo questa proposta non viene riconfermato vicesegretario nazionale del Psi, ma quando, otto anni dopo, esploderà tangentopoli questa sua posizione gli varrà nuovo consenso e nuova considerazione. Docente universitario è stato anche assessore alla Cultura del Comune di Firenze, sua città natale. La sua ultima fatica è  un agile ma nutrito saggio su “Carlo e Nello Rosselli – Testimoni di Giustizia e Libertà,” pubblicato da Clichy, oltre che di una vasta  serie di volumi di carattere storico e politico. Dialogherà con Spini  Marco Bresciani, formato alla Scuola Normale Superiore e all’Università di Pisa, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in storia contemporanea. Bresciani ha condotto ricerche sulla storia di Giustizia e Libertà, sui suoi rapporti con la cultura francese, europea e americana, sulla sua lunga eredità antifascista e antitotalitaria tra gli anni Trenta e il dopoguerra. Su questi temi ha pubblicati numerosi contributi, tra i quali quest’anno “Quale antifascismo? Storia di Giustizia e Libertà” (Carocci). Introdurrà il presidente del Circolo, Pierluigi Sabatti.

 

GIOV. 21-9 – RICORDO DI VIRGILIO GIOTTI

Il 21 settembre di sessant’anni fa Trieste perdeva il suo più grande poeta in dialetto, Virgilio Giotti e proprio giovedì 21 il Circolo della Stampa, con la collaborazione del Circolo Amici del dialetto triestino, ricorderà questo anniversario con un incontro alle 17.30 nella Sala Alessi (Corso Italia 13, I p.). Il tema è “Virgilio Giotti a sessant’anni dalla scomparsa: i suoi versi rivivono in altre lingue”, l’ingresso è libero. Si traccerà una panoramica della poesia giottiana alla luce di numerose traduzioni, recenti studi e riconoscimenti internazionali. Dopo una breve introduzione di Liliana Bamboschek interverranno Hans Raimund, poeta e scrittore austriaco, traduttore di Giotti in lingua tedesca, Livia de Savorgnani Zanmarchi, relatrice sulle traduzioni in spagnolo, catalano e francese, saranno citate anche versioni in inglese e olandese. Gli attori dell’Armonia Paola e Roberto Tramontini avranno il compito di interpretare dal vivo i testi originali. L’opera di quello che viene definito oggi dalla critica come uno dei maggiori poeti dialettali del Novecento sta avendo, in questi ultimi anni, un vero e proprio revival ed è significativo il fatto che una delegazione di 12 persone sia venuta nella nostra città da Gerona (Spagna) proprio il 21 settembre di tre anni fa per consegnare personalmente un riconoscimento di valore internazionale, il Memorial della Liber Press 2014 “in nome dei principi di umanità e solidarietà” di cui l’associazione è portatrice. Il premio consisteva in una targa da apporre sulla tomba del poeta e nella traduzione in lingua catalana del suo diario “Appunti inutili”. La raccolta “Colori” è stata oggetto di pregevoli traduzioni e saggi critici, in spagnolo ad opera di due studiosi di Buenos Aires, Ricardo H. Herrera e Mariano Perez Carrasco, splendida anche la versione in tedesco “Kleine Töne, meine Töne – Pice note, mie note” di Hans Raimund (Drava, Klagenfurt) in cui il triestino, assunto a “lingua di poesia” da Giotti, sale a una dimensione sovranazionale.

 

VEN. 22-9 – TERRORISMO ISLAMISTA

    

 Venerdì 22 settembre 2017 al Circolo della stampa di Trieste un tema di grande attualità: presentazione del libro “Perché ci attaccano. Al Qaeda, l’Islamic State e il terrorismo “fai da te” di Laura Quadarella Sanfelice di Monteforte

Venerdì 22 settembre alle 17.30 nella Sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa di Trieste (corso Italia 13) il prof. Georg Meyr, studioso di fama e docente di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Trieste, l’amm. Ferdinando Sanfelice di Monteforte, docente di studi strategici nello stesso Ateneo e già Rappresentante Militare Italiano alla NATO e UE, e l’arch. Marianna Accerboni, curatrice e ideatrice dell’evento, presenteranno il libro Perchè ci attaccano. Al Qaeda, l’Islamic State e il terrorismo “fai date” (Aracne, pgg. 272, € 35) scritto da Laura Quadarella Sanfelice di Monteforte, giurista e politologa romana, e incentrato su un tema di grande e drammatica attualità. Un volume che porta la prefazione di Ahmet S Yayla, docente all’Università George Mason di Washington, ed è già stato presentato in sedi molto prestigiose quali per esempio il Circolo del Ministero degli Affari Esteri, e recensito da autorevoli esperti di vari Paesi europei, asiatici, africani e statunitensi su giornali, siti di think tank, radio (anche Radio Uno Rai) e tv.

Coordinatore dell’incontro sarà il giornalista Pierluigi Sabatti, Presidente del Circolo della Stampa che ha promosso l’iniziativa. Interverranno gli autori. Brindisi offerto da Tenuta Baroni del Mestri (Cormons, Gorizia).

MART. 26-9 – MIGRAZIONI, IDENTITA’ E GENERAZIONI: L’ESPERIENZA ISTRIANA

Parlare di migrazioni oggi è quasi scontato, ma la ricerca di una vita migliore e di un sospirato benessere o la fuga dalle guerre o da sanguinose dittature da sempre hanno indotto i popoli a spostarsi, allora come oggi, ma con l’aggiungersi nei nostri anni  anche dei cambiamenti climatici che, in alcune aree del globo, divengono a loro volta causa di carestie, miseria e di altre guerre.

Un mondo che si sposta ed un altro che non riesce a mantenere il proprio benessere,  perché sempre più anziano e in calo demografico.

Due realtà che si cercano e sono necessarie l’una all’altra ma incapaci al dialogo e alla pianificazione.

Di questo argomento di stringente attualità parlerà martedì 26 settembre alle 17.30 il giornalista Biagio Mannino, politologo, collaboratore di Radio Nuova Trieste e curatore del blog Vento di nord est, al circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, primo piano, corso Italia 13).

Problemi di accoglienza, di accettazione e di integrazione, portano necessariamente a confrontarsi gli uni e gli altri nel tentativo di comprendere il fenomeno nelle cause e, in particolare, negli effetti.

Trieste è la città per definizione multietnica e multiculturale che, nel corso del XX secolo ha conosciuto la durezza dei regimi e delle guerre con tutte le conseguenze.

A Trieste, dove arrivarono quasi 70000 istriani, a distanza di due generazioni, è possibile riflettere sugli effetti che quel fenomeno produsse non solo per chi arrivò ma anche per chi accolse.

Un lavoro di ricerca, quello di Biagio Mannino, che porta a delle conclusioni che risultano utili  per comprendere quel percorso post migratorio e per trarne insegnamento ed esempio per evitare gli errori commessi ma valorizzando ciò che di buono fu fatto. Esperienze utili per la situazione contemporanea che ancora va alla ricerca di una linea guida.

 

 

MERC. 27-9 – LASCIARE TRIESTE

A un anno dalla pubblicazione del romanzo d’esordio “Frieda, un’educazione sentimentale del ‘900”, Christophe Palomar torna nelle librerie con “Lasciare Trieste”, edizioni Pendragon, Bologna, che lo stesso autore definisce “l’incontro amoroso tra un uomo ordinario e una città mitica”.

 “Il libro sarà presentato mercoledì 27 settembre, alle 17.30, al Circolo della Stampa  (corso Italia 13, sala Paolo Alessi, primo piano).

“Un uomo di passaggio arriva a Trieste per lavoro – scrive l’autore-. Dapprima indifferente alla città, inizia ad osservarla, ad annusarla dall’alto del suo terrazzo. Senza mai incontrarla e mai viverla del tutto, ne subisce il fascino irresistibile. E quando dovrà lasciarla, capirà di averla fatta sua, come un grande amore impossibile”.

“Racconto di una Trieste non mediterranea, bianca nel suo mare e nel suo marmo, in cui le cose quasi non accadono più, perché fondamentalmente è accaduto tutto. Una Trieste profondamente letteraria, in cui hanno camminato personalità come Saba, Joyce, Svevo, Morand, capace di essere metropolitana come Tokyo, uggiosa come Amsterdam, luminosa come Brooklyn”.

“Conciliare vita e scrittura: in fondo è questa la lezione di Trieste, il grande dono di Trieste. Nell’ultimo anno ho scritto quasi tutti i giorni, anche poche righe ma non importa. Importa solo il muscolo. Importa solo la gravità che muove i granelli di sabbia.”

Christophe Palomar viaggia da sempre per necessità, per obbligo e mai per piacere. Eppure, non potrebbe fare diversamente. Legge in spagnolo, pensa in francese e scrive in italiano, anche se per lavoro, usa il più delle volte altre lingue. Dialogherà con l’autore, il presidente del Circolo, Pierluigi Sabatti.

 

 

MERC. 4-10 – LA MUSICA NELLA GRECIA ANTICA

Mercoledì, 4 ottobre, alle ore 17, al Circolo della Stampa (corso Italia 13, sala Paolo Alessi, primo piano), in collaborazione con l’Associazione Trieste-Grecia “Giorgio Costantinides”, Adriana Obersnel parlerà di “La Musica nella Grecia Antica fra mito, regole e filosofia”.

Nel mondo antico la musica permeava ogni aspetto del vivere quotidiano, sia civile che religioso, sia pubblico che privato, sia del singolo che della comunità e aveva uno spazio importante nella formazione dell’individuo: ne abbiamo testimonianza da fonti del calibro di Platone e di Aristotele, che ci dicono come essa fosse parte integrante dell’educazione del giovane ateniese di età classica, destinato a divenire buon cittadino in quanto uomo colto, proprio perché esperto nelle arti insegnate dalle Muse, che univano alla musica anche il canto, la poesia, il teatro, la letteratura, la danza, la medicina e le pratiche magiche. Ma specialmente la musica, il canto e la danza erano indispensabili alla vita del popolo ellenico, come testimoniato da numerosi miti, senza dimenticare che tutta la poesia non poteva prescindere dalla musica: aedi e rapsodi recitavano canti epici accompagnandosi con la cetra, la poesia lirica era un insieme di parole e musica e le parti liriche della tragedia e della commedia erano la fusione armoniosa delle parole, della danza e della musica del coro.

Pur svolgendo un ruolo così importante, tuttavia, sono giunti fino a noi pochissimi frammenti musicali, spesso di difficile interpretazione, e questo perché la Grecia, seppur non trascurando la produzione di opere musicali, non le trasmise per iscritto, ma solo in forma orale: sono giunti fino a noi dei trattati teorici sulla musica, ma non abbiamo nulla che ci permetta di sapere con certezza come suonava uno strumento o come cantava una voce: quello che siamo riusciti ad estrarre dai frammenti rimasti è pur sempre una ricostruzione, a ben più di 2000 anni di distanza…

Quanto agli strumenti utilizzati, la loro costruzione ci attesta il grado di raffinatezza di quest’antica e straordinaria cultura. Gli strumenti a corde più comuni erano la cetra e la lira, sacri ad Apollo, che accompagnavano il canto, la poesia e il racconto dei miti, senza trascurare quelli a fiato come l’aulòs, sacro a Dioniso, tendente ad evocare immagini più terrene, e ancora la siringa e il flauto, per finire con quelli a percussione.  Nel corso della conferenza si avrà l’opportunità di ascoltare un raro esempio di tentativo di riproduzione della musica e del canto di un antico pezzo musicale tramandato fino a noi.

Particolare attenzione sarà data alla tragedia, nata dalla fusione di poesia, musica e danza: Eschilo, Sofocle ed Euripide guideranno alla scoperta delle loro tragedie che prevedevano l’utilizzo del coro, il cui canto contribuiva a rafforzare in modo significativo l’espressione drammatica.

Il teatro dell’antica Grecia come luogo di  sintesi di musica, parola, azione e danza, “teatro totale”, oggi molto di moda, conobbe allora un grande sviluppo e con esso la musica. I più grandi scrittori di tragedie e commedie scrissero anche le parti musicali, mentre gli architetti greci ponevano grande cura nella costruzione dei teatri, specialmente per quanto riguardava l’acustica. Questa particolare attenzione è segno dell’importanza che veniva accordata al suono, che giudicavano un veicolo di informazione primario.

 

GIOV. 5-10 – METAMORFOSI D’ITALIA

Come ci vedono i nostri cugini d’oltr’Alpe ai quali ci lega un secolare rapporto di odio-amore e di reciproche influenze. Ce lo racconta Anne Tréca Perissich, giornalista italo-francese, nel suo “Métamorphoses de l’Italie depuis 1945” (Ateliers Henri Dougier – Parigi). Anne Tréca parlerà del suo libro con Pierluigi Sabatti giovedì, 5 ottobre, alle 17.30 al Circolo della Stampa. La manifestazione, che si svolgerà in lingua italiana, è organizzata dall’Alliance Française e dal Dipartimento di scienze politiche del nostro ateneo. Anne Tréca per spiegare com’è cambiato il nostro Paese dal secondo dopoguerra ad oggi interroga 10 grandi testimoni degli ultimi 70 anni che hanno vissuto in prima persona i cambiamenti sociali, politici e economici dell’Italia. Il miracolo economico del dopoguerra, l’ascesa del partito comunista, gli “anni di piombo”, le lotte delle donne, la battaglia anti-corruzione di “mani pulite”, il separatismo dalle regioni del Nord, la discesa in campo di Berlusconi, crescita del populismo, irruzione dei migranti… attori diretti raccontano nelle “Métamorphoses” il ruolo che hanno giocato in questo grande teatro, questa vera Commedia dell’arte.

L’Autrice ha iniziato la sua carriera a Bruxelles dove si occupava di affari europei nell’agenzia Europolitique/European report. Ha poi lavorato a lungo per diverse testate francesi e inglesi (L’Economiste, Le Télégramme de Brest, FR3  TV , La Cinq TV, BBC radio) come corrispondente per gli affari europei ed è stata l’inviata della radio Europe 1 fino al 1996. Seguiva anche la Nato. Nel 1991 ha coperto la prima guerra del Golfo a Washington e a New York per Europe 1. Vive in Italia dal 1999. Ha lavorato 6 anni al TG La7 ,  come conduttrice della rassegna della stampa estera, del Tg, e della rubrica “1,2, Treca” dedicata agli affari internazionali. Dal 2011 è corrispondente in Italia di diverse radio francesi (RFI, RTL) e partecipa spesso a programmi informativi italiani (TG2, RAI3 , Sky TG24…). E stata anche insegnante alla Scuola di giornalismo della Luiss a Roma, e del Centro de Formation des Journalistes a Parigi.

VEN. 6-10 – IMMIGRATI

Si è parlato molto, quest’estate, di aiutare “a casa loro” chi emigra dai propri Paesi, in modo da ridurre i flussi. Una lettura di maniera, in quanto nel novanta per cento dei casi “casa loro” è teatro di guerra, luogo senza diritti, territorio di violenze inaudite, zona afflitta da epidemie e carestie, catastrofi naturali: richiederebbe perciò mille volte le risorse oggi destinate dalla UE alla cooperazione internazionale.

Per capire nel dettaglio cosa veramente succede, l’Associazione “Reset” ha pensato di chiedere a chi “a casa loro” c’è stato davvero, di raccontare cos’ha visto coi suoi occhi e cosa ha fatto per aiutare quelle popolazioni; e ha chiesto a chi accoglie quelli che fuggono, spesso alla ricerca di salvezza, di raccontare la loro esperienza.

Venerdì 6 ottobre alle 17.30, al Circolo della Stampa di Trieste, porteranno le loro testimonianze Marzio Babille, medico che da anni opera tra Asia e West Africa, Renzo Bonn, psichiatra, già esperto dell’OMS nei teatri di guerra dei Balcani e in Palestina, Letizia Cialli, infermiera di Emergency che ha vissuto sei mesi all’ospedale di Kabul, Daniela Luchetta e Maria Lipone, della Fondazione Luchetta, Ota, D’Angelo, Hrovatin, che gestisce tra l’altro un centro di accoglienza nel paese di Bristie.

L’incontro sarà introdotto da Franco Belci e coordinato dal giornalista Giovanni Tomasin.

MERC. 11-10 – LA DEPRESSIONE, NEMICA SUBDOLA

“90 sfumature di umor nero”, seconda parte. Il professor Maurizio De Vanna continuerà a spiegare la depressione, mercoledì 11 ottobre, alle 17.30 al Circolo della Stampa (sala Paolo Alessi, corso Italia 13, primo piano). La depressione, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sarà nel 2020 la seconda causa di disabilità nel mondo e nel 2030 addirittura la prima patologia cronica. In tutto il pianeta si stima che 350 milioni di persone di tutte le età soffrano di depressione. Dopo aver spiegato le origini della depressione e le differenze spesso sfumate tra malinconia, melancolia, tristezza, depressione, distimia, mania, temperamento depressivo, disturbo uni- e bipolare, lutto patologico, psicosi maniaco-depressiva, il prof. De Vanna indicherà come affrontare questa malattia spesso nascosta, in aumento ma sottostimata, con costi umani e sociali enormi, perché da questa terribile patologia è possibile guarire, e lo dimostrano i milioni di persone depresse trattate con successo grazie alle cure moderne, sia di tipo farmacologico che psicoterapeutico.

Il manifestarsi delle malattia non sempre viene colto da chi sta attorno alla persona malata: famigliari ed amici  finiscono per considerare quindi pigrizia, cattivo carattere, egoismo quello che è un profondo malessere psichico; altrettanto frequentemente può accadere che il familiare si accorga del problema ma non riesca ad agire nella maniera più appropriata, anche perché spesso la depressione si accompagna alla perdita di speranza e al timore di un pesante giudizio morale da parte degli altri.

Gli ostacoli più difficili da superare per affrontare il problema sono infatti senza dubbio l’ignoranza e la disinformazione, che generano numerosi pregiudizi sia sulla malattia sia sulle possibilità esistenti per affrontarla correttamente. Si tratta un disturbo psichico molto frequente ai giorni nostri che colpisce anche persone che conducono una vita apparentemente tranquilla o che non hanno alcun problema sia economico che affettivo.

Ma, al pari di quanto si verifica in tutti gli altri campi della Medicina, bisogna rivolgersi al medico e che, con una diagnosi corretta, potrà trovare la terapia adeguata.

 

 

GIOV. 12-10 – RITORNIAMO A MORIRE A CASA

Il tema del tornare a morire a casa è di importanza cruciale in questo momento in cui Azienda Sanitaria e Regione si stanno muovendo per superare talune rigidità del sistema ospedaliero. L’argomento verrà affrontato  e sviluppato in un convegno che avrà luogo giovedì 12 ottobre alle 17 al Circolo della Stampa (corso Italia 13, sala Paolo Alessi, primo piano). Nel corso di questi ultimi decenni il cittadino-paziente era indotto a delegare la propria salute, e il destino del proprio corpo, all’ospedale. La medicina territoriale, rappresentata un tempo esclusivamente o quasi esclusivamente dai medici della mutua, era solita allora a sua volta delegare i trattamenti all’ospedale. Ospedale che spesso e volentieri si ritiene depositario dei destini dei ricoverati, che, preoccupati per la propria salute, tendono ad affidarsi “in toto” all’istituzione sanitaria, delegando a quest’ultima la propria salvezza, sopportando anche i disagi che l’ospedalizzazione inevitabilmente comporta. Ma le autorità sanitarie si stanno rendendo conto dell’insensatezza di tale situazione, anche dal punto di vista dei costi.

L’Associazione per la difesa del malato conosce la realtà attuale, soprattutto a Trieste, dell’esistenza e dell’attività, veramente infaticabile dei Distretti sanitari, che organizzano in maniera sempre più estensiva l’assistenza domiciliare, anche per i pazienti gravi. Tuttavia si ritiene che ci siano da compiere ancora dei passaggi decisivi per non nascondere più il momento del “fine vita” dietro il paravento delle mura dell’ospedale, oppure, come oggi si sta iniziando a fare, del cosiddetto “Hospice”. Quest’ultimo finisce unicamente per rappresentare un compromesso, forse solo un po’ meno disumano, ma certamente ancora distante dalla riapproprizione nel privato (in casa) del secondo evento più importante della vita, dopo la nascita. Per realizzarlo va valutata, ad esempio la disponbilità, la capacità e l’impegno dei medici e degli infermieri, degli ospedali e nella medicina generale e di base, nei confronti di pazienti e familiari per confrontarsi con questi ultimi sul tema dalla fine imminente e sulla sensatezza o meno di permanere in ospedale. Non è un argomento facile e per questo l’Associzione per la difesa del malato propone un confronto tra le associazioni del volontariato e il Comune di Trieste da una parte e le autorità sanitarie dall’altra. Poi si aprirà il dibattito con il pubblico.

 

VEN. 13-10 – MATTADOR WORKSHOP 2017

 MATTADOR WORKSHOP 2017 E PREMIO ANANIAN AL CIRCOLO DELLA STAMPA

CONFERENZA STAMPA VENERDI’ 13 OTTOBRE APERTA AL PUBBLICO

 Dall’8 al 23 ottobre a Trieste i percorsi formativi dedicati ai giovani che vogliono fare cinema

Il Premio Internazionale per la Sceneggiatura MATTADOR ospita da questa settimana a Trieste, e per tutto il mese, giovani provenienti da tutta Italia per i MATTADOR WORKSHOP, settimane di formazione teorica e di realizzazione pratica dedicate ai giovani talenti che vogliono dedicarsi alla carriera cinematografica. I MATTADOR WORKSHOP saranno illustrati venerdì 13 ottobre alle  ore 12 al Circolo della Stampa (corso Italia 13, sala Paolo Alessi, primo piano) conferenza stampa aperta al pubblico. Nell’occasione sarà consegnato un nuovo riconoscimento: IL PREMIO ANANIAN.  Per la prima volta quest’anno la Fondazione Ananian presieduta da Giovanni Damiani ha deciso di istituire un premio dedicato ad un giovane autore che ha partecipato al Concorso, proveniente dalla regione Friuli Venezia Giulia.

MART. 17-10 – LA BUFFA E ALTRE POESIE

Martedì 17 ottobre alle 17.30, nella Sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa di Corso Italia 13 a Trieste il volume “La buffa e altre poesie” di Giulio Camber Barni verrà presentato dal curatore, Lorenzo Tommasini, che converserà con Luca Zorzenon, presidente dell’Associazione Il Ponte rosso e con Walter Chiereghin, direttore della rivista. Introdurrà Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo.

Il volume inaugura la collana stampata sotto l’insegna di “Libreria del Ponte rosso”, la rivista web diffusa gratuitamente in rete per narrare vicende ed esperienze dell’arte e della cultura principalmente ma non esclusivamente del territorio giuliano, dopo essersi costruita attorno un’Associazione culturale.

La scelta della prima pubblicazione è caduta sui testi di Giulio Camber Barni e reca il titolo La Buffa ed altre poesie, in una nuova edizione critica curata da Lorenzo Tommasini, giovane italianista che già in precedenza ha pubblicato studi sull’autore triestino, volontario giuliano nella Grande guerra, impiegato come ufficiale di fanteria (la Buffa del titolo è il nomignolo assegnato a tale arma dell’esercito italiano) sul fronte dell’Isonzo e successivamente su quello franco tedesco.

I versi di Camber Barni, figura ingiustamente collocata in secondo piano dalla critica, hanno suggerito a Umberto Saba un giudizio significativo nel suo Storia e cronistoria del Canzoniere, quando afferma: “I poeti dell’altra guerra furono Ungaretti, e su un altro piano (popolare) Giulio Barni”.

 

GIOV. 19-10 – LA FONDAZIONE ITALIANA FEGATO DI TRIESTE E LA SUA ATTIVITA’ NEL MONDO

L’attività della Fondazione Italiana Fegato Onlus (FIF) sarà illustrata giovedì 19 alle 17.30 al Circolo della Stampa (corso Italia 13, sala Paolo Alessi, primo piano). Ne parlerà il suo fondatore, il professor Claudio Tiribelli, che, dopo la laurea in medicina e chirurgia all’Università a Padova, si è specializzato in gastroenterologia a Trieste. Dopo diverse esperienze all’estero, nelle Università di Groningen (Paesi Bassi), Toronto (Canada) e Brooklyn (Usa), Tiribelli è rientrato in Italia all’ateneo triestino dove dal 1989 al 2008 è stato professore ordinario di Biochimica clinica e dal 2009 al 2016 ordinario di Gastroenterologia. Dal 2003 al 2016 è stato direttore della Clinica patologie del fegato a Cattinara, svolgendo un’imponente attività di ricerca.

La Fondazione è stata costituita nel 2008 con tre scopi essenziali: 1) il primo, di natura clinica, mira a dare servizi d’eccellenza nella gestione delle patologie del fegato; 2) il secondo riguarda la ricerca traslazionale, combinando discipline, risorse, competenze e tecniche per promuovere miglioramenti nella prevenzione, nella diagnosi e nelle terapie, svolta a livello clinico e di base; 3) il terzo, educazionale e formativo, intende fare della Fondazione un polo di riferimento per quanti, provenendo dall’Italia e da altri Paesi, vogliono approfondire le loro conoscenze in questo campo della medicina.

La sede operativa è all’interno dell’Area Science Park di Basovizza. La parte clinica viene svolta in parte nella Clinica patologie del fegato dell’Azienda universitaria integrata (Asuits) a Cattinara ed in altre strutture sanitarie della regione e del territorio nazionale.

L’attività dei laboratori della Fondazione è attiva su molteplici linee di ricerca, dallo studio dei meccanismi molecolari dell’epatocarcinoma, alla steatosi epatica e ai meccanismi di danno cellulare da bilirubina a livello cerebrale, oltre che allo studio delle cellule staminali epatiche.

La Fondazione finanzia la propria attività di ricerca grazie a risorse istituzionali, tra i maggiori finanziatori: la Regione, l’Università di Trieste, la Comunità Europea, il Ministero dell’università e ricerca, il National Institute of Health (Usa), il Cro di Aviano, Telethon, oltre che da aiuti volontari da parte di privati (contributi dei soci e donazioni) e contributi derivanti da progetti di ricerca.

Una delle leve storiche del successo della Fondazione è la cooperazione internazionale, strumento indispensabile per incentivare la mobilità di ricercatori, l’attività educazionale per giovani laureati e la realizzazione congiunta di progetti scientifici. La fitta rete internazionale, costruita nel corso degli anni, sottolinea la valenza internazionale che FIF ha in ambito formativo e scientifico. Al momento sono attive collaborazioni con otto paesi (Argentina, Brasile, India, Indonesia, Filippine, Messico, USA, Vietnam).

 

VEN. 20-10 – BORA SCURA

Quando si precipita giù da nord-est a oltre cento chilometri all’ora cielo corrusco e freddo boia che ti penetra nelle ossa, con raffiche di pioggia e nevischio che, se non stai attento, ti sbattono a terra e rischi di finire in mare, allora è Bora scura. Vento senza pietà che assurge a simbolo dei venti di guerra che spazzano il confine orientale d’Italia dopo l’8 settembre 1943, quando il territorio è occupato dalle truppe tedesche e le popolazioni friulane, giuliane e istriane vedono la loro terra percorsa da ss e divisioni asiatiche, da repubblichini della Rsi, da partigiani garibaldini e da partigiani anticomunisti; da partigiani titini sloveni e croati, ma anche dai collaborazionisti Domobranzi, Ustascia e Cetnici.

Tre volumi indivisibili formano un unico libro, una vera e propria saga, la saga del confine d’Oriente, che Leandro Lucchetti riunisce in un romanzo che intitola, per l’appunto, “Bora scura”. Un’opera in cui l’autore, basandosi su fatti storici rigorosamente documentati, mette in pratica tutta la sua esperienza di uomo di cinema e televisione per restituire, con la tecnica del montaggio di scene e situazioni di grande impatto emotivo, un affresco avvincente, ricco di intrighi e colpi di scena, facendo ricorso a un linguaggio immediato, di grande presa sul lettore.

Venerdì 20 ottobre al Circolo della Stampa (ore 17.30, corso Italia 13) Riccardo Devescovi, Presidente del Circolo Culturale Che Guevara, e l’ex-senatore Stojan Spetič , presentano il libro e dialogano con l’autore.

Leandro Lucchetti, triestino, è regista cinematografico e sceneggiatore. Film realizzati: “Maledetta Euridice”, “Apocalypse Mercenaries”, “Getting Even”, “Bloody Psyco”, “Caged”, “Aids – La tela di ragno”. Come sceneggiatore; “Deserto di fuoco”, “Nosferatu a Venezia”.

Dal 1970 al 2010 è stato regista della Rai e autore di documentari e programmi culturali. Nel 2016 pubblica il suo primo romanzo “Amorosi sensi” (Fuorilinea Editore) un noir sui generis che narra di Resistenza vincitore del Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana.

 

 

GIOV. 26-10 – SOLE E LA LUNA, SIMBOLOGIA TRA GLI SLAVI MERIDIONALI

Giovedì 26 ottobre alle 17.30 nella sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa Trieste (corso Italia 13) la prof.ssa Sergia Adamo, docente di Letteratura comparata all’Università di Trieste, la prof.ssa Natka Badurina, docente di letterature slave del sud all’Università di Udine e la dottoressa Branka Novakovic, esperto linguistico dello stesso Ateneo, presenteranno il libro “SoleLuna presso gli slavi meridionali” I-II  (edizioni dell’Orso Alessandria, 28 euro ogni volume). Due consistenti volumi con quasi 40 contributi sono nati dalla collaborazione di quattro istituzioni scientifiche: due italiane, una croata e una serba. Tutte e quattro curatrici della miscellanea saranno presenti: Ljiljana Banjanin (Università di Torino) che si occupa dei rapporti nell’ambito della storia culturale tra Italia e mondo serbo-croato, Persida Lazarević Di Giacomo (Università degli Studi «G. d’Annunzio» Chieti-Pescara) che si occupa di rapporti culturali italo-illirici (XVIII-XIX sec.), dell’illuminismo slavo meridionale, della tradizione orale slavo meridionale e della letteratura serba contemporanea, Sanja Roić (Università di Zagabria) italianista e comparativista, visiting professor in diverse università europee; Commendatore della Repubblica Italiana per meriti culturali e Svetlana Šeatović (Istituto di letterature e dell’arte, Belgrado) studiosa di letteratura serba contemporanea e del mondo mediterraneo. La serata sarà coordinata dalla prof.ssa Marija Mitrovic, slavista, già docente dell’Università di Trieste.

La miscellanea “Il SoleLuna presso gli slavi meridionali” raccoglie i risultati delle analisi di un gruppo selezionato di studiosi di varie nazionalità e istituzioni accademiche e culturali invitati a portare un contributo sul tema del sole e della luna presso gli slavi meridionali rispetto a tre specifici campi d’indagine, affrontati in un’ottica slavistica e comparatistica, che a propria volta hanno generato nuovi sbocchi di ricerca. Tali campi sono identificati nel Sole e nella Luna quali corpi celesti all’origine di fenomeni atmosferici e alla luce delle simbologie a essi connesse (giorno/notte, principio maschile/principio femminile, razionale/emotivo, positivo/negativo); nella cosmologia; e infine nelle condizioni meteorologiche quali vento, pioggia, neve, nebbia, ecc.

 

 



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